Uscite le Minorenni

Qualche giorno fa è uscito un pezzo su Wired che ho fatto fatica a leggere. Di paragrafo in paragrafo, aumentava in me un senso di profonda nausea. L’oggetto dell’articolo era una chat su Telegram, chiamata Canile 2.0, esistente dal 2016, che conta circa 2.300 iscritti (ma ce ne sono moltissime, innumerevoli, dello stesso tenore). Per chi non lo sapesse, Telegram è un sistema di messaggistica istantanea, tipo Whatsapp. Per molti, però, è meglio di Whatsapp, perché ha le gif, i canali tematici, i bot, le note video oltre a quelle audio. Inoltre non è di Mark Zuckerberg, cioè di Facebook, e usarlo ti fa sentire un po’ controcorrente e anti-estabilishment. Soprattutto, Telegram è un luogo perfetto per scopi non sempre nobili, una specie di dark side of the chat. Su Telegram puoi scaricare libri piratati, scambiare contenuti hot, prendere accordi con lo spacciatore, il tutto senza correre grossi rischi, grazie alle sue celeberrime “chat segrete“.

In questo sottobosco, proliferano gruppi dedicati al revenge porn (che, per chi non lo sapesse, è quando un tuo ex non ha preso molto bene il fatto che l’hai mollato e dunque si vendica diffondendo materiale privato che ti riguarda), ma anche alle molestie, agli abusi virtuali che – come conseguenze sulla psiche delle vittime – non sono meno destabilizzanti degli abusi reali, compiuti con la carne e con le ossa.

Nel gruppo Canile 2.0, i membri si scambiano materiali fotografici, video e numeri di telefono di ragazze molto giovani, possibilmente minorenni. Cito testualmente: “Immagini di minori si mescolano a filmati rubati a donne in intimità senza il loro permesso, screenshot di profili social, scatti di ragazze immortalate sui mezzi pubblici, in un negozio, per strada senza che se ne accorgano. Si trovano numeri di telefono di ex che gli utenti vogliono “punire”, si discetta di droga dello stupro, si cercano video di violenze sessuali.

Per tutti i dettagli, gli screenshot e un’ottima riflessione sull’assenza di una legge italiana contro il revenge porn, ma anche per un semplice ripasso sul reato di diffamazione e di detenzione di materiale pedopornografico, nonché sulle pene che si rischiano, vi rimando all’articolo originale. Qui, concedetemi qualche riflessione sul nostro ruolo di donne e su come possiamo proteggerci preventivamente (se possiamo) da questa rivoltante violenza, perché di violenza trattasi (e non voglio spingermi a citare i casi più noti, come quello di Tiziana Cantone, 30 anni – qui il pezzo che scrissi in proposito –  e quello di Carolina Picchio, 14 anni – che alla vergogna hanno preferito la morte).

Cosa possiamo fare, nell’attesa che la politica si accorga di questo problema e prenda provvedimenti legislativi per arginarlo e sanzionarlo debitamente? Basterebbe dire: non mandate più le foto erotiche in giro! Basterebbe dire: quando andate a letto con qualcuno assicuratevi che lasci il telefono nella stanza accanto! Basterebbe dire: smettetela di camminare con i leggins schiantati tra le chiappe, che lì fuori è pieno di depravati che vi fotografano e si fanno le seghe sul vostro culo a vostra insaputa. Basterebbe dire tutto questo, se tutto questo fosse facile da realizzare e se si potesse dirlo senza suonare discriminatorie e reazionarie perché, in fondo, dobbiamo essere libere di vestire come cazzo ci pare. Anche col culo da fuori.

