Gelosia e PsychoMilf

Mi piacerebbe essere una persona migliore e dirvi che non sono affatto gelosa, che per me le persone affatto gelose sono privilegiate, sono esseri umani superiori, come quelli che mangiano e non ingrassano, come quelli che hanno pochi peli, come quelli che ogni sera riescono ad addormentarsi entro la mezzanotte.

Ciò che posso dirvi, piuttosto, è che la mia gelosia è migliorata, che ci ho lavorato, che sono cresciuta, che sono più consapevole e più sicura di me. Il ché, per carità, è vero. Non sono più una di quelle che guardano il telefono, che scippano le password, che si infiltrano negli account altrui, che passano con la macchina a controllare che il tipo sia dove dice di essere. Non faccio più interrogatori col faro puntato in faccia, non conosco più vita-morte-e-miracoli di qualunque donna interagisca col mio compagno; non mi succede più, ogni volta che non mi risponde per mezz’ora, di pensare che stia facendo un ripasso del kamasutra con un’altra. Un’altra qualsiasi. Una ventenne senza rughe, una 50enne con le labbra rifatte, una 30enne di quelle secche e stilose che lo seduca parlandogli dell’ultimo aggiornamento software che ha fatto.

Insomma, queste cose non mi capitano più. O meglio, quando capitano, riesco a governarle prontamente. Ripasso mentalmente i comandamenti dell’antigelosia e mi calmo:

  1. La gelosia non ha nulla a che fare con l’amore
  2. La gelosia è solo sintomo di insicurezza
  3. La gelosia è il modo migliore per indurre al tradimento
  4. La gelosia è una roba che ti rende repellente
  5. Se ci pensi, sei figa, non hai motivo di sentirti tanto insicura
  6. Se ci pensi, lui non ti dà ragione di dubitare della sua sincerità
  7. Se ci pensi, non è giusto rompergli i coglioni a causa dei tuoi traumi pregressi
  8. Se ci pensi, siete felici e scopate un sacco
  9. Se ci pensi, è un uomo intelligente, non trattarlo da coglione
  10. Se ci pensi, anche lui potrebbe pensare le stesse identiche cose di te (questa vale soprattutto per “Ma lui ha tradito la sua ex”. Perché, tu sei sempre stata Santa Maria Goretti?)

Di solito, di fronte a questi 10 comandamenti, la micro-crisi di gelosia rientra. Che poi, a voler essere pignoli, uno dovrebbe precisare che esistono tanti tipi di gelosia, mica una sola. E che non è neppure del tutto vero che la gelosia è imputabile alla sola carenza di autostima, perché francamente una può pure averci un’autostima discreta, ma certe volte le cose si incasinano e basta, va bene che sei figa ma il mondo è pieno di donne più fighe e più interessanti di te,  questo è giusto ricordarlo sempre, e di uomini più fighi e più interessanti del tuo partner, e nessuno di noi è naturalmente monogamo, e allora cosa vieta che quello inciampi in un’altra? E che si può fare quando ne trova una che, semplicemente, gli piace e lo attizza più di te? O che semplicemente, se tu sei imbattibile, rappresenti per lui la succulenta tentazione della novità? Un cazzo, te lo dico io, non si può fare un cazzo, a parte sperare che lui ci ami con entrambe le sue parti anatomiche rilevanti (cervello e uccello) e che faccia il possibile per non ferirci troppo. E quindi insomma, esiste pur sempre un irriducibile margine di feroce casualità nel tradimento, e di imponderabile irrazionalità nella gelosia. Possiamo consolarci pensando che, in fondo, lui corre lo stesso identico rischio, e che tutto sommato è una scommessa per entrambi. Ed è giusto così. Ma la gelosia è un tema assai complesso e assai caro per me, potrei tenervi qui per ore e non mi sembra il caso, piuttosto ne riparleremo in futuro. Per ora, invece, vorrei raccontarvi una roba che m’è successa, a proposito di gelosia e che è stata altamente formativa, perché va bene non essere gelosi, ma va bene pure essere bene attenti al partner.

