Dove sono le Grandi Donne?

Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna” è una delle frasi che mi fanno salire di più il crimine, in assoluto. Sembrerebbe innocua, persino generosa nel riconoscere l’esistenza di un qualche tipo di merito femminile, e invece questo banale modo di dire, questa frase che molte brandiscono manco fosse motivo d’orgoglio, ci suggerisce il corretto collocamento delle grandi donne: dietro l’uomo (nello stesso posto dove, di solito, potete trovare le donne piccole e quelle medie).

Dietro, okay? Non al suo fianco. Non qualche passo avanti. Proprio alle spalle, nel backstage, nella vita di servizio, nel ruolo di aiutante privata, domestica, assistente, baby-sitter, badante, governante, educatrice, motivatrice, psicoterapeuta e meretrice. La donna come entità subalterna che vota, sublima ed esaurisce il significato della sua esistenza nel prendersi cura del Sacro Fallo e della sua eventuale progenie. Da brave. Siate gentili, siate carine, siate conformi.

Ironia della sorte, se dessimo un’occhiata alle vite delle donne più influenti e potenti della storia, non credo le troveremmo nascoste dietro le possenti spalle del marito. Prova ne è il fatto che, da qualche anno, sulla scia del femminismo moderno e del femvetising, l’industria culturale ha iniziato a creare una nuova cultura del femminile, una narrazione diversa e molto più audace dell’essere donna e, spesso, l’ha fatto proprio riproponendo le vicende e le testimonianze di grandi donne che tutto hanno fatto nella vita, fuorché limitarsi a essere buoni angeli del focolare. Se pensate che queste proposte valgano soltanto per lettrici giovanissime (come le celeberrime Fiabe della Buonanotte per Bambine Ribelli di Mondadori o il Feminist Saints di Julia Pierpont), sappiate che ci sono novità in serbo anche per noi, più adulte.

Dal 18 gennaio, infatti, uscirà in edicola la collana Grandi Donne (edizioni RBA) che in 60 volumi racconterà, una ad una, le personalità femminili che hanno fatto la storia. Profili affascinanti e coraggiosi che hanno rivoluzionato le convenzioni del proprio tempo, cambiando la società e lasciando il proprio indelebile segno nel mondo.  Da Maria Montessori a Indira Gandhi, da Frida Khalo a Rita Levi Montalcini, da Simone de Beauvoir a Audrey Hepburn, le vite avvincenti, spesso poco conosciute, delle principali icone femminili della storia, raccolte in una collana di libri scritti dalle donne per le donne, al fine di valorizzare un’eredità culturale che non può e non deve esser dimenticata.

Gli aneddoti, le sfide e le scelte di queste iconiche signore, meritano più di una stampa su una t-shirt: ci servono come base per costruire la nostra consapevolezza di genere e per apprendere i rudimenti della storia delle donne. Le ostilità e le discriminazioni che hanno subito, la determinazione con la quale hanno perseguito i propri obiettivi e i successi che hanno ottenuto,  ci offrono motivi di orgoglio, esempi positivi, modelli di femminilità edificanti (una cosa quanto mai necessaria in un tempo in cui la popolarità si misura col numero di like che le foto del nostro culo totalizzano sull’Instagram). 

Scienziate, attiviste, avventuriere, scrittrici, artiste (oltre che madri, figlie, sorelle, spose, amiche e compagne), vissute in contesti geografici, storici e culturali diversi, accomunate tutte da un potente denominatore: la volontà di determinare se stesse, la capacità di sfidare gli stereotipi, la forza di continuare per la loro strada nonostante le avversità poste dalla vita e imposte della società.  Un inventario assortito di donne che hanno voluto guardare avanti, studiare, innovare, tracciare una via alternativa, esprimere il proprio talento senza farsi limitare da quell’handicap della vagina. 

Ho ricevuto in anteprima il primo volume, che parla di Maria Montessori (in edicola il 18 gennaio al prezzo di lancio di 2,99 euri) e posso dirvi che lo stile della scrittura è estremamente semplice e scorrevole, accessibile a tutti. Il racconto è di per sé appassionante perché, ripercorrendo la biografia di queste donne, scopriamo innumerevoli dettagli storici, politici, culturali, di un passato recente, fondamentale per capire il presente – moderatamente distopico – in cui viviamo. E sì, sì, lo so, che questa cosa della collana di libri in edicola suona tanto vintage, come se ci riportasse indietro agli anni Novanta. Ma vedete, il fatto è che quando ero ragazzina, i miei genitori decisero di collezionare i grandi classici della letteratura straniera (con Repubblica) e quelli della letteratura italiana (con Corriere). Purtroppo io non mi trasformai nella diligente divoratrice di capolavori che avrei dovuto essere ma, se nella mia giovinezza ho letto qualcosa di molto buono, l’ho fatto perché quei libri erano in casa, sotto il mio naso, fisicamente. Ancora oggi, quando vado dai miei, recupero senza difficoltà, tra i cimeli di famiglia sopravvissuti ai vari traslochi, un Buzzati, un Kundera, un Pasolini, un piccolo tesoro che – da adolescente – non avevo compreso e che oggi rivaluto. I libri sono oggetti bellissimi, che hanno un valore. Abbiateli in casa, prendeteli in mano, sfogliateli, leggeteli, regalateli o teneteli lì, esposti, per chi in casa vostra entrerà e avrà l’ardire di chiederveli in prestito. E sì, certo, gli e-reader sono molto più comodi, ma i libri in una bella casa ci devono essere e “Grandi Donne” è una collana da avere, da leggere,  da condividere. Per sapere, per conoscere, per apprendere un modo fiero e coraggioso di essere donne (che poi, non vorrei dirvelo, ma queste signore erano in larga parte femministe; così, tanto per ricordare che femminista non è un insulto e che il femminismo è il perno attorno al quale l’intelligenza femminile tende storicamente a gravitare).

Soprattutto, la lezione più interessante che possiamo trarre da questa collana, è che le donne (di qualunque taglia siano) devono stare dove preferiscono (sopra, sotto, di lato, dietro, davanti al proprio uomo); non solo: esse possono non accompagnarsi affatto ad un uomo; possono accompagnarsi ad altre donne; possono essere lupe solitarie. Ma se hanno voglia di cambiare il mondo, o di dare il proprio contributo per renderlo un posto migliore (pensate, per alcune persone questa è una ragione di vita più degna di comprarsi un SUV), ecco quelle donne devono fare soltanto due cose: credere in se stesse e procedere per la propria strada, senza esitazioni. Saranno certamente criticate, sminuite, osteggiate, ma devono sbattersene (la Montessori diceva: “Io non sono famosa grazie alla mia abilità o intelligenza, ma per il mio coraggio e la mia indifferenza a tutto”).

Dal canto mio, ho deciso che regalerò la collana a mia madre (sottoscrivendo l’abbonamento), per ricambiarle il favore su quei classici di Repubblica e Corriere che non ho ancora finito di leggere. Ma anche perché mia madre è una grande donna, come grandi donne erano le mie nonne, come di grandi donne è pieno il mondo, tutte intente a combattere la loro battaglia – più o meno dichiarata – per avere gli stessi diritti degli uomini. Il mondo è pieno. Non dobbiamo fare altro che accorgerne, valorizzarci reciprocamente, supportarci l’un l’altra. Studiare e imparare. E poi crederci. In noi stesse e nelle altre. Non per fede cieca o per esaltazione, ma per pura conoscenza, consapevolezza, cultura.

27 commenti Aggiungi il tuo

  1. Giuseppe ha detto:

    Grazie a te Vagina domani comprerò il libro in edicola!
    E comunque anche a me la frase “dietro ogni grande uomo si nasconde una grande donna” mi è sempre parsa una grande boiata, una forma di maschilismo inconsapevole, come a dire “l’uomo è sempre superiore però se ha una zita bella brava e buona è ancora più meglio assai”…da vomito!

    1. memoriediunavagina ha detto:

      Sono molto contenta che prenderai il libro e spero ti piaccia!
      Io lo sto finendo e sono sempre più convinta che sia un’iniziativa editoriale molto figa!

  2. Mezzatazza ha detto:

    Che anche “Il blog della scienza” che ogni mese racconta storie di donne scienziate, poco note e scagate in termini di attribuzione scoperte etc.

    1. memoriediunavagina ha detto:

      eh la scienza è un settore ancora più complesso! Il prossimo volume è su una scienziata di cui non so (ancora) nulla: Marie Curie!

  3. maxcalasi ha detto:

    Anche io credo che i libri siano ancora qualcosa da conservare e da regalare, l’anno scorso ho regalato ai miei nipoti la collana: biblioteca per ragazzi. 70 volumi. Un nipote di 14 anni e una di 7. Sono ancora pressoché intatti, ma io ci spero. Se non altro per dare l’esempio.

    1. memoriediunavagina ha detto:

      bravissimo!
      hai fatto stra-bene!
      non è detto che li leggano subito, o che li leggano tutti. ma prima o poi, speriamo, capiranno il valore del tuo regalo ❤

      1. maxcalasi ha detto:

        Lo spero anche io, però sono convinto che non siano soldi sprecati

  4. Ilaria ha detto:

    Quel “dietro” si deve interpretare come “sopra”. Si tratta della dimensione femminina eterna intesa come volta sotto la quale gli uomini sviscerano il proprio tormento di non poter far crescere la vita in sé. Nota che gli uomini, rispetto alle donne, presentano un tasso di suicidio maggiore.

    1. Papillon ha detto:

      L’uomo è più fragile, per motivi ancestrali e storici. Anche qui si potrebbe aprire un dibattito delicato, magari in un altro blog, che implica una emancipazione anche da parte del maschio. L’importante è smettere di farsi la guerra. Il cerchio si chiuderà quando prima di dire “è un grande uomo”, “è una grande donna”, diremo “è una grande persona”.

      1. Papillon ha detto:

        Il dibattito è “dedicato”, ma anche delicato… 🙂

      2. memoriediunavagina ha detto:

        non ho obiezioni in proposito.
        ma ammetto che spesso mi turba la ritrosia degli uomini a ridiscutere e rivalutare i ruoli di genere. sono fermamente convinta che una riflessione gioverebbe anche a loro e che sarebbe auspicabile emanciparsi, entrambi, dai fardelli che gravano sulle nostre spalle. ma noi siamo solo nazifemministe esaltate eh 😀

    2. Giuseppe ha detto:

      Storicamente gli uomini si suicidano di più delle donne perchè il fallimento sociale degli uomini è più stigmatizzato. Non c’è bisogno di tirare in mezzo la metafisica…

      1. memoriediunavagina ha detto:

        non ci sarebbe nulla di male a lavorare anche sulle pressioni sociali che gravano sugli uomini.

    3. memoriediunavagina ha detto:

      Il fatto che gli uomini presentino un tasso di suicidio maggiore, va probabilmente indagato nelle pressioni a cui il ruolo maschile è sottoposto. Non nelle donne in quanto tali. Quanto al resto, “sopra” significa sopra e “dietro” significa dietro. Le parole usate non sono casuali. Il linguaggio ha sempre le sue ragioni.

  5. magicamente73 ha detto:

    Bello. Dopo lo compro.
    E una considerazione per la fatidica frase:
    dietro ad ogni grande donna sposata/convivente/etc, c’è una suocera che ha cresciuto un uomo intelligente.

    1. memoriediunavagina ha detto:

      te la condivido 🙂
      onore alle mamme che crescono uomini intelligenti!

  6. Ci sono donne e uomini “importanti” e straordinari in sé. Poi le persone si cercano e riconoscono. .. e camminano tenendosi per mano.

    1. memoriediunavagina ha detto:

      non c’è dubbio che ci siano ottimi uomini e ottime donne anche se sulle donne c’è, in generale, meno consapevolezza. o un maggior bisogno culturale di raccontarne gli aneddoti, la storia, le conquiste.

  7. Giuseppe ha detto:

    C’è anche un’altra possibilità non contemplata: magari dietro al grande uomo non c’è nessuna donna, grande o piccola che sia…

  8. Giulia ha detto:

    Stella, io non posso non dirtelo e ripetertelo, mi mancano i bei post di una volta, le tue riflessioni modello diario!

    1. memoriediunavagina ha detto:

      eh giulia, sono passati molti anni e in questo momento mi sembra – forse – più urgente e necessario trattare questi temi. Il mondo, lì fuori, rispetto al 2011 e al 2012 è cambiato assai. pure io devo essere cambiata. e comunque inauguro una nuova rubrica che si chiama “Illuminanti Banalità sull’Amore”, per tornare a parlare di relazioni, di singletudine e delle sfide che ci sono in entrambe le situazioni. ma non so se sarà divertente come una classifica delle forme del pene eh 😀

  9. hullak ha detto:

    Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna.. Possibile, si debba ancora parlare di cose, così inutili. Non si tratta di maschilismo di potere e sottomissione.. La donna, vuole stare dietro. e lo fa, con amore e devozione per se stessa. Sta lì, per salvare l’uomo dalle cadute e dalle figure di…​Piuttosto,​la domanda che dovreste porvi : caspita dietro questo grande uomo,, , un grande uomo..​Why? 🙄

    1. memoriediunavagina ha detto:

      L’inutilità dell’argomento è opinabile. Quando le donne potranno liberamente scegliere se stare dietro, davanti, sotto, sopra o di traverso, non avremo più ragione di parlarne. Finché le cose saranno come allo stato attuale, invece, il dibattito esiste.
      La tua domanda finale non l’ho capita.

  10. hullak ha detto:

    Scusate gli errori.

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