Dimmi Perché Piangi

 

Da ieri sera verso in uno stato di paranoia catatonica. Ho pure pianto, a un certo punto, prima di andare a dormire, mentre pisciavo, seduta sul cesso. Non c’era una ragione precisa, non ero neppure in premestruo. Ho pianto e non so perché.

Non sarebbe stato un problema, se non avessi avuto accanto un esemplare di pene sapiens sapiens che mi chiedeva perché piangessi (adoro gli uomini, che pensano sempre che ci voglia una ragione per piangere e non sanno che invece piangere a volte è un modo per far respirare l’anima, per allentare l’apnea, per mollare la tensione e arrendersi, e poi trovare la forza per calmarsi e riprendersi). Sarebbe stato tutto regolare, se avessi avuto la libertà di rinchiudermi nella mia bolla di auto-disagio e auto-commiserazione, di colare a picco nelle mie paturnie, di abbandonarmi alla deriva indomabile del disprezzo più feroce che nutro per me stessa.

Insomma, robe che io conosco bene e lui non conosce affatto, e che sono solo alcuni dei miei demoni, quelle forze oscure della mia psiche che mi fanno sempre pensare che dovrei andare in analisi, mapperò non c’ho i soldi (né per quella, né per il dentista, né per il dermatologo, né per il nutrizionista, né per il personal trainer, né per un cazzo di ciò che dovrei fare per prendermi cura di me).

Di positivo c’è che ormai li conosco, quei demoni, e questo, si capisce, è un grande vantaggio rispetto a quanto succedeva, chessò, dieci anni fa. Se c’è un aspetto valido della crescita, o dell’invecchiamento, è che impari i tuoi malesseri a memoria, li riconosci dall’odore, prima ancora che si presentino alla tua porta, senza preavviso, cogliendoti nella tua personale condizione di degrado.

Alcuni li ripari, certo, ma altri sono talmente radicati da essere intoccabili. Non sono fantasmi da sconfiggere, ma malfunzionamenti interiori da governare e con i quali scendere a compromessi, imparare a convivere, trovare armistizi psicologici, esercitare comprensione, pazienza e carità. Resta il fatto, però, che non sempre ci si riesce. E che io non brillo per comprensione, pazienza e carità. Sono anzi un curioso incrocio tra una debosciata nichilista e viziosa, e una nazista intransigente e totalitaria. Non pratico le vie di mezzo, odio i gradi e i tempi che la vita richiede per accadere e ho un talento impareggiabile per spalarmi tonnellate di merda addosso e poi dirmi: “Vedi? Fai schifo!” E tutto questo riesco a farlo in qualsivoglia contesto, in qualsivoglia momento. Riesco a farlo anche a ridosso di un periodo di lavoro intenso e gratificante, due giorni prima di partire per il ponte del 1 maggio e andare a trovare i miei, che se mi dice bene mi faccio pure una bella giornata di mare (e ora che l’ho detto è naturale che pioverà ininterrottamente). Riesco a mortificarmi anche nelle condizioni di agio più estreme, e riesco a farlo anche quando ho una persona accanto che mi adora e alla quale – forse – dovrei mostrare le parti belle di me, non la fogna.

Però, la fogna c’è.

E questa è una condizione con la quale chiunque si avvicini molto a un altro essere umano deve essere disposto a confrontarsi. Il tanfo degli irrisolti, delle ansie, delle paure, dei fallimenti, delle debolezze e delle incapacità altrui, prima o poi, gli arriverà. L’olezzo indigesto del disamore per sé è un affare scomodo, in aperto conflitto con la realtà che esistono persone che ci stimano, ci desiderano, ci considerano, a qualche immeritato livello, un modello di qualcosa.

Ecco, io sono un modello di disordine, di indisciplina, di ribellione a me stessa. Sono il più sordido contrappasso che si possa immaginare, la talpa infame, la boicottatrice indefessa.

Devo perdere peso per salute? Ok, allora ricomincio a fumare.

Trovo l’amore? Ok, allora devo re-ingrassare.

Lavoro tanto e mi piace ciò che faccio? Ok, ma ricordati che comunque sei una pezzente. 