La settimana scorsa io e il mio Cavaliere dello Zodiaco veniamo invitati a cena da una coppia di suoi conoscenti, su una terrazza, fuori Milano. Figata, penso tra me e me. Arriviamo e scopro che a cena siamo in sette. Gli altri hanno 50 anni. Il mio compagno ne ha 40. Io ne ho 30 (32, per l’esattezza, ma vi sto dicendo le fasce anagrafiche, tipo l’Istat). A parte noi, un’altra coppia e 3 single, divisi tra 2 donne e un uomo. Le due single 50enni sono molto diverse tra loro e naturalmente la mia attenzione viene rapita da quella che chiameremo d’ora in avanti PsychoMilf: milanesissima, capelli rossi, ossa lunghe e forme longilinee da adolescente. Tette sode opera di molta palestra o di un buon chirurgo. O di entrambi. Bisogno disperato di essere al centro dell’attenzione.

Nel corso della serata mi hanno colpita alcune delle sue dissertazioni, come per esempio: “Nelle serie tv si parla ovunque di droga, sembra quasi istigazione!” – “Beh credo che anche nella realtà si consumi molta droga”, rispondo. “Sì ma prendi Narcos! La parola cocaina viene ripetuta non so quante volte!“, mi fa e io a quel punto rinuncio a risponderle perché altrimenti dovrei segnalarle che Narcos racconta la storia di Pablo Escobar, e dunque è abbastanza ovvio che si parli di cocaina. Che se fosse stata una serie su Mozart si sarebbe parlato di pianoforte, insomma.

Mentre ciò accadeva, il mio compagno, che ha una tendenza innata a flirtare con chiunque, ma soprattutto con le sciure, nel senso che l’ho proprio visto sedurre mia madre e mia zia e ho capito tutto, si lasciava scappare cenni di approvazione verso la PsychoMilf. Cose tipo sorridere alle sue battute, oppure dirle “Grande!” dopo un suo commento. Ora, io so che diceva “Grande!” nello stesso identico modo in cui lo avrebbe detto al mio amico Ruggiero di Taranto, ma il problema è che aveva di fronte una PsychoMilf e non il mio amico. E c’era una considerevole differenza.

La serata è andata avanti snocciolando perle straordinarie, col provincialismo qualunquista di chi vuole suonare mondano, che riassumerei più o meno così: “Non so se avete mai sentito parlare del mio amico Fleming, che suonava con mio marito, che rullava le canne a occhi chiusi mentre guidava a 180km/h a fari spenti nella notte per vedere se poi è tanto difficile tornare da Courmayeur, perché noi eravamo giovani e rock, mentre i ragazzi di oggi guarda, a proposito io mi sono sempre piaciuta molto, piaccio anche agli amici di mio figlio guarda, io non capisco cosa ci trovino in una signora come me, sì sì, abito in Area C, certo, però vado spesso in vacanza a Bali, sono così belle lì le persone guarda, così educate, così disponibili, sapessi, pure i bambini che ti portano le valige. E poi ogni anno incontro il mio caro amico ambasciatore del Burkina Fasu, ma sai che lì sono più organizzati di noi? In Italia bisognerebbe reintrodurre il servizio militare, perché era molto utile per mescolare i ragazzi del nord e quelli del sud…comunque io a-d-o-r-o Nina Zilli”. 

Eccetera.

Ecco, in mezzo a questa delirante overdose di parole, gli altri commensali erano persone gradevoli e simpatiche. Abbiamo mangiato, abbiamo bevuto vino, abbiamo rollato un paio di canne (i cinquantenni di oggi non sono più i cinquantenni di una volta), e abbiamo continuato a parlare, e a ridere. A un certo punto, mi alzo per andare a urinare nelle sedi appropriate, torno in terrazza e assisto alla scena della PsychoMilf intenta a mostrare al mio compagno un tatuaggio sull’avambraccio, che si era fatta di recente. Mi avvicino mentre lei gli srotola sette metri di arto superiore sul tavolo e due delle sue dita piene di anelli, distrattamente, sfiorano una coscia di lui, sul jeans. Il tutto, ammorbandolo sulle turbe psichiche del designer che le aveva fatto il disegno del tatuaggio.