Ed ecco il vulnus della faccenda. Quando ero giovane (giovane davvero, intendo) andavo vestita come una bagascia. Lo dico senza offesa, provo anche un certo orgoglio, a volte, a riguardare alcune fotografie con minigonne rasofica e cosce lunghe senza alcuna traccia di ritenzione idrica (beati i 20 anni). Usavo tacchi alti, scollature, vestiti aderenti anche se ero quella che oggi si definirebbe “curvy“. Non avevo un corpo perfetto, ma avevo un corpo erotico (ce l’ho ancora), lo sapevo e lo ostentavo. Alla base di ciò, però, c’era anche – paradossalmente – il fatto che ero insicura del mio aspetto, per via dei miei kg in eccesso. Mi pesava troppo il culo per fare un po’ di sport, ma avevo bisogno di sentirmi sensuale, e voluta. Fisicamente. Una volta, mentre preparavo la valigia per andare in vacanza a Ibiza (ero già nella mia fase universitaria), mia madre s’allibì per un microscopico vestitino cortissimo (praticamente una maglia), con profondissima scollatura sulla schiena, che avrei indossato. Essenzialmente, il confine tra quell’outfit e la nudità, era inesistente. Mi guardò, incredula, e mi disse: “Ma non ti dà fastidio che gli uomini ti guardino così?”. Io la snobbai, come facevo ogni volta che mi segnalava che andavo in giro con il “copriculo” e non ebbi il coraggio di dirle la verità: a me piaceva che gli uomini mi guardassero così. Io avevo bisogno di essere guardata così, perché quegli sguardi avrebbero annullato il disgusto che, di base, provavo per il mio corpo non conforme, per quella fisicità adulta nell’età di una ragazzina, per quelle protuberanze che avevo sul ventre, o sulle cosce, o sulle chiappe.  Negli anni a seguire, tra internet, chat e social, non saprei contare il numero di materiali più o meno erotici soft-porn che ho inviato nell’etere ad amanti, presunti tali, sconosciuti. Perché l’ho fatto? Perché ero zoccola, potrebbe essere una risposta valida. Ma anche perché, ancora e sempre, in forme diverse e definitivamente uguali, avevo bisogno di trovare all’esterno un’accettazione che non mi apparteneva. Mi servivano le erezioni ignote, per sopportare i miei difetti. Per sentirmi accettabile. Per rassicurare me stessa: ero figa abbastanza!

Chiaramente non è che queste cose le sapessi già, ai tempi. Ci sono arrivata dopo, crescendo (o invecchiando, se preferite). E sono stata fortunata, fino ad ora, perché nessuno (che io sappia) ha avuto la brillante idea di prendere uno di quei filmini o di quelle foto e di spiattellarle online col mio nome e il mio cognome. Le cose potevano andare diversamente. Le cose possono sempre andare diversamente da come immaginiamo. Quei materiali possono sempre finire nelle mani di chi non vorremmo e questo è un fatto di cui dobbiamo essere coscienti, ogni volta che ci fidiamo di chicchessia e gli consegniamo porzioni della nostra intimità.

Vedete, ci sono molti aspetti disgustosi in questa vicenda sollevata da Wired. C’è una deriva squallida di una certa fetta della virilità contemporanea. C’è una selvaggia diseducazione alla sessualità, all’emotività, alla privacy. Al rispetto dell’essere umano in quanto tale, ridotto a un file appiattito su un display, un forward, un meme. C’è un’autocritica da fare su noi stesse, per diventare migliori e renderci meno vulnerabili. Soprattutto c’è la necessità di guardare in faccia alcuni elementi della realtà che ci circonda:

1. In primis, dobbiamo riconoscere che la sessualizzazione è sempre più precoce. Ho visto bambine di 10 anni posare davanti allo specchio con la bocca a culo di gallina e il culo in fuori che manco Belen. Non c’è da stupirsi: emulano le madri, le amiche, le blogger che seguono sui device davanti ai quali i genitori le parcheggiano fin dalla più tenera età (un po’ come noi venivamo posteggiati davanti alla televisione con tutte le conseguenze che questo ha avuto sulla nostra generazione). Viviamo nell’era in cui i padri regalano un bel paio di protesi mammarie alle figlie minorenni, e poi le fotografano in pose ammiccanti, seminude, labbra gonfiate e dischiuse, aiutandole così a diventare influencer famosissime che guadagnano tantissimo. Badate, non c’è nulla di male in questo, se non che queste logiche ricalcano ancora e sempre di più l’idea che dobbiamo essere SEXY. Soprattutto sexy. Innanzitutto sexy. Non importa se andiamo ancora alle scuole medie o se abbiamo appena iniziato il liceo.

2. Quando eravamo ragazzini noi, il porno non era perfettamente accessibile com’è oggi. C’era, naturalmente, ma bisognava sbattersi per recuperarlo (esistono genitori ancora traumatizzati dalle bollette telefoniche di 500mila lire dovute all’onanismo della prole); in ogni caso, guardarlo era più semplice che farlo, mentre oggi è sufficiente allungare il braccio e afferrare lo smartphone che abbiamo sul comodino, per immortalarci in un’appassionata fellatio o in un’indomita cavalcata delle Valchirie. Sia chiaro: non voglio condannare il porno in quanto tale (del quale sono, anzi, un’assidua fruitrice) ma questo elemento merita una riflessione seria, approfondita, da parte nostra, i cosiddetti adulti (qui trovate il pezzo che ho scritto per Corriere ad agosto scorso). Viviamo una quotidianità pornificata in tutti i suoi aspetti, senza alcun filtro e alcun discrimine di età, di cultura, di consapevolezza. Un mio amico 35enne chatta spesso con ragazze giovanissime (ma maggiorenni) e mi ha raccontato quanto siano incredibilmente disinibite, desiderose di mostrarsi, pronte a sfoggiare un’incommensurabile preparazione atleticosessuale. La cosa è del tutto inconcepibile (e al tempo stesso esaltante, tipo un luna park) per chi è cresciuto nell’era del petting, dell’attesa, del male ai coglioni perché le tipe te la facevano annusare e non te la davano mai. E quando si parla di “pornificazione” del quotidiano, ci si riferisce all’immaginario, all’estetica, ma pure al linguaggio.

3. Veniamo all’ultimo, dolente, punto della faccenda: il tono della chat “Canile 2.0et similia. Aggiriamo le ipocrisie benpensanti e riconosciamo che l’attrazione per i corpi giovani, o giovanissimi, è un tema vecchio quanto l’umanità. Possiamo ripercorrere la storia a ritroso e arrivare fino all’antica Grecia per constatare quanto atavica sia la questione. Un corpo giovane è più bello, no? Un corpo proibito dalla legge è più attraente, no? Ecco, va bene, d’accordo. Il punto, però, è che – al netto del reato, perché le leggi servono a questo, a preservare i cittadini e la loro incolumità, a contenere i nostri istinti belluini, che se fossero liberamente sfogati vivremmo in un inferno ingestibile e non in una presunta società civile – ecco il punto è che questi qua non sono manco Nabokov che prova a raccontare un’ossessione deplorevole ma umana, un abuso spacciato per amore, una violenza lirica. No, no, questi qua dicono proprio: “Stupriamole tutte, queste troie”. Stupriamole. Tutte. Queste. Troie. Hanno un registro violento, punitivo, consumistico, privato del suo afflato umano (anche il più deteriore). E questo è il dettaglio in assoluto più disturbante nel teatrino disfunzionale e illegale, inscenato in certe chat.

Per rispondere alla domanda con cui ho aperto questo post, vi dico che in quanto donne dovremmo pretendere una legge contro questi abusi, e delle pene sufficientemente esemplari. Ma dovremmo anche parlare, ascoltare, educare, capire. Dovremmo farlo nei contesti domestici e dovremmo pretendere che venga fatto nei contesti pubblici, nelle scuole, nelle aziende (perché non sono mica solo i ragazzi a non raccapezzarsi, anzi).

Dovremmo anche, in ultima istanza, o magari in prima, chiederci perché abbiamo un bisogno disperato di sentirci attraenti, arrapanti, conturbanti, desiderabili. E come possiamo cambiare, se possiamo, le nostre priorità, per individuarne altre che siano fondate su noi stesse invece che sulla fallocrazia. Dovremmo provare a smetterla, anche, di misurare il nostro valore di donne in relazione alla quantità di cazzi che sappiamo rizzare.

Questo è ciò che forse, ma magari sbaglio, dovremmo fare, in quanto donne.

Per smetterla di essere, in quanto donne, vittime.

53 commenti Aggiungi il tuo

  1. Corto Calabrese ha detto:

    Ho letto anche io quell’articolo e la sensazione è stata un pugno nello stomaco, da persona e da uomo. sicuramente vanno fatte delle leggi specifiche ma credo anche una sana educazione a prestare attenzione alla propria privacy ed a quello che si manda in rete per difendersi nel frattempo

    1. memoriediunavagina ha detto:

      condivido. penso che bisognerebbe agire su più fronti per provare a limitare, a monte e a valle, questo fenomeno…

  2. Natasha ha detto:

    Cara Stella,
    ogni tuo articolo coglie i punti salienti e i valori migliori dell’argomento che stai trattando. Leggerti è sempre un piacere perché inviti alla riflessione e, nel mio caso, mi sono sempre trovata d’accordo con ciò che scrivi. Sei una persona amabile, “utile” a livello di analisi e insegnamenti, che tratti in modo profondo e con una sana ironia, che nulla toglie alla serietà degli argomenti. Ho una figlia adolescente e il dialogo su temi “delicati” è possibile perchè è partito tanto tempo fa ed è quotidiano; si cerca di analizzare ogni aspetto nell’interesse dei valori imprescindibili di una persona. Parlerò a lei del tuo articolo, il dialogo/esempio tra genitori e figli dialogo passa anche attraverso le parole altrui, quando queste fanno del bene e della salvaguardia del proprio essere e del proprio sentire una priorità.
    Grazie,
    Con Stima
    Natasha