E così, mentre il pover’uomo ieri sera mi guardava, crucciato all’idea che dietro quelle lacrime e quei  silenzi ci fosse chissà quale pericolosa discussione della nostra relazione, io provavo ancora più imbarazzo per la puerilità del mio malessere. Perché non avevo voglia di dirgli che mi consideravo solo una cicciona piena di vizi e senza soldi. Non avevo voglia di dirgli che il mio estratto conto segna 337 euro, sebbene io avanzi oltre 10mila euro di pagamenti per lavori già svolti, ma si sa come funziona in Italia, no? Lavori a ottobre 2017, e a maggio 2018 ancora non ti hanno pagata, e va bene così, ma ogni volta che mi ritrovo in questa situazione metto in discussione tutta me stessa, la vita che ho scelto di fare (perché l’ho scelto eh, mica mi ci sono ritrovata per caso a questo punto), le possibilità di crescita che ho e la madonna sa cos’altro. Non avevo voglia di dirgli che fumo un pacchetto di sigarette al giorno e che ogni cazzo di volta che impugno l’accendino so che mi faccio male e non riesco a trovare la motivazione per smettere. Né avevo voglia di condividere l’eterno problema del bioritmo a mignotte, che condiziona l’esistenza, l’alimentazione, la produttività. Neppure avevo voglia di dirgli che ho ricominciato a vergognarmi del mio corpo, a volerlo coprire, a non volere che mi si tocchi la pancia perché è gonfia, oppure flaccida, oppure appesa e che di tutto questo mi ero liberata e invece ci sto tornando, perché in palestra non vado, perché mangio male, perché bevo vino, o birra, o cocktail ogni santo giorno. Così come non avevo voglia di dirgli che – sebbene io in costume da bagno non mi sia sentita mai a mio agio, e sebbene sappia che nella mia vita sono chiamata a superare prove ben più rilevanti della prova bikini (auto-cit) – mi inquieta l’idea di mostrarmi a lui in costume, che è diverso dal mostrarsi in camera da letto o sotto la doccia, che in casa ci sono solo io, mentre in spiaggia ci sono le persone toniche, quelle brave, quelle socialmente accettabili, quelle giovani, quelle che s’ammazzano di squat tutto l’anno e giustamente sfoggiano culi da combattimento che inghiottono mutande tra le natiche per tutta l’estate. E certo, lo so che mica sta con me per le mie chiappe (che comunque dichiara di amare) ma per la mia testa, va bene, ma comunque sia non è bello pensare che tra corpi scolpiti nel marmo debba vedere il mio, segnato dal tempo, dalle cattive abitudini, dalla trasandatezza ingiusta che gli sto imponendo e naturalmente dal rifiuto culturale per una serie di misogine pratiche estetiche, che risolvono con la chirurgia l’inefficienza di Madre Natura.

Non avevo voglia di dirgli neppure che mi sento paralizzata,  come se il mio auto-miglioramento fosse un eterno fallimento, un risultato perennemente mediocre, un insuccesso costante, interrotto solo da progressi temporanei. Non avevo voglia di dirgli che tutto ciò che sto trascurando di me stessa, mina profondamente la fatica che ho fatto per imparare a volermi bene.

“Domani mi passa”, ho detto al pene sapiens sapiens. E ho mentito. Perché so che questa inquietudine, quando arriva, non se ne va in un giorno, è un ospite sgradito che sporca le giornate e occupa i miei spazi interiori. E quando mi viene la crisi esistenziale, generalmente ogni anno, a primavera, quando tutti sono felici e dovrei esserlo pure io perché le giornate s’allungano, nei locali ci si può sedere all’aperto, il sole illumina l’asfalto, i collant si ripongono nel cassetto, l’atmosfera estiva arriva, in uno sciame di insetti e polline, a suggerirci che le vacanze sono all’orizzonte, ecco proprio quando dovrei essere felice come tutti, divento repellente e depressa. E anche amara, perché so che a un certo punto non ha senso sfogare a parole la frustrazione per la propria debolezza. È necessario agire. E io me lo ripeto ogni giorno, ogni sera, poco prima di dormire: da domani riprendo le redini; da domani ricomincio a occuparmi di me; da domani non fumo più; da domani torno in palestra; da domani mangerò bene; da domani sarò quella che – con inconcepibile fatica – ho dimostrato di poter essere. Oggi faccio schifo, ma da domani sarò migliore.