Conservo quello che a me sembrerebbe un invidiabile contegno (perlomeno per i miei standard), mi avvicino, estraggo una sigaretta dalla borsa, prendo l’accendino e mi allontano sul terrazzo. Lui mi segue, senza che glielo chieda, assecondando quel salvifico istinto di sopravvivenza maschile, tanto prezioso per il funzionamento delle relazioni. Quando siamo appartati a sufficienza mi chiede cosa succeda, gli dico niente, insiste, gli dico qualcosa di acido, non capisce, sono nervosa, si mette sulla difensiva, lo bacio, sorride. Gli dico che mi piacerebbe poter fare la prossima pipì senza temere di tornare in terrazza e trovargli la PsychoMilf in braccio. La chiamo proprio così: PsychoMilf. Lui ride, dice che non capisce. Gli faccio notare che forse anche a lui darebbe fastidio tornare dal cesso e vedere la mia mano sulla coscia di un altro. Ce la fa. Capisce. I neuroni si connettono. Evviva. Dice che non aveva capito un cazzo e aggiunge che non ne poteva più di quelle pugnette sul designer che le ha fatto quel tatuaggio che comunque fa cagare (effettivamente, faceva cagare). Dice che quando sono tornata ha pensato che fossi FINALMENTE arrivata a salvarlo. Ci baciamo ancora, con la lingua, come i teen-ager. D’altra parte, rispetto al resto dei commensali, lo siamo. Nel complesso, tutta la scena, che la PsychoMilf osservava, è stata la risposta più chiara alla sua intraprendenza: non una coppia che s’allontana e parla fitto fitto e litiga tentando di mantenere il decoro. Al contrario, una coppia che si allontana, e parla, e ride, e si bacia. Da quel momento in poi, passiamo il resto della serata a parlare con l’altra metà del tavolo; la PsychoMilf si dedica, a quel punto, finalmente, al single 50enne che era di sua competenza. Quando andiamo via, ci chiede come possiamo fare per restare in contatto. Lo chiede a lui, notare bene, non a me. Lui glissa e me la sbologna. Le do i miei contatti, la saluto caramente e vado via. Non accetterò la sua richiesta di amicizia per ovvie ragioni.

Tornando a casa, penso che tutto sommato l’ho gestita bene. Che non ce l’ho con la PsychoMilf, che mica era stata tutta un’iniziativa sua. Che pure lui doveva aver ammiccato a sua insaputa (io lo faccio spesso, ammicco e non sempre ne sono cosciente). Ho pensato che se il mio compagno avesse incontrato la PsychoMilf quando era single, le cose sarebbero andate in maniera diversa: avrebbero parlato tutta la sera, lei avrebbe progressivamente aumentato il contatto corporeo, avrebbero flirtato, avrebbero bevuto, lei avrebbe pensato che un bel ragazzo di 40 anni era proprio ciò che le ci voleva, lui avrebbe pensato che era vecchia ma tutto sommato scopabile, sarebbero andati via insieme, avrebbero forse valutato di fermarsi a bere una cosa in un altro locale strada facendo, e poi avrebbero diviso un taxi, e avrebbero limonato sotto casa di uno o dell’altra, e avrebbero scopato, e sarebbe stata una scopata mediocre dopo troppe bottiglie di vino bevute. Sarebbe andata così, perché quando si è single va così. Perché così si fa, quando non si ha niente da perdere: si beve per scopare, si scopano sconosciuti, si viene senza intimità e a volte senza neppure vera attrazione. Non è sempre così, ma spesso è così. E quando ci ripensiamo, racimoliamo ricordi di performance che avremmo preferito risparmiarci.

