Disagio con l’Amore

Ci sono dei momenti in cui il mio compagno mi guarda con una tale intensità che mi fa male. Non c’è niente di truce o violento nei suoi occhi, al contrario. Le pupille gli si rivestono di una patina lucida di emozione, e mi fissa, dicendomi duemila cose, senza parlare. Nessuno mi ha mai guardata in quel modo. Per carità, mi hanno guardata in molti modi, alcuni brutti e altri decisamente più gratificanti. Ma nessuno ha mai posato su di me uno sguardo così pieno di fiducia, di entusiasmo, di curiosità, di passione. Nessuno ha saputo dirmi cose così importanti, così chiaramente, solo guardandomi.

Il mio compagno è un uomo intenso. Si commuove. Insomma, gli ho visto scivolare lacrime sulle guance innumerevoli volte, in questo lunghissimo anno. Sto insieme a un uomo che piange e non potete capire quanto sia figo. Pensate un attimo al fardello machista col quale molti uomini in circolazione sono cresciuti. L’uomo deve puzzare. L’uomo non deve chiedere mai. Quando passa per la strada le donne devono sbattere le persiane e urlargli che è un “Egoiste!”. Figurati se possono manifestare delle emozioni, figurati se possono avere pubbliche debolezze. Ecco, scegliere un uomo capace di piangere è un atto di profonda intelligenza perché vuol dire, più semplicemente, scegliere un essere umano più consapevole e più pacificato con la propria dimensione emotiva. Certo, è possibile che questo comporti altri fenomeni, come per esempio che pure loro accusano i sintomi della sindrome premestruale pur non avendo le ovaie, ma non importa.  

Quando il mio compagno vive i suoi momenti così, reagisco in maniera diversa, ma sempre benevola. A volte, gli faccio una carezza e gli dico che è proprio una pussy. A volte, mi commuovo pure io. A volte, lo stringo e basta, lo accolgo, lo includo, lo proteggo, lo rassicuro. In quei momenti, quando abbiamo l’anima nuda e ce la tocchiamo, e ce la scrutiamo con attenzione, provo una sensazione di completezza che mi causa sgomento. Spesso, ansia. Penso cose terribili, ho paura che possa finire, per nostra inefficienza o per qualche sciagura della vita. O per la vita stessa, che pialla e livella gli amori, che affonda le grandi storie nel tedio coniugale, che lascia implodere i desideri sotto il peso delle responsabilità. Insomma, ci sono delle volte in cui mi guarda e in cui mi accorgo che devo immortalarlo. Mi fermo e lo osservo. Gli occhi, la barba, la posizione, il sorriso, la forma che gli prende la bocca quando è rapito,  la luce che entra dalla finestra, i nostri corpi – spesso nudi – nello stesso spazio. So che è un momento di grazia assoluta, e che questo – come tutti i momenti della storia – non sarà eterno.

Cosa può rovinarci? mi chiedo spesso. Ne ho vissute e viste un sacco di storie, rovinate. Nate male e trascinate peggio, prima sane e poi avariate strada facendo. Strappate, interrotte, sradicate dalle fondamenta dell’anima, dimenticate e rinnegate. Insomma, sono molto a disagio con l’amore, con questo fatto di praticarlo e sentirlo. Sono anche molto affaticata dal mantenimento dell’amore. Sì, insomma: la maturità, l’ascolto, l’empatia, la spontaneità, la diplomazia, la dedizione, la pazienza, la fiducia, la pienezza e il maledetto impegno che le relazioni richiedono. Così mi chiedo cosa possa rovinarci. Lo faccio spesso, ma provo a farlo il meno possibile. 