Mi chiedo quando arrivi domani, perché va così già da un po’, e mi rispondo che il punto è che domani non arriva mai, se non decidiamo di andargli incontro e prenderlo per le palle, o per le corna, o per qualsivoglia parte anatomica.  L’importante è afferrarlo, il domani, e incominciare da un punto, uno qualsiasi, che sconfigga l’immobilismo, la stasi, il bisogno di punirsi inconsciamente di non si sa bene cosa, il rifiuto presente di amarsi, la paura di cambiare e di concedersi una meritata serenità.

Da domani ricomincio a concentrarmi sulle cose belle, per smetterla di sprofondare in quelle di merda, promesso. Oggi, facciamo che mi odio ancora un po’. Poi smetto.

Perlomeno fino alla prossima crisi mistica.

88 pensieri su “Dimmi Perché Piangi

  1. Crudelmente vera. Sei sempre così sincera nella scrittura (e come scrivi bene, non mi perdo neanche un tuo post!), e mentre leggevo pensavo che il pene sapiens sapiens si sarà accontentato di un “domani mi passa” perché sapeva che ti saresti spiegata meglio in altri modi: e alla fine un motivo c’era. Anche a me la primavera ogni tanto mette questi malumori esistenziali, ti capisco. Ti abbraccio virtualmente. E dai che oggi è già quasi finito 🙂

  2. Grazie per metterti a nudo, ci riconosciamo in molti in questo disagio che ci fa sentire un granello di sabbia. Il fatto che ti permetti di piangere con il tuo compagno è un grande gesto d’amore, di affidarci a qualcun altro consapevoli di essere (almeno per un po’) capiti, accolti. Abbiamo tutti bisogno di essere presi in braccio, a volte, di sentirci protetti ed importanti pur ascoltando l’abisso di oscurità che ci appartiene.

  3. Ohhhhh ferma li eh! Che questo è un film già visto. Allora
    1) respira
    2)ritrova il contatto con la tua testolina (visto che puoi vantati di averla) e, come dicevo quando ero giovane assai RAZIONALIZIAMO (si…lo dicevo seriamente).
    Tanto per cominciare ti dico che se soffri di depressione ma anche solo di instabilità emotiva i cambi si stagione son periodi critici, mica bastava la sola caduta dei capelli no?. Poi vediamo di fare le persone lucide: hai presente il classico proverbio (indiano?):se qualcosa puoi cambiarla perché ti agiti? Se non puoi cambiarla perché ti agiti? Ecco lo so che ora mi stai mandando a fare un giro ma tanto torto non ho. Per i soldi che ti devono puoi fare relativamente poco se non sfrantumare le palle un giorno si e uno no (detto da ex recupero credito). Non so se la situazione permetta minacce più pesanti ma intanto stagli addosso anche perché purtroppo in Italia il recupero coatto con una mazza pare nn essere legale…
    Poi ci sono le altre cose che hai nominato:corpo, cibo, fumo. E su questo puoi lavorare. Tanto lo sappiamo che più ci ostiniamo su certi comportamenti più dopo ci daremo addosso dopo (io: cavolo mi piace ma nn mi solo e dopo mi do contro nei peggio modi). Quindi posto che miracoli non ne sappiamo fare possiamo però bere meno drink (nn storcere il naso), mangiare qualche schifezza in meno (si ok son buone ma no) e prendere la briga se non si vuole andare in palestra di uscire e farsi una camminata (che a me ha salvato dalla fame compulsiva e dalle crisi di nervi). Stesso discorso sul fumo, nn riesco a toglierlo ma riduci. E non iniziare tutto domani ma oggi perché tanto domani girerà tutto storto e gireranno le palle e nn ti andrà di impegnarti. Ti aggiungo un’altra cosa, provata sulla mia pelle: se dormi poco e/o male dopo un po l umore per chi è già così borderline va a farsi benedire e scoppia la bolla. Quindi prova a trovare una regolarità.
    Per favore non prendere tutto questo come una predica ma mi ci rivedo e tanto, ho scritto solo per questo.

    1. hahaha ma vedi che sei stata soprattutto un cuore in questo commento.
      lo so, il sonno è una delle aree più critiche in assoluto, lo so.
      per tua info: da quando ho scritto il pezzo non ho comunque cominciato a fare un cazzo, ma inizierò!