    1. memoriediunavagina ha detto:

      Grazie a te Natasha,
      mi onora molto che tu consideri queste parole utili e degne di far da tramite con tua figlia su un argomento tanto scomodo come questo. Capisco che non sia semplice avere un dialogo con la prole adolescente, ma fai benissimo a farlo. Anche io, ai tempi, in casa mi sono sentita piuttosto libera di parlare e di condividere. Questo non mi ha, naturalmente, salvata dagli errori e dalle minchiate, non da tutte perlomeno, ma quello è impossibile. Però sapere di poter avere un confronto è fondamentale, e stai facendo la cosa migliore ad alimentare il dialogo con tua figlia.
      Grazie e un abbraccio a entrambe!
      S.

  3. metalupo ha detto:

    Estinzione di massa.
    Globalizzata.
    Quello che, se vai fare un’approfondita analisi, ci meritiamo.
    Abbondantemente.

    1. Tiziana ha detto:

      Io tifo sempre per un meteorite che ci travolga. Mi sacrifico per ripulire lo schifo che abbiamo creato. Questo mondo fa sempre più paura.

      1. memoriediunavagina ha detto:

        ma è comunque migliore di quanto fosse un pugno di secoli fa eh…cioè possiamo risistemare qualcosa 🙂

    2. memoriediunavagina ha detto:

      zio, sta pure succedendo. in una manciata di anni verremo tipo spazzati via.
      e, anche per questo, i giovani sono non poco incazzati con tutti noi (vabbè soprattutto voi, io sono nel mezzo :D)
      a parte ciò, credo sia molto importante parlare anche con i ragazzi, pure di questi temi così sgradevoli che, credo, facciano parte della loro vita, ancor più che della nostra (mio dio quanto mi sento vecchia)…

  4. Mezzatazza ha detto:

    Non capisco bene, in casi simili, se sia la solita situazione che emerge in risposta alla disponibilità di uno strumento nuovo

    o qualcosa di effettivamente allarmante.

    Non sapendone una sega, mi limito a puntare sulla necessità di educazione da parte delle famiglie,

    perché è quella la differenza tra chi si lascia sbattere dal vento o dal primo arrivato, e chi si può avventurare in esplorazione rimanendo saldamente agganciata a terra: forza e spessore delle proprie radici.

    1. Alessandro ha detto:

      hai ragione Metalupo, sono anni che ripeto che se il Padreterno guarda di nuovo in basso ci manda un nuovo diluvio universale, senza nessun Noè questa volta che salvi il genere umano.

      1. Mezzatazza ha detto:

        Dio non esiste e se esistesse, gli caverei gli occhi con le mie mani

        quindi, puoi trovare qualcosa di meglio da ripetere, in anni.

      2. memoriediunavagina ha detto:

        ma ci penseranno il surriscaldamento globale, il cambiamento climatico, la crisi energetica e altre brutalità del genere a spazzolarci via. però lo faranno lentamente 🙂

    2. Alessandro ha detto:

      Scusa Mezzatazza ho “cannato” il rispondi….

      1. Mezzatazza ha detto:

        Tranqui, odio qualunque divinità sia che ci si rivolta direttamente a me, che no

    3. memoriediunavagina ha detto:

      Il lavoro delle famiglie è fondamentale e, in assenza di quello, credo che nulla possa efficacemente supplire.
      Però, però, però. Esistono anche le scuole. E, un tempo, esistevano degli aggregatori sociali, di cui tutte le fasce anagrafiche avrebbero bisogno. E poi esiste la legge. Esistono le responsabilità. Esiste, a mio avviso, l’esigenza di parlare di questi argomenti e di farli emergere. Di prendere qualche provvedimento perché il fatto è che queste cose possono capitare davvero a tutti, direttamente o indirettamente (cioè se non a te, a tua sorella, alla tua amica, a tua nipote, a tua figlia, and so on).
      Educazione dentro e fuori. Non basta solo su un fronte. E forse continuare a non parlarne perché il tema è scomodo, non è comunque saggio…

  5. Papillon, il Blog ha detto:

    L’argomento mette angoscia, ma bisogna affrontarlo, senza girarsi dall’altra parte. Come società dobbiamo rielaborare, in chiave attuale e non meramente moralistica, i “valori”, indispensabili come le leggi, per la convivenza. In questo senso le tue riflessioni danno già degli spunti.

    1. memoriediunavagina ha detto:

      Esattamente. A forza di voltarsi dall’altra parte, l’umanità non è arrivata a un bel punto, da qualunque aspetto la si prenda in considerazione. E qui ci sono da tutelare – anche – persone minorenni, da un lato. E da guardare in faccia quanto ci siamo brutalizzati, dall’altro.

  6. Menti Vagabonde ha detto:

    Articolo molto interessante. Argomento, anzi direi argomentONE sul quale dovremmo tutte/i confrontarci. Non conoscevo questo Telegram, da qui si desume che sono proprio vecchiotta e poco aggiornata. Ho due ragazze, quindi ci siamo ritrovate spesso a riflettere sulla femminilità, sul rapporto uomo/donna (perché poi misurare il nostro essere donna attraverso il gradimento maschile). C’è molto fare, temo che la legge possa risolvere relativamente, può essere un deterrente, ma il resto ce lo dobbiamo mettere noi con la cultura, l’educazione al rispetto, ai sentimenti. Negli ultimi anni sono passati messaggi che la bellezza, la seduzione, pagano. Orde di mamme frustrate hanno lanciato figlie in concorsi, salotti televisivi e… politici. Non sono vecchio stampo, credo che ognuno debba poter esprimere il proprio io secondo i propri desideri, ma ci sono pericoli che non si possono sottovalutare o ignorare. P.S. Io comunque ho sempre detto che avrei spezzato le gambette alla figlia che avesse ventilato l’idea di concorsi e affini…con la gentilezza si ottiene tutto!

    1. memoriediunavagina ha detto:

      Quello tra genitori e figli è un rapporto di una tale complessità, che non penso esistano ricette precise e infallibili. Voglio dire: se tua figlia volesse fare i concorsi, lo volesse davvero, magari potrebbe anche farli, purché abbia gli strumenti e la consapevolezza necessaria per capire che il suo valore non dipende solo dalla sua bellezza. D’altra parte, in questo sono molto d’accordo, le leggi – che comunque dovrebbero esserci – non sono sufficienti. Servono il dialogo, l’approfondimento, la cultura. E non esistono ambienti nei quali si sia al riparo da certe logiche, perché pure nelle università ci sono alcuni (sottolineo alcuni) docenti che prediligono le studentesse con le minigonne e le scollature, e questo è un fatto collaudato e risaputo, in certi contesti. La bellezza non è una colpa, anzi, è un asset. Curarsi non è un peccato, per carità. Ma da qui a pensare che l’unica possibilità di avere valore e potere debba passare tra le nostre cosce, ce ne passa. E l’errore, una parte di esso perlomeno, risiede lì. Buona fortuna con le pargole! ❤

      1. Vlad ha detto:

        credo che il 90% delle ragazze (maggiorenni) che patecipa a miss italia sappia bene che il loro valore noj risiede unicamente nell’avvenenza

  7. Vlad ha detto:

    distinguiamo le cose: una donna maggiorenne che veste sexy, vuole mostrare il corpo sui social e fuori dai social, e le piace eccitare non è una zocc.. ma non è neanche una povera vittima insicura che misura il suo valore attraverso il gradimento del maschio (e comunque anche un uomo etero da’ importanza al fatto di essere arrapante per le donne, anche un uomo vuole essere attraente per le donne ed è legittimo), è invece una donna libera e che va rispettata nella sua libertà anche di esprimersi eroticamente, una donna maggiorenne molto sexy non è per forza una donna debole e insicura, è una donna libera da rispettare non è vittima di nessuna porificazione. Il sex appeal maschile e femminile quando è espresso da persone maggiorenni è libertà, essere sexy è una cosa legittima e bella non è un obbligo, è una modalità dell’essere che riguarda uomini e donne ed è scelta liberamente. Quanto ai maschi che insultano sui social queste donne e ragazze libere si tratta di uomini frustrati e misogini, la vera attrazione sessuale è altra cosa ed è una cosa bella.
    Quanto all’accettazione di sè: bisogna accettare che esistono corpi maschili e femminili fisicamente più belli di altri e andare avanti, vestirci come vogliamo

    1. memoriediunavagina ha detto:

      Guarda noi non riusciamo a capirci da mesi su questo argomento.
      Nessuno manca di rispetto alle donne che si mostrano sui social (io anche mi mostro sui social).
      Quel “perché ero zoccola” è ovviamente usato come esempio di risposta che il commentatore medio darebbe alla mia domanda.
      Ti ringrazio dello zelo con cui ci spieghi che essere sexy non è una colpa, ma se leggi attentamente ti accorgi che non è questo ciò che dico. Dico, però, che essere solo, principalmente e innanzitutto sexy, come se essere sexy fosse l’unica missione che abbiamo nella vita, è limitante. E lo è.

      Poi, i continui paralleli che fai con gli uomini sono veri, per carità, immagino che per voi – per esempio – il tema della calvizie sia un po’ come per noi quello della cellulite, ma resta il fatto che non è minimamente paragonabile, ma neppure lontanamente, la pressione estetica che da MILLENNI grava sul corpo delle donne, con quella che grava sul corpo degli uomini. Ora, siccome mi pare di capire che tu non sia un portatore di figa, e siccome forse non hai mai avuto modo di approfondire l’argomento, ti invito ad andare più in profondità nel tema, oltre a riproporre più e più volte (ogni volta che si parla di bellezza e di “norme estetiche” su questo blog) un paragone superficiale (perché, perdonami, lo è).

      Un’ultima cosa, sull’accettazione. Da circa un anno continui a ripetere che “bisogna accettare che ci sono i corpi belli e i corpi brutti” e via discorrendo. Provo a spiegarti una volta ancora che questa pacificazione che tu hai trovato, e magari pure io, non è che ce l’abbiano tutti e soprattutto non è detto che ce l’abbiano le persone più giovani, in età nelle quali stanno ancora costruendo i primi mattoncini della loro identità.

      Poi, sia chiaro, non è che dico che TUTTE le donne che si vestono in modo provocante, scosciato e scollato sono indifferentemente insicure. Dico che per alcune è così, e per me era così (salvo che vesto ancora scollata e scosciata, se mi va, ma è un altro discorso). Perché non vai a parlare di accettazione a quelle che si sottopongono agli interventi di chirurgia intima per avere una passera esteticamente a norma? Perché vieni qui a parlare di auto-accettazione, e non vai dalle donne che si auto-mutilano per aderire a un canone estetico? Lo chiedo proprio per capire.
      E ti segnalo, comunque, che il tema del post era un altro. E si parlava di MINORI.

      1. Vlad ha detto:

        il mio paragone con gli uomini non riguarda solo la calvizie e non è superficiale, non smetterò di farlo. Su bellezza e presunte norme estetiche, sex appeal maschile e femminile ecc.. ribadisco punto per punto ciò che ho detto, non cambio idea.
        “Perché non vai a parlare di accettazione a quelle che si sottopongono agli interventi di chirurgia intima per avere una passera esteticamente a norma? Perché vieni qui a parlare di auto-accettazione, e non vai dalle donne che si auto-mutilano ..”
        io vado dove voglio come ci vai tu e se nei blog che frequento di solito non ho mai avuto occasione di parlare con donne che si sono rifatte la vagina o auto-mutilate non è colpa mia, io trovo che auto-mutilarsi noj abbia nulla di bello esteticamente e anche la cosa di rifarsi la vagina non la capisco (di sicuro non lo si fa per soddisfare gli uomini che di solito quando hanno voglia di fare sesso certo non stanno a sottilizzare sulla forma delle piccole e grandi labbra). Se i miei commenti non sono graditi comunque sei libera di bannarmi, niente ti obbliga a leggermi o a rispodermi.

        sui minori posso concordare con te, io nei miei post parlo di persone maggiorenni

      2. memoriediunavagina ha detto:

        Non cambiare idea, comunque, non è mai sintomo di intelligenza. Soprattutto, non farlo per principio.
        Quanto alle mutilazioni genitali, non c’è bisogno che trovi un post che ne parli. Puoi approfondire leggendo qualunque indagine condotta da qualunque organismo sovranazionale che ti spieghi qual è la situazione femminile nel mondo (e la situazione del CORPO FEMMINILE nella storia). Esistono articoli, libri, inchieste. Basta documentarsi e il mio era un invito a farlo, così che magari tu possa esprimerti con altrettanta sicurezza – ma più consapevolezza – su questo tema che apparentemente ti è molto caro.
        Io non banno i commenti a meno che non siano insultanti, totalmente sgrammaticati o offensivi.
        Talvolta sono anche d’accordo con le tue letture. Su questo tema no, perché a mio avviso non ne sai e non ammetti di non saperne.
        I tuoi commenti che parlano di persone maggiorenni, ripetuti compulsivamente e a oltranza, anche sotto un post che parla di minorenni o di una mia esperienza, sono forzati e mi sento (perché lo sono) libera di dirtelo apertamente.

      3. Vlad ha detto:

        sono già informato sule mutilazioni genitali femminili, ho solo detto che non ho mai parlato nè su internet nè dal vivo con una donna che le ha subite. Ma l’orrore delle mutilazioni genitali femminili (fatte su neonate inconsapevoli) non ha nulla a che fare con una donna maggiorenne occidentale che decide di indossare vestiti considerati sexy,quella è una libera scelta,
        Non cambio idea e se ciò mi rende poco intelligente ai tuoi e altrui occhi me ne farò una ragione

  8. Vlad ha detto:

    e donne e uomini sessualmente disinibiti sono ugualmente liberi e meritevoli di rispetto come chi non lo è

  9. Klara ha detto:

    Non ho mai avuto un corpo “erotico”, sono sempre stata magrissima e abbastanza piatta, ho sempre avuto un rapporto abbastanza sereno con il mio corpo. Questo lo dico non per vantarmi, ma perché, nonostante tutto questo, anche io ho sempre avuto un disperato bisogno di conferme da parte di tutto il mondo maschile, non perchè mi sentissi brutta, ma perchè il nostro corpo, il corpo delle donne, indipendentemente dai suoi kg e dalla sua età, è sempre sessualizzato e colonizzato dall’immaginario maschile. Diciamo che invece di puntare sull’arrapamento dovuto da una minigonna vertiginosa, ho sempre preteso di essere al centro di tutte le attenzioni maschili. Questo mi faceva sentire importante, speciale, in controllo, mi faceva sentire di avere un certo potere e tutto ciò era davvero inebriante ed eccitante. Provavo un piacere enorme nel pensare che qualcuno fosse lì ad ammirarmi e a struggersi nel desiderio di possedere il mio corpo. Tutto questo mi rendeva, ovviamente, un’odiosa civettuala che non perdeva l’occasione di flirtare con l’ultimo arrivato, indipendentemente dal fatto che mi piacesse o no. Ecco, questo atteggiamento non lo trovo molto diverso dall’andare in giro a mostrare il culo. Per anni non ho mai pensato che qualcuno mi potesse piacere davvero, non ho mai scelto, cercato una persona degna di me, no, ero troppo impegnata a piacere a tutti.La società nella quale vivamo ci insegna che il nostro corpo sessualizzato è l’unica cosa che abbiamo, è l’unica fonte di potere che ci è concessa. Mi intristisce che ci siano tante donne che, come me, per sentirsi, accettate, importanti abbiano per forza bisogno di piacere a qualcuno, di solito agli uomini. Mi intristische perché in questo vicolo ceco si perde il nostro vero essere, le nostre potenzialità e il nostro modo di definirci come individui, e, fatemelo dire, si perde pure una sacco di tempo!

    1. Vlad ha detto:

      non è che tutte le donne che vestono sexy o “mostrano il culo” sui social e/o nella vita lo facciano perchè sono schiave di questa società o insicure, io penso che nella maggioranza dei casi lo facciano perchè vogliono farlo e vanno rispettate nella loro indiscutibile libertà (anche gli uomini mostrano il culo sui social, ostetano il loro corpo ma non vengono stigmatizzati). Indossare una minigonna vertiginosa o una gonna lunga sono libere scelte, non vuol dire essere insicuri, non vuol dire essere deboli o condizionati/e dalla società, sono scelte libere nella grande maggioranza dei casi. La presunta “sessualizzazione” non centra, il sex appeal è maschile come femminile ed è una cosa bella, una delle espressioni dell’essere riguarda gli uomini e le donne e non è imposta. Anche gli uomini vogliono piacere alle donne anche esteticamente, anche un uomo si sente bene e “importante” all’idea che le donne lo desiderino sessualmente e lo ammirino è normale, anche un uomo vuole atirare le attenzioni femminili e questo di per sè non è sbagliato, uomini e donne non sono diversi in questo, te lo assicuro, ci sono quelle che fliratono con tutti e quelle che flirano con tutte, credo però che la maggioranza degli uomini e delle donne voglia piacere e attirare l’attenzione non di chiunque ma di chi effettivamente piace e attrae e questa non è una perdita di tempo

      1. Vlad ha detto:

        e non è un vicolo cieco

    2. memoriediunavagina ha detto:

      Capisco e condivido. Ma sono fiduciosa perché, oggi, si sta creando una cultura alternativa, un riferimento per le giovani e le meno giovani. Oggi stiamo parlando di questi temi e ciò non è banale, quando ero ragazzina non esisteva neppure lontanamente un dibattito paragonabile. Quindi, abbiamo fiducia, che magari altre perderanno meno tempo di noi 🙂

  10. positivefab ha detto:

    “Dovremmo provare a smetterla, anche, di misurare il nostro valore di donnein relazione alla quantità di cazzi che sappiamo rizzare.”

    Hai proprio ragione. :/

    1. Vlad ha detto:

      tutti vogliamo essere atraenti e arrapanti anche un uomo eterovuole esserlo. è inevitabile

      1. positivefab ha detto:

        Si, non lo metto in dubbio. Parlo per esperienza personale, questo articolo mi ha toccato molto soprattutto la frase che ho inserito nel commento…

  11. emmepi ha detto:

    Comunque Telegram come strumento di lavoro è potentissimo, le devianze di utilizzo sono un discorso a parte.
    Quanto al discorso centrale potrei dire “fica tudo bem”, ma chi non mi conosce non coglierebbe l’ironia …ooops l’ho detto

    1. Tiziana ha detto:

      geniale

  12. newwhitebear ha detto:

    il guaio è che da una parte, maschile, esiste voglia di porno, quello più sfrenato e a volte fantasioso, sull’altro versante, femminile, c’è tutto quello che hai scritto.
    Giusto una legge ma più giusto sarebbe che l’educazione sessuale, quella non pruriginosa, venisse affrontata in famiglia e nei contesti educativi diciamo anche presto, togliendo quel senso di proibito, che poi tanto proibito non è, ai ragazzini e ragazzine. Non servirà per tutti ma secondo me rende più consapevoli le azioni. Una fetta, quelli irrecuperabili e malati, continuerà a fare quello che fa oggi. E per loro serve la legge.

    1. Vlad ha detto:

      da parte femminile (e anche maschile) esiste la libertà di mostrarsi come si vuole, anche sexy ed essere disiniti sessuaòmente e questa libertà va difesa. Gli uomini che offendono le donne sexy o sessualmente disinibite e le disprezzano, sono questi uomini e solo questi il problema

      1. newwhitebear ha detto:

        mi dispiace ma non hai capito nulla di quello che ho scritto. Se tu educhi una persona al rispetto del corpo va da sé che rispetterà anche le donne disinibite. Tutto qui.
        Ovviamente ci sarà una parte, che non lo farà e per quelli si deve applicare la legge.

      2. memoriediunavagina ha detto:

        ripeto: nella fattispecie si parla di minorenni.

    2. memoriediunavagina ha detto:

      Condivido totalmente e aggiungo che l’educazione sessuale non dovrebbe essere destinata solo ai ragazzini, perché quelli affamati di questi materiali sono ampiamente maggiorenni, diciamo pure adulti, e sarebbe il caso di intercettare anche gli utenti più in là con gli anni, ecco.

      1. newwhitebear ha detto:

        Giusto si deve togliere il gusto – morboso – del proibito, quello che cinquant’anni fa mandavano in orbita gli uomini.

  13. Atipico ha detto:

    C’è un aspetto da non sottovalutare: la voglia di apparire della teen generation. È veramente incredibile come pensino al proprio cellulare come ad una estensione del proprio corpo e come non possano fare a meno di documentare ogni singolo minuto di vita anche se è la più banale cazzata che possa capitare a chiunque. Trovo inevitabile che poi quando a loro capiti di far sesso ci debbano fare un cinema da 1 ora in più puntate e se lo fai poi rischi di metterti nelle mani dell’altro solo che, quando sei giovane, non sei capace di discernere chi merita davvero la tua fiducia e chi è un cazzone da paura. Bisognerebbe istruire fin da subito a scuola, dalle medie almeno, facendo un corso di educazione sessuale (quindi non si farà mai) spiegando anche le conseguenze psicologiche e penali del revenge porn.

    1. memoriediunavagina ha