Cosa può rovinarci? Come riuscirò a strapparti quella maledetta esaltazione dalla faccia? Quando mi inventerò una trovata geniale per deluderti? Oppure, più semplicemente, mi limiterò a triturarti lentamente e sadicamente i coglioni per ogni giorno che trascorreremo insieme nella nostra vita? E tu inizierai a non ascoltarmi e ad alzare gli occhi al cielo ogni volta che aprirò bocca? Quando inizierò a odiarti? Mi sbufferai in faccia? Quando finirò per essere infastidita dalla tua mano che si posa sul mio corpo? Quando conoscerai una che ti piacerà più di me? Una che semplicemente non sarà me e quindi ti piacerà più di me? Come reagirò quando lo capirò? Sarò intelligente o sarò cretina? Ti ricorderò cosa c’è di bello in noi, o ti spingerò tra le braccia di lei (o di lui, che non si può mai sapere)? Ti parlerò sempre? Avrai sempre voglia di ascoltarmi? Avrò sempre la pazienza di ascoltarti? Sarò disposta a capire le tue ragioni? Litigheremo mai per i soldi? Mi vieterai mai di fare qualcosa? Ti vieterò mai di fare qualcosa? Con chi mi tradirai? Sarà più giovane o più vecchia di me? Con chi ti tradirò? Quando? Siamo davvero così intelligenti come pensiamo, da salvarci? Saremo felici, dopo esserci salvati dalle rispettive tentazioni? Ci parleremo apertamente? Ci faremo male? Tutti quei vestiti, quegli elettrodomestici e quei libri che stiamo mischiando, dovremo dividerli tra qualche tempo? È casa mia, questa? È il mio approdo? Oppure stiamo solo temporeggiando, ingannando la vita, procrastinando? Diventeremo mai adulti? Sapremo farlo restando noi stessi? Scoperemo sempre in questo modo, o finiremo per annoiarci come tutti? Ingrasserò? Ti impigrirai? Cosa ti inventerai, per ferirmi? Ti considererò mai una zavorra? Diventerò mai una stronza supponente e ingrata? Lo sono già? Ti sentirai mai sopraffatto da me? E da te? Riuscirai a governare il tuo narcisismo e la tua insicurezza? Avrò mai voglia di andare a letto con un altro uomo? Te lo dirò? Lo farò di nascosto? Mi mancherai? Che effetto mi faranno le mani di un altro addosso? Che effetto ti farà la bocca di una che non ti conosce? Sapremo davvero rispettarci?

Me lo chiedo spesso, ma provo a chiedermelo il meno possibile perché metti poi che quelle minchiate sulle profezie auto-avveranti son vere…

25 pensieri su “Disagio con l’Amore

  1. Non inquinare questo periodo magico con domande che servono solo ad angosciarti e a togliere bellezza a questo momento. Le risposte verranno da se’. Come diceva Totti illo tempore: “Laif is nao”, quindi vivitela in serenità, che lo sai solo tu quante ne hai passate e sofferto prima di trovare un uomo che ti guardasse così! Risposte, non ne abbiamo, ergo blocca quel dialogo interiore portasfiga e viviti appieno quello che hai ora! Te lo meriti big time! Un bacio

  2. Pheeeeega.
    Della serie indefessi automartellatori di maròni, tafazzismo eletto a religione scientifica.
    Right here right now, come dicevano i Van Halen e soprattutto quel nick lì sopra che vogliamo parlarne.
    Hai trovato l’uomo sensibile? E goditi l’attimo santi nerazzurri.
    Hai terrore di quello che sarà? Troviamoci una sera davanti a TANTI moscow mule e ti faccio passare la voglia di saperlo.
    Siete scoppiettanti, felici ‘nammurati.
    Fai fare il lamentone trombone a chi se ne intende.
    Dai dai.

  3. Mi sembra un’ottima idea liberare la testa da queste – normali – seghe mentali, legittime in quanto tu convoluta, ficcarle nel blog e cavarle di dosso.

    Adesso puoi tornare da lui più leggera 🙂

  4. Viverlo l’amore cresce, evolve, si trasforma. Non sarà sempre passione ma si impara a conoscersi, a lasciarsi andare. Ad amare. Peggio che perdere una cosa è non godersela, alla fine non ti rimane niente. Lui con te piange perché ha fiducia, è lui, non ti da scontata, questo no, ma sa che si sei, ci crede e gli piace crederci. Se dubiti lo ferisci. E una ferita alla volta lo uccidi. Sapessi il dolore che si prova quando la persona che ami e rispetti si circonda di dubbi. Non ti parla, fa. Le parole possono mentire, i fatti no. Ti ama per quello che sei, se cercasse altro non sarebbe li. È legittimo avere delle paure, ma non lo è lasciare che queste distruggano il buono che ti capita. Ti guarda profondo e senza parlare ti dice che ti ama? Pensa che c’è tanta gente che vive una vita sperando di essere guardata almeno una volta cosi.

  5. Ocio che le profezie autoavveranti esistono eh, non sono come gli unicorni (te lo dico da addetta ai lavori).

    Al netto di questo, credo qualsiasi persona mediamente sana viva momenti del genere se ha la fortuna di avere accanto a sè qualcuno che ama e da cui è amato/a.

    Per esperienza: fanno paura, cazzo. Trovarsi nudi, così di punto in bianco, fa una paura fottuta. E anche io mi ritrovo spesso a pensare a quale trovata geniale mi inventerò stavolta per fargli girare i coglioni e allontanarlo. Ma sai, prima o poi anche questa forma di immaturità lascerà il posto ad altro.

    E poi sticazzi, io una volta me ne sono uscita con “Perchè mi guardi con quell’ espressione da triglia?”. Non mi ha ancora lasciata, pensa un po’!

  6. L’amore corrisposto è una cosa molto bella, che non capita a tutti. E’ l’unica cosa che può dare alla persona l’esperienza della vera, assoluta felicità. Per questo ti fa paura, e ti capisco bene, perché una ricchezza così preziosa, davanti poi al ricordo dell’infelicità che si è conosciuta quando non la si aveva, può spaventare moltissimo solo all’idea remota che un giorno possa finire, non esserci più e farti ritornare a dov’eri prima, un prima che ti sembra intollerabile ora che sei in questo adesso così pieno di senso, di gioia impensata e reale. Perché amare ci mette in gioco, scopre le nostre fragilità, ci spoglia delle corazze ruvide che ci siamo costruiti sulla pelle in tanti anni per difenderci dal dolore della vita. E così, quando amiamo, ci sentiamo nudi ed esposti ad ogni soffio di vento. Io ti auguro davvero che duri per sempre, molti amori lo fanno, e sono quelli che partono “giusti” fin dall’inizio. In realtà che una cosa non funzioni lo si può capire, lo si capisce sempre prima, anche quando non lo si vuole ammettere. Se il legame è autentico e vero, se lui è l’uomo della tua vita e il padre dei tuoi figli lo sai con certezza, così come sai bene quando non lo è, anche se poi magari te lo sposi lo stesso per un motivo o per l’altro. Non vorrei sembrarti cinica ma la realtà ce lo mette davanti ogni giorno, nell’esperienza nostra e degli altri. Proust scrive che per certe persone l’esperienza dell’amore non corrisposto è l’unica della vita, e che ci sono alcuni – spesso persone sensibili e degnissime – cui non succede mai di essere ricambiati. Aldo Busi lo racconta in modo spietato e straziante nei suoi romanzi. Leopardi e tanti altri dovettero ammetterlo e accettarlo e ne fecero il centro vibrante della loro meravigliosa poesia, perché l’artista che ama rende bene quando soffre. Non è vero che l’amore capita a tutti. A moltissimi non capita, invece. Ci sono uomini e donne che non sanno cosa sia amare ed essere amati, perché non l’hanno mai provato, e sanno che alla loro vita manca qualcosa di così essenziale da far urlare in silenzio, di un dolore concentrato e muto, che fa nascere una rabbia sorda nel cuore anche se non lo vorrebbero, anche se la sentono e si detestano perché la stanno provando. E’ così dura la mancanza d’amore che molti – e succede ogni giorno a tanti – si accontentano di stare con qualcuno che non amano, alla fine, perché questo è sempre meglio che niente, come in quella vecchia storiella del gentiluomo inglese cui fu chiesto come andasse la sua vita sentimentale: “Amo e sono amato – rispose -. Sfortunatamente non si tratta della stessa persona”. Tu hai avuto l’immensa fortuna di averla, questa cosa, di sentirne riempire il tuo cuore, di saper cosa si prova, di vederne illuminato il mondo. Quindi ora tu sai cosa vuol dire, hai avuto un’esperienza interiore così importante, la più importante di tutte, che tanti vorrebbero provare e non hanno provato e non proveranno mai. E’ questo che devi ricordare e che deve darti forza, un’immensa forza. Può durare una vita ed è possibile che lo faccia e te lo auguro di cuore, ma di fronte al valore intrinseco e assoluto che questo amore ha, che duri in eterno in fondo è una cosa meno importante. Non importa quanto lungo sia questo sentimento e quanto duri questa felicità, una volta provata è una cosa che non può esserti più tolta, come diceva Seneca, che rimarrà nel tuo cuore e proietterà un senso su tutta la tua vita anche se dovesse finire come finiscono spesso le cose del mondo, nel ricordo e nel rimpianto di chi ti ha amato e ora ti manca terribilmente. E’ diverso e più sopportabile il dolore di aver amato e perduto: sarà infinitamente più straziante e struggente ma di certo meno arido e inane. Tu vorresti non aver mai provato quello che provi o preferisci metterti in gioco, viverlo fino in fondo, anche se poi vivere è un rischio continuo, e la vita stessa è una cosa che finirà certamente male, giacché mi risulta che sia inevitabile morirne? Non sto parlando solo con te ovviamente, non mi permetterei, coglievo il tuo spunto per fare una riflessione insieme ai lettori di questo blog. Il vero amore dura, di solito, e resiste a tutto. Ma, se c’è stato, in fondo il tempo che ti ha donato non è così importante. Permettimi di condividere questa bella lirica di umberto Saba. Si intitola “L’addio”:
    Senza addii mi mai lasciato e senza pianti.
    Devo di ciò accorarmi?
    Tu non piangevi perché avevi tanti
    tanti baci da darmi.
    Durano sì certe amorose intese
    forse una vita o più.
    Io so un amore che ha durato un mese
    e vero amore fu.
    Stai tranquilla. Vivila con gioia, ne hai tutti i motivi, e non rovinarla con la paura che finisca, non se lo merita e non lo meriti tu.

  7. Te lo hanno scritto tutti: non rovinarti una cosa cosi’ bella, goditela finche’ c’e’ e poi chissa’… (questo e’ il consiglio buono…)
    E questo e’ il consiglio un po’ cinico ma realista, tu pero’ non seguirlo): e’ un sogno e il sogno dura solo se non lo si mischia con la realta’: non convivete, non sposatevi, non mischiate i soldi e non fate figli…allora magari durera’…
    Have a good luck!!

  8. L’uomo femminista (non proclamato, femminista nel quotidiano, negli atti, non con parole, non con teorie) é la cosa migliore che mi sia capitata (o che ho cercato?!!)…quindi a goderselo vagi!!

  9. Vorrei scrivere molte cose per ma di fronte ad un post così intenso che paga di un Uomo e di una Donna che si amano, l’unica cosa che mi sento di fare è lasciare un ❤ e augurarti di avere sempre mille domande da farti ogni giorni e ricevere sempre la risposta che il tuo cuore desidera.

  10. l’amore si vive senza farsi troppe pipe mentali. Tipo? quelle che hai scritto. Si vive e basta. Non c’è necessità di farsi domande, le cose vengono da sole. Il tedio coniugale? E’ un’invenzione di chi vuol giustificare se stesso se non sta insieme al compagno/c. La vita in comune si vive insieme. Ci si emoziona, si prova addetto e tante altre sensazioni.

  11. Mannaggia, ho sempre poco tempo e passo a leggerti quando posso.
    Me la aspettavo, la paura, che è soltanto un’altra faccia dell’amore che nutri per lui e lui per te. E’ fisiologica e si affievolirà, per poi tornare ogni tanto. L’amore è umano, è una creatura fatta di due vite e come tale nasce cresce, si può affievolire e, inutile negarlo, può anche morire. Per millemila motivi. Ci vuole pazienza, e volontà, e forza, maturità, per far sì che questa meravigliosa creatura viva bene e superi le difficoltà, ma ci vuole anche leggerezza, lasciar correre, non complicarsi la vita con troppi “perchè”, solo con qualcuno. Per il resto VIVI, vivetevi, e basta.

    Ti abbraccio forte.

    Zia

Parla con Vagina, Vagina risponde

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