  4. Dai tranqui, tanto non sarebbe un culo scolpito nel marmo né un’alimentazione da olimpionico, a far cessare questa ciclica ondata di merda che ogni tanto investe.

    Dev’esser una sorta di marea, non basata sulla Luna ma su un qualche ritmo strano radicato nel cervello.

    Se può aiutare, a me passeggiare (e fumare, ma devo smettere) aiuta.

  5. Te lo dico? Ma va a cagare!
    Che quel povero cristo l’hai pure schiavizzato a lavorare per te sabato pomeriggio, con un caldo bestiale. E che solo per questo si sta guadagnando mezza approvazione da uno degli zii …per quella intera deve pagare una serata di bevute a tutti gli zii 😁

  6. Non ho consigli da dare, forse… o forse solo uno: accetta anche questi lati di te più pessimisti, incasinati, brutti e poco piacevoli. Accettali come se non facessero parte di te, ma di un amico caro, di un figlio, di un fratello… Di qualcuno a cui vuoi bene nonostante tutto. Di qualcuno che fa tenerezza, perché crede di fare schifo e invece schifo non fa. Di qualcuno che ha solo bisogno di un abbraccio, di tempo e di pazienza. Tratta te stessa come tratteresti un amico, non come un giudice tratta l’imputato. E credimi che passerà. Domani 🙂

  7. Carissima,
    Ti lascio odiarti ancora un po’..tutta oggi, facciamo anche domani, è giusto accompagnare educatamente alla porta un ospite che ci sta minando e che non ha nessuna intenzione di abbandonare il nostro calduccio; che ha bisogno di capire che ci sta rovinando tutte le nostre stanze vitali mettendo a soqquadro i divani positivi, le credenze con i vari ripiani di autostima, consapevolezza, maturita’, il mobile dell’entusiasmo, il comodino del sorriso. E poi dobbiamo risistemare tutto! Un sorriso finito sotto il letto assieme alla polvere, un sorriso che ha paura di uscire, non voglio mica accucciarmi ogni volta per colpa di quell’ospite. ..

    Ma dopodomani, ti prego, pensa un pochino a me. Pensa ad una che non conosci, che ti segue silenziosamente e che quando ti legge trova sempre spunto per sorridere, riflettere ed imparare. Una donna che ti stima e che ti considera una grande Donna. Lo so, lo so non serve a nulla se non sei tu la prima a considerarti, ma io ugualmente te lo voglio urlare con amore, tra tanti pensieri negativi desidero che un pensiero positivo deragli il treno di quell’ospite che vuole ritornare. Non trattenerti, scrivici, confidati, svuotati, urla, sospira e poi, ricorda quel sorriso sotto il letto…..
    Ti auguro che, con i giusti tempi, la consapevolezza di quei demoni che ormai conosci ti aiuti ad aumentare la distanza tra te e l’ospite. Non puoi negarlo ma magari facciamolo diventare un parente d’Australia o del Borneo Sud orientale che vediamo ogni 3 lustri e mezzo, lo sopportiamo e magari gli diciamo che casa nostra è diventata un ostello per nerd islandesi e che siamo dispiaciute di non potergli far usare la nostra credenza….
    Sotto il letto ci sarà solo la polvere.
    Un grande abbraccio, tanti buoni pensieri per te e la tua vita e un immenso grazie per tutto ciò che mi doni.
    Con gratitudine
    Natasha

  8. Da quarant’anni lotto con questi periodi, una settimana si, l’altra forse.
    Ho anche l’aggravante di non avere un pene sapiens sapiens al mio fianco. E questo non fa altro che aggravare il mio senso di ineguatezza.
    Questo domani non accenna ad arrivare, ma vivo e cerco di amarmi (da sola) il più possibile.
    Forse dobbiamo solo accettarlo questo domani inesistente.
    E io che pensavo che a quarant’anni si diventasse adulti…
    Mi piace molto leggerti, grazie 😊

  9. Quanto è tutto vero.
    E quando arrivano questi momenti ciao, puoi solo piangere e cercare così di sfogare tutto.
    Siamo con e come te Vagi.

  10. Va bene scrivere come ti senti nel tuo blog (ci mancherebbe, è tuo e ci scrivi quello che vuoi…) ma queste cose perché non gliele dici anche a lui? La sua risposta potrebbe sorprenderti. Per tutte le pippe che ti fai sul fisico e similari la premessa, secondo me, è sbagliata: non dire domani smetto, fallo oggi! Mi spiego: non devi importi di smettere di fumare da domani fino alla fine dei tuoi giorni, prova ad importi OGGI di ridurre sensibilmente o di smettere proprio solo per quella giornata. Il giorno dopo fai la stessa cosa: oggi non fumo domani chissà e così via. Se ti vuoi rilassare, dimagrire, virare verso uno stile di vita più sano consiglio scarpette da runner e corsetta in un parco ( inizia con 20-30 minuti e poi a salire). Ti cambia la vita (ovviamente per chi ha voglia/necessità di cambiarla. Un abbraccio.

    1. madonna ma io non riesco a correre! ho capito che per voi runner è una specie di attività catartica ma io proprio non ce la faccio (posso fare 1 ora di cardio in palestra, ma a correre reggo tipo 15 secondi prima di raggiungere uno stato di pre-morte)
      per il resto, lui lo sa. mica è scemo 🙂
      baci

  11. “Signori ho passato una serata stupenda con voi…. Ma non era questa”
    Groucho Marx

    “Piangere mi aiuta a stare calma ed a non essere ossessionata dal peso dei problemi della vita”.
    Tristezza – Inside out

    Stella, quando si sceglie di vivere insieme si prende l’intero pacchetto, difetti e fantasmi inclusi. Ma credo che questo tu lo sappia già…
    Lui si preoccupa chiedendoti un motivo… ma sono ben più di uno. Sai anche questo…
    The question is… Lui è pronto per entrare nella tua galleria degli orrori?
    Tu sei pronta per entrare nella sua?
    Ho imparato a mettere da parte le mie paure, non a sotterrarle, perchè quelle maledette riemergono prepotenti ogni tre per due, ma cerco di dargli il giusto peso altrimenti sprofondo lungo una parte di fango da cui è poi difficile risalire. Ed io sono molto di più di uno stronzissimo attacco di depressione. Non ti hanno pagato? non è colpa tua, ma loro, sfruttatori bastardi di un sistema ancora più bastardo.
    Ti fidi ancora di me? ti ricordi quando ti dissi che avresti trovato l’altra metà perchè eri pronta , era solo questione di tempo e di qualcuno che guardasse oltre la facciata?
    bene! ora ti dico che quei bastardi che ora fanno i fenomeni, quando sarai affermata saranno viscidi e servili e ti pagheranno prima, ma tu li guarderai con disprezzo e tristezza, perchè sono dei miserabili che moriranno da miserabili, gretti e aridi.
    Tu sei molto di più. Per me e tantissimi altri vali moltissimo, perchè quando leggiamo Stella pensiamo che non tutto sia ancora perduto e andato in malora in questo disgraziato Paese, che c’è ancora speranza di vedere andare le cose nel verso giusto.
    Quindi sfoga la tua frustrazione con un sano pianto. Domani è un altro giorno Stella e tu sei ancora lì pronta a batterti.
    S.D.Q. Stella!
    Scorpions Don’t Quit! – Gli Scorpioni Non Mollano!

  12. una crisi mistica da lacrima facile. Vedrai che domani, un domani c’è sempre, tutto cambia o meglio non cambia nulla ma la crisi mistica lacrimante si andrà a rintanare da qualche parte in attesa di ricomparire.

  13. Non so se li leggi tutti i commenti, anche io ho passato una vita (non solo quella del bacino) a fisarmonica come la tua. E mi sono chiesta: ma la forma che cerco, é un fine o un mezzo? Se é il fine, allora di strada ce n’è ancora da fare, ma se é un mezzo e non funziona… Trovane un altro! Un abbraccio, Maria

  14. Ho lasciato tutto. La mia città, la mia casa, la mia famiglia, le mie abitudini, i miei spazi, tutti i sogni e tutti i progetti.
    Ho chiuso tutto in una stanza buia, buttato le chiavi e sono partita. Mi sono imbattuta in tante difficoltà, situazione che non dovevano appartenermi, ho pianto tanto perché mi sono sentita sconfitta, umiliata, presa per il culo. E non potevo difendermi. Ma ho combattuto, mi sono asciugata le lacrime, mi sono rialzata e sono andata avanti. Ma tutto continua a crollare. I nuovi sogni, i nuovi progetti, tutto a rotoli, tutto a puttane nonostante l’ impegno. E piango, piango. Come un rubinetto rotto. Non so cosa fare, da dove ripartire e dove ritrovare le forze. E leggendo queste tue parole sono annegata nelle lacrime perché sembri leggermi dentro, perché questo malessere abita in entrambe e perché nessuno dovrebbe sentirsi così. È primavera ma qui piove, ed io quasi quasi mi accendo una sigaretta.

    1. allora, anche se mi rendo conto di non essere particolarmente tempestiva, se possibile, la sigaretta non accenderla.
      asciuga le lacrime, ancora.
      rialzati, ancora.
      e vai avanti, ancora.
      che noi è così che facciamo. c’abbattiamo e non molliamo.
      un abbraccio

  15. Esattamente quello che sono io. Sono arrivata a 33.38 euro sul conto, il panico, i peli, le unghie mangiate e milioni di mani smaltite per strada e un enorme vaffanculo deñtro che mi devasta. Poi passa, poi torna. Ce la faremo, ne sono certa. ❤

  16. Presente! Anche per me l’arrivo della primavera significa rivoluzione interiore, e non sempre – anzi, quasi mai – in senso positivo. Mi ritrovo a fare i conti (di ogni genere) con me stessa e puntualmente non mi tornano. Passa? Per forza. Un po’ di lacrime, un po’ di unghiate sul fondo del barile e via, di nuovo su. Dai, che ce la si fa :*

  17. Bisognerebbe sempre specchiarsi negli occhi delle persone che ci vogliono bene e ci ammirano: il riflesso sarebbe nettamente diverso e ci renderemmo conto che non vi è alcun motivo di andare in paranoia…

  18. Stella, sei una Donna splendida, dentro e fuori.
    Guardati indietro, tutto quello che hai superato ed ottenuto, la grinta, le energie, la passione; i demoni non sono nulla in confronto. Questo periodo buio ti porterà presto a scoprire nuove luci, più abbaglianti e calde.
    Un abbraccio.

    1. ❤ ❤ ❤ ❤ ❤ non so se siano sufficienti quindi nel dubbio ❤ ❤ ❤
      grazie. davvero. questi post li scrivo, di solito, in momenti di profondo sconforto in cui mi manca quasi l'ossigeno.
      so che poi passa, e scriverli è fondamentale per farli allontanare un po'!

  19. Scorpiona che non sei altro! Quando ti leggo così non riesco a non tornare con la memoria a quando stavo con lo Scorpione. Poteva essere il tuo gemello, caratterialmente parlando. Stesse paturnie, stessi loop, stesse discese ardite e le risalite.
    Comunque, in soldoni, così come tu fai da sponda ai suoi scoppi di strilloneria, lui farà da sponda ai tuoi up and down e alle tue lacrime. C’est la vie, a deux…

    Ti lovvo, ti abbraccio e un pò ti sgrido.

    Zia

    1. Ti lovvo, ti abbraccio e ti stringo pure io.
      Colgo l’occasione per informarti pure che forse questo weekend faccio una trasferta veneta…INDI PER CUI usa il mio numero (che dovresti avere) e scrivimi! Oppure mandami il tuo su Instagram…insomma, che non si dica che anche a questo giro non ho avvertito! Rido
      un abbraccio giga
      s

  20. Io ho un metodo.
    Io piango, poi lascio che i pensieri fluiscano, intanto con le mani metto a posto la mia camera, il salotto, la cucina…passivamente.
    Passivamente all’inizio, perché poi piano piano scopro che divento sempre più attiva mentalmente in quello che faccio e la mia dimora diventa metafora del mondo interiore dove io sono in grado di mettere ordine.
    La parola chiave é FARE manualmente.
    Me lo suggerì un’amica in tempi neri.
    E per chi é soggetto a farsi prevaricare da pensieri che poi diventano emozioni, é una manna dal cielo.
    Prova

    1. penso che questo suggerimento sia ottimo, è un metodo che mi era capitato di usare in passato e che avevo dimenticato.
      ricordo chiaramente che ai tempi dicevo: siccome non riesco a mettere ordine dentro, metto ordine fuori.
      in quei momenti avevo la casa in ordine, il cesto della biancheria vuoto e mi spalmavo di unguenti, creme e smalti.
      dedicandomi a me stessa, per distrarmi da me stessa.
      non era male, hai ragione.
      prossima crisi, provo a ricordarmene! ❤

  21. Vivo i medesimi stati d’animo. Si chiama Karma. Pensieri, parole e azioni che facciamo istintivamente e che sono lesive per noi, sopratutto, e per gli altri. Ti consiglio un “esperimento” : recita ‘Nam Myoho renge kyo’ (Dedico la mia vita alla Mistica Legge di Causa ed Effetto). Vedrai che come un fiore di Loto che fiorisce dalla melma, sentirai la forza di poter VINCERE SU TE STESSA. L’uomo che hai affianco si stupirà ancora di più :* un abbraccio

  22. Purtroppo riconosco. Ma ho svoltato questa volta dicendomi che… era colpa della menopausa. E poi sono andata per la prima volta dalla dietologa, che la menopausa non scherza con il girovita. A questo aggiungiamo la separazione -salvifica per morale ma non per le tasche e per il tempo a mia disposizione per andare in palestra perché due adolescenti per casa, ho deciso che era la mossa da fare. Nel frattempo ho anche smesso di fumare. 2 settimane fa, al mio 48 esimo compleanno ero uno straccio, comunque, ma mi sto distraendo molto bene.

    1. cazzo. brava.
      bravissima. sul fumo devo seguirti presto.
      e brava anche su tutto il resto. a volte per migliorarsi bisogna arrivare al fondo. non vale per tutti ma per molti sì. ma per, di solito, è così. anche se sto imparando ad attivarmi prima.
      che vogliamo fare, ci tocca trovare in qualche modo la nostra formula per campare.
      un abbraccio

  23. non capisco e non ho mai capito questo essere tristi/demotivati/autocriticoni, perchè nel mio carattere questa cosa non esiste…. ma leggere questo tuo post mi aiuta a capire un po’ di più questa cosa che invece esiste in mio marito, ma lui non è in grado di spiegarmela e mi risponde come hai fatto tu “è tutto ok, sono paturnie che passano”. Solo una cosa: è dura stare a guardare e non sapere come aiutare (che poi forse non è nemmeno richiesto, ma se ami ovviamente vuoi aiutare!) quindi siate gentili con chi vi sta accanto…. nel mio caso a volte lo sconforto si tramuta in rabbia e scazzo e finisce verso di me, che non lo merito.

    1. uh sorella, so quanto sia difficile stare accanto a quelli come noi.
      ma davvero, basta avere pazienza in quei momenti. e ogni tanto parlarne, per renderli più commestibili, a noi stessi e agli altri.
      ecco, a parte fargli leggere questo post, provate a raccontarvi questo aspetto del suo carattere, in un momento di serenità, in uno degli up.
      E comunque, nel tempo, di solito, si impara a gestire meglio questi momenti che, lentamente, impattano meno sull’equilibrio della coppia (quando ero giovane, invece, erano veri e propri, incontenibili, tsunami)
      un abbraccio

  24. Vagi, da anni seguo il tuo blog e mi rivedo in tantissime cose che scrivi. Non ho mai commentato, nn so xkè, forse, semplicemente, x una auto-svalutazione dei miei pensieri e delle mie idee. Stavolta ho deciso di farlo e sai xkè? Perchè sei bella, cazzo!!! Sei bellissima!! Ricordo che la prima volta che ho visto una foto in cui ti si vedeva bene fisicamente ho pensato: “Cazzo, questa mi ha preso x il culo!”. Post su post a far capire che eri un cesso e poi scopro che sei troppo carina! Ok che x una sera piangi, te lo concedo, siamo delle lottatrici e si sa che la vita in città è una giungla (come diceva sempre il mio insegnante di scuola guida), c sta un momento di stanchezza e di sconforto, ma solo x una sera, dal giorno dopo mi ritorni la solita cazzuta di sempre!! Altra cosa: sono contenta che il tuo Pene Amoroso possa conoscere anche le tue parti fragili xkè sono queste ke t rendono una persona sensibile ed empatica. Anche questi tuoi lati ti rendono bellissima, si trasformano in demoni solo se gli lasci troppo spazio. Vabbe’ vorrei aggiungere tante altre cose, ma diciamo ke x il mio primo commento ho già rotto i ‘cabbasisi’ abbastanza. 😅 … Un baciuzzo e alla prossima!
    Ps: c tengo a dire ke sono etero, il che esalta la gratuità dei miei complimenti e poi va da sè che, come si suol dire, siamo tutti froci col culo degli altri, nel senso che anch’io con i miei problemi sono spesso una schiappa.
    Pps: a quando un bel post in cui ci racconti minuto x minuto il fatidico incontro con Lui?

    1. ahahaha allora, andiamo con ordine:
      1. ho amato il tuo commento e non solo per i complimenti, ma per il modo genuino in cui li hai scritti, e quindi grazie, davvero ❤ 😀
      2. ma no, ma sì, ma lo sai come siamo fatte, fatichiamo a essere obiettive quando si tratta del nostro aspetto, momenti che ti senti carina e momenti che ti senti un cesso, è un'altalena sospesa tra il narcisismo e il disgusto e va bene così. però grazie di nuovo, soprattutto per la gratuità eterosessuale e disinteressata del tuo apprezzamento 🙂
      3. tutti traballiamo, sui nostri difetti; ma è vero pure che tutti troviamo, in un modo o nell'altro, il sistema di far quadrare le cose, almeno ogni tanto
      4. ahahah ho pensato che dovrei tirare le somme dell'esperienza ad oggi e preparare qualcosa tipo un libretto ecco, una cosa soft, una roba easy, ma vi aggiornerò più avanti 🙂
      intanto lascia che ti mandi un grosso abbraccio!

  25. maggio per me è il mese “ideale” per sentirmi povera e in sovrappeso:
    1. ho appena saputo che con il 730 prenderò una bella stangata..
    2. nonostante mi affamo e mi uccido di piscina e pilates, la bilancia non scende di un kg..
    pensiamo almeno che i nostri compagni in quanto “pene sapiens sapiens” ci amano per quello che siamo oltre i kg di troppo! 😉

    1. ahahah guarda cara che lo sport non ci serve tanto a dimagrire quanto a rassodare!
      cioè, per dire, io entro ancora nei vestiti di 2 anni fa, ma mi vedo così flaccida cazzo, essendo andata in palestra pochissimo nell’ultimo anno.
      detto tutto ciò…ASPETTA CHE A GIUGNO ARRIVANO LE TASSE DA PAGARE PORCO IL MONDO MALEDETTO!!!

      1. in effetti anche se non sono dimagrita più di tanto almeno è servito a rassodare un pò dai almeno c’è il lato positivo 😉 per quanto riguarda le finanze sto messa piuttosto male perchè oltre alle tasse a giugno mi aspetta anche il matrimonio della mia migliore amica a cui devo fare da testimone..vabbè dai arriveranno tempi migliori un bacio!! ❤

  26. Leggo le tue parole ed è come se le avessi scritte io (ma non avrei saputo farlo così bene!). A volte penso con invidia a quelli che non hanno mai dubbi, mai un pensiero fuori posto, una sbavatura, un conflitto. Io ci vivo di conflitti, e di paure e di tormenti. La maggior parte del tempo mi nascondo e mi confondo con la gente normale, sapendo che io normale non sono stata mai. Musica a tutto volume, assordante, nella speranza di riuscire a non sentire la mia mente che va…e poi i bicchieri (le bottiglie!) di vino, tutti quei coktail, le sigarette e i maledetti carboidrati. E i sensi di colpa e i chissenefrega e l’abbonamento in palestra annuale che duro due mesi…ma sono io, sono questa. E mi amo e amo anche le mie lacrime senza un perché (almeno ci provo)! Ti adoro Silvia, sei forte!!!

  27. Solevo piangere spesso anch’io senza un perché. Da quando ho allontanato dalla mia vita le persone tossiche, non mi succede più. Proprio MAI.

Parla con Vagina, Vagina risponde

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