In tutto questo, avrei voluto dire alla signora PsychoMilf che io sono stata single per un milione di anni, e sono andata a milioni di cene, feste, matrimoni, compleanni, eventi in cui ero da sola, seduta a capotavola, proprio come lei l’altra sera. So benissimo com’è essere single, ne conosco il bello e il brutto, è una condizione esistenziale che ho letteralmente perlustrato per un lungo periodo della mia vita, parlandone ampiamente con altre donne single di ogni provenienza ed età. D’altra parte, so altrettanto bene come si provocano gli uomini altrui, poiché l’ho fatto, e so anche per quali ragioni si fa.

Mi creda, signora PsychoMilf, ammiro il fatto che lei non sia lì a occuparsi della menopausa ma lotti con tutta se stessa per restare giovane, desiderabile, competitiva. Ammiro la sua dedizione alla causa, che non so se avrei in egual misura e, le giuro, non c’è sarcasmo nelle mie parole. Al suo posto forse farei altrettanto, in un modo diverso. Probabilmente avrebbe potuto starmi molto simpatica, avrei potuto raccogliere le sue confidenze, e confrontare le mie opinioni da 30enne con le sue da 50enne, come spesso mi capita di fare con le donne, indifferentemente più adulte o più giovani di me. Solo che purtroppo, io questo compagno l’ho aspettato a lungo, e al momento mi sembra abbastanza giusto per me, e io ero convinta che non potesse esistere qualcuno giusto per me, qualunque cosa significhi esattamente. Insomma, se quel fesso flirta e non lo sa, se è così narcisista da non accorgersi che tra un po’ lei gli si spalma addosso come una noce di burro sulla fetta biscottata, se è così vanesio da cadere dal pero quando gli faccio notare che tra un po’ era seduto più vicino a lei che vicino a me, io cosa posso farci? Di base, poi, appena gliel’ho fatto notare, si è fidato, mica m’ha dato della pazza visionaria. Non l’ha più cagata di pezza e ha chiarito senza dubbio la sua posizione, dandole praticamente le spalle per il resto del tempo e lei lo scuserà se è stato scortese, mi creda, di solito non lo è, è solo che si è fidato di quel che gli ho detto.

Davvero signora, è un ottimo compagno, ma è uomo, è umano e non è perfetto. E non lo so cosa sarebbe accaduto se quella sera io non ci fossi stata, e non mi interessa, nel senso che non è quello il punto. Il punto è che c’ero, e se ci sono, le mani lei se le tiene in tasca, sul tavolo, in borsa, dove meglio preferisce, ma non sulle cosce del mio compagno. E poi sa, signora PsychoMilf, pure a lui è capitato di vedermi flirtare. Anche in quel caso, dopo, ne abbiamo riso. Siamo fatti così, in questo equilibrio qua, simili e fin troppo trasparenti con l’altro, ma mi sembra che ci amiamo molto, e allora quando io vedo le sue nocche dove non dovrebbero essere, non posso farci nulla, mi sale il crimine, viene fuori la nera del ghetto, mi trasformo in Stella from the blocks, chiamo in causa le mie radici di Taranto Vecchia, non so dirle cosa succeda esattamente, ma io la guardo e penso solo: LEVATI DAL CAZZO. ORA.

Non so se possa capirmi, signora PsychoMilf, ma è una cosa strana quella che provo, a metà tra l’istinto primitivo della difesa e la cura e la delicatezza della protezione. È che di questo rapporto proprio mi interessa, e dunque ci sto attenta. E non potrò proteggerlo per sempre, e non potrò proteggerlo da tutto, e non è neppure ciò che intendo fare h24, tutti i giorni della mia vita, presidiare con attenzione felina la mia relazione. Mi fido della mia relazione. Ciononostante, lei si levi cortesemente dal cazzo.

Poi, il giorno che diventiamo una coppia aperta, le facciamo sapere.

E meno male che comunque non sono più così tanto gelosa.

20 pensieri su “Gelosia e PsychoMilf

  1. Cara Vagi,

    mi sembra di vedere me con il mio fidanzato/compagno/moroso.. E ti assicuro che non c’è bisogno di aver radici meridionali per far uscire la Taranto Vecchia che è pure in me.. O forse più di Pizzo Calabro.

    Grande pezzo comunque, penso tu abbia colto il punto (as usual).

    Un brindisi a tutt* quelli che “non sono più così tanto gelos*”. Perché il passare del tempo ci migliora, come per il vino.

  2. Bene ..mi e’ piciuto l’articolo e bene per te che hai tanto autocontrollo. Ma…dico io gli uomini sono tanto cosi che non ci si accorgono d’un fatto dal genere?…..e se ci si accorgono, non sono capaci di fasi rispettare ed rispettare la partner?

  3. Bel pezzo anche se, non tocca molto le mie corde in quanto non essendo geloso capisco fino ad un certo punto. Penso che per essere gelosi si debbano impegnare veramente un sacco di energie che forse sarebbe meglio spendere in altro modo tipo:” come posso ulteriormente migliorarmi per rendermi ancora più desiderabile dalla mia partner?”. Così si risolverebbe il problema all’origine…però è un’altra cosa che manifestamente non condivido: quando sei tornata dal bagno, dopo che hai visto la scena della milf ti sei allontanata e il tuo uomo ti è venuto dietro chiedendoti che problema ci fosse. Perché non gli hai risposto subito? Perché dovete sempre prendere quel tempo di cazzeggio per far sentire in colpa il proprio lui al posto che spiegarsi subito? È una roba che non ho mai capito e che mi è sempre stata sul cazzo: parlatevi!!!

  4. PsychoMilf, meraviglioso. Ne ho incrociate diverse, l’ultima a un party di lavoro attentava alla fedeltà del mio collega mentre lui mi implorava con gli occhi di toglierlo dall’impiccio.
    Siamo cresciute, abbiamo fatto nostri tutti i dieci comandamenti ma a quella stessa tua vista la carogna che ci alberga dentro come l’Alien di Ripley uscirà INEVITABILMENTE allo scoperto. Poi si, la differenza la fa il mondo in cui riusciamo a gestirla, tu l’hai fatto bene e conoscendomi, penso che anche io avrei fatto più o meno lo stesso.
    Su un punto invece dissento: quando si è single non va necessariamente così, e bere per una scopata mediocre, per “venire senza intimità” no, grazie. Non sono una puritana bacchettona ma una roba così mi fa una tristezza immensa. Mille volte meglio sbronzarsi con un amico fino a raccontarsi puttanate sepolte da anni che svegliarsi di fianco a uno sconosciuto che non vuoi conoscere.

  5. Mi piace quello che scrivi, perché parla senza ipocrisia di una cosa che succede non tanto di rado: quella che ci prova senza ritegno con uno già accoppiato e magari pure davanti alla sua donna. E non è un fenomeno che riguarda solo la milf che adocchia il quarantenne, c’è pure la trentenne con il cinquantenne e la coetanea con il coetaneo. E non è nemmeno appannaggio esclusivo delle single
    Io non sono esattamente una bacchettona, ma questo genere di comportamento non lo ho mai praticato e non lo giustifico. Credo di averci pure scritto un post da qualche parte.
    La tua non è gelosia, non ha niente a che fare con quel sentimento; è una sana reazione a un comportamento scorretto di lui e di lei. Hai fatto bene a intervenire e, fossi stata al tuo posto avrei fatto anche una battuta maligna, a lei, naturalmente con il sorriso sulle labbra.

    1. Ahahah! Mi associo a questo pacato avvertimento, se non altro per ragioni anagrafiche! Ma, a parte gli scherzi, sono d’accordo con @pinarosas quando dice che in questo caso a essere censurabile è soprattutto il comportamento sopra le righe della signora: tampinare i giovanotti impegnati è cosa che non si fa, men che meno in presenza della legittima compagna. Scorrettissimo e inelegante!

      1. Credo che la classe e l’eleganza (di modi) siano quasi del tutto scomparse.
        Mi sorge, però, un’altra considerazione: a 18 anni le mie coetanee consideravano solo i ragazzi più grandi, ora le mie coetanee si “buttano” su quelli più giovani; non è che ho sbagliato i tempi?
        Non fossi “fidanzato” mi toccherebbe fare come tanti coetanei e cercarmi una donna fuori da un liceo 😛

      2. No, è che sono tragicamente sfasate le compatibilità anagrafiche dell’attrazione tra i due sessi: le giovani fanciulle cercano in genere il carisma dell’uomo più grande, le mature ed esperte non disdegnano il fuori pista col toy boy. E viceversa (quanto meno in questa divergenza è possibile una complementarità). Non sei tu che hai sbagliato i tempi, è che i tempi di per se stessi sono manovrati da una beffarda nemesi. 🙂

  6. Hai gestito bene la situazione, sister.
    Una mia amica anni fa fece rotolare giù dalle scale di un anfiteatro greco con un calcio una tipa che si era appoggiata alle ginocchia del suo ragazzo 😄..penso che la psycomilf avrebbe potuto tranquillamente ricevere un bel calcio sotto il tavolo….ma purtroppo la gelosia manifesta è “out” e chi la mostra passa sempre dalla parte del torto quindi hai fatto benissimo a tirarti via elegantemente dalla situazione, e il tuo lui, che non è un scemo, ti ha seguita.
    Anche se si dice che flirtare è una cosa innocua io trovo che chi lo fa come la tipa di cui parli sia molto fastidioso, perché è comunque un giocare con il fuoco…e soprattutto gli sfioramenti “finto casuali” sono un mega segnale di disponibilità….per non parlare poi della richiesta fatta a lui di “mantenere i contatti”. Certe tipe fanno un pò pena francamente, pensano di essere fighe nella misura in cui credono di sedurre il compagno di un’altra…non essendo capaci di averne uno proprio.
    Che dire, buon sangue freddo e buon controllo delle emozioni 😊Un pò di sana gelosia (non troppa, non ossessiva) per me ci sta molto bene in una coppia. Significa che due ci tengono l’uno all’altra. Questo non ha nulla a che fare con la mancanza di fiducia. Io mi fido, ma ci tengo pure e certi atteggiamenti mi infastidiscono. Punto.

  7. Mi sembra un pezzo strippatamente equilibrato

    com’è giusto che sia, tutto considerato.

    (No: non sei ancora “scialla” come la prima parte vorrebbe suggerire, ma mica serve che te lo dica io. Sei verso il massimo della tua tranquillità, mi sa) 🙂

  8. “La gelosia nasce sempre con l’amore, ma non sempre muore con lui”.
    F. de Larochefoucauld

    “Un uomo rende la sua compagna gelosa delle altre, un gentiluomo rende le altre gelose della sua”
    Anonimo

    Ciao Stella, mi sono perso la tua venuta a Bologna, l’ho scoperto dopo che eri passata. Spero in un tuo futuro transito sotto le due torri cercando di non mancare. Mi consolo pensando che non sarei potuto venire dato l’orario e la distanza dal luogo della presentazione

    La serata che hai descritto mi ha fatto venire in mente quei giochi on-line tipo World of Warships dove sei su una mappa ben delimitata, dove gli schieramenti sono noti, ma la battaglia è casuale e se ti infili nel quadrante sbagliato ti inquadrano e ti affondano in 10 secondi o giù di lì.
    Sono mappe tattiche, perchè di quello stiamo parlando… tattiche.

    Persone sconosciute che si incontrano in luogo definito e tramite una cena provano a conoscersi e a concludere qualcosa.

    Detto questo le forze in campo sono altrettanto definite. Tu e lui siete una divisione di incrociatori leggeri e veloci; lei una vecchia corazzata, più lenta di sicuro, ma con una portata maggiore delle sue artiglierie e soprattutto più propensa ad incassare colpi.

    Devo dire che tu non hai sbagliato una mossa, lui (probabilmente) non ha capito il tranello. Se siete una squadra, agite da squadra, magari ha imparato la lezione per la prossima volta.

    La psychomilf in realtà aveva già un nome due millenni fa…. la Circe di Omero, nell’Odissea. Oggi chiederebbe l’amicizia su FB, non userebbe pozioni… e poi cosa ci vuole a trasformare l’uomo in maiale? Mi pare molto poco; ieri come oggi e noi maschi non abbiamo imparato nulla due millenni dopo Omero.

    Avrei voluto vederti nella versione Taranto Vecchia… Signò t’à na scè. Mo!
    😀 😀 😀
    Un abbraccio. Alessandro

  9. Io a Bali ci sono stato, il mare fa cagare (paragonato ad esempio a Sa Sardinia), i templi visto uno visti tutti, le ballerine balinesi du’ palle infinite, le famose risaie a terrazza in jungla…ahò belle niente da dire se non fossero i 40 gradi umidi, l’unica cosa che davvero mi ha preso è stato fare il bagno gomito a gomito con Steven Tyler, per dire.
    Quindi la prossima volta sgancia pure l’atomica Salento che vai da dio.

    Cavaliere dello Zodiaco è nettamente meglio di frequentante, anche se mi aspetto di sapere da QUALE di loro ti fai trastullare il “triangolino che ci esalta”.

    Dunque, gelosia e psychomilf.
    Esemplari di signora in questione ne esistono a frotte, questa in particolare pare uscita da un vecchio caro fu Vanzina, per quello che dice per quello che è, talmente prevedibile da sembrare falsa come un compratore del Milan.
    Non starei a preoccuparmi troppo, a prima vista e anche dopo aver ingurgitato alcool, CDZ mi pare molto a posto, molto soddisfatto, molto innamorato.
    Probabilmente anche della tua testa (LOL).
    Detto questo gradirei a stretto giro indirizzo di casa, cellulare e taglia coppa della suddetta PSM.

    La gelosia è in generale una bestiaccia brutta, va gestita come una peperonata, quando si ripropone fai un bel rutto e lei si calma.
    Quindi i comandamenti vanno benissimo.
    L’unico (inutile) consiglio che mi preme di elargire è fate rimanere molto molto vivo il tutto.
    L’unica vera cura che esiste per le varie PSM o la versione maschile che ti troverai ancora sulla strada.
    Al limite potrai sempre dar di matto Taranto vecchia style, che comunque ha sempre il suo perchè.

    1. Molto buoni e validi i 10 comandamenti dell’antigelosia, concordo su tutti. Semmai il problema è ricordarsi che esistono e di applicarli ai casi cogenti. 🙂

      Ci sono un paio di punti però che mi interessa approfondire del tuo comportamento femminile, se sei disposta a spiegare un po’:

      “Quando siamo appartati a sufficienza mi chiede cosa succeda, gli dico niente, insiste, gli dico qualcosa di acido, non capisce, sono nervosa, si mette sulla difensiva, lo bacio, sorride.”

      Domanda, perché quando ti chiede cosa succede la prima risposta che date (tutte!) è: “niente”? Non è vero che non c’è niente, lo sapete voi, lo sappiamo noi, eppure questo tentativo di negare la realtà sembra essere insito nel vostro DNA. Chiedo solo: perché? Perché mentite sapendo di mentire? A chi mentite: a voi? A noi? Che ci guadagnate? Il fatto che ci costringete implicitamente ad insistere, cercando quindi attenzione? Questo è uno degli atteggiamenti più irritanti e forieri di guerra che possiate fare (almeno ai miei occhi), una continua minaccia al rispetto e alla fiducia reciproca.

      Altro punto. Se per ipotesi al tuo ritorno in terrazza non avessi assistito alla scena, ma ad una semplice chiacchierata diciamo “a distanza di sicurezza”, come avresti reagito? Ti saresti fatta venire i dubbi di cosa potrebbe esserci stato in tua assenza, considerato le caratteristiche della tipa che hai inquadrato e il carattere del tuo cavaliere dello zodiaco che ben conosci? O avresti avuto fiducia nel tuo uomo che avrebbe rigettato eventuali incontri ravvicinati, perché in fondo tu sai che lui sa che la vostra relazione è importante per entrambi?
      Nel primo caso ti saresti data il tormento da sola, credo autoinfliggendoti le paranoie di gelosia che hai invece imparato a gestire, come dici. Nel secondo caso avresti appunto contato sulla sua fiducia, rispetto per te e per la vostra relazione e anche fedeltà, vivendo la situazione con serenità.

      Domanda, possibile che solo l’aver visto una certa situazione possa condizionare così tanto il tuo pensiero sulle attività sociali del 40enne? E tutto il pregresso? E tutti i suoi atteggiamenti successivi (che sicuramente ti aspettavi) di distacco? E tutta la fiducia che in qualche modo ti ha dimostrato fino ad oggi, scompaiono per il solo fatto di aver visto una scena “potenzialmente” pericolosa?

      Domande fatte giusto per provare a capire i vostri modi di pensare e di agire, sia chiaro! 🙂

      Chiudo facendoti i complimenti per la gestione della soluzione della crisi, se disinnescate subito e in quei modi è meglio! 🙂

  10. ho avuto un brivido. forse perché mi trovo a metà, single di 40 anni (ok 43 appena compiuti ma cerco di rispettare i cluster). mentre la fase gelosia, che capisco benissimo, l’ho “superata” verso i 30, sto, per ovvie e inesorabili ragioni, avvicinandomi ai 50. e sono single. non avendo figli rischio più lo pychocougaraggio che lo psychomilfaggio, ma poco cambia: hai descritto una donna che complessivamente ne esce un po’, tanto, patetica. forse anche complice il filtro gelosia, i 20 anni di differenza, non so: ma ammetto di aver avuto paura. non ho mai flirtato con un uomo in presenza della sua compagna – anche se sono stata accusata da eventuali compagne di averlo fatto, in situazioni del genere. ti giuro, Vagi, non lo stavo facendo, sono un’insicura cronica, non mi viene manco a volero, ma avevo la SFIGA di essere l’unica single del tavolo – e tutto sommato manco in assenza. resta il fatto che fa paura, come se vi fosse una sorta di guerra tra giovani/vecchi single/accoppiate sempre in atto (vedila su una matrice). aggiungiamoci che “i tempi di per se stessi sono manovrati da una beffarda nemesi” (fantastico) ed ecco.

    sto riflettendo su come si fa, in tutto sto casino, a non risultare troppo patetiche, non scivolare nel bisogno di flirtare a cazzo per sentirsi ancora in gioco, di rompere i coglioni per apparire o cercare conferme nei posti sbagliati, sbavando sui jeans che appartengono ad un uomo non tuo.
    forse, alla fine, si tratta solo di ritirare fuori il buon vecchio e sano Galateo, e imparare a rapportarsi, in questo genere di situazioni, con un super(auto)controllo che ci porti a evitare come la peste dinamiche da salotti di Maria de Filippi, tra tatuaggetti di merda.

    ad oggi, non riesco a vedere altro. ma grazie che mi fai riflettere, come sempre.

  11. Cara vagi, lo sai che penso, che la gelosia sia la voglia di vincere.
    Quante volte l’altra persona di cui non ce ne frega un cazzo, che ci ha rotto il cazzo, tutt’a un tratto diventa interessante se qualcuno mostra interesse o se questa mostra interesse x qualcuno, allora non mi venire a dire che ci tieni alla relazione, macché, ci tieni a vincere, ti vuoi sentire importante, ti vuoi sentire considerata, vuoi essere la migliore, la scelta (tant’è vero che in quel momento lo fulmineresti). A volte lottiamo anche x questo, mettiamo in luce le nostre qualità migliori o peggiori e se vinciamo ci sentiamo a posto, appagate.
    La maggior parte delle volte vinciamo, ma a quale costo, al costo di intrappolarci, di controllarci, di non essere più noi stessi, e se ci viene da flirtare inconsapevolmente qual è il problema, e se qualche volta siamo infedeli anche solo con la mente e neanche tanto consapevoli, dove sta il disturbo.
    La verità è che abbiamo paura di andare in contro alla nostra vita, al nostro vero essere, al nostro destino, fa bene mostrare le nostre paure, fa bene andarci cauti, fa bene essere complici ma cerchiamo di rimanere sempre liberi, di essere sempre spontanei, anche a costo di ferire, altrimenti ci spegneremo in una vita monotona e controllata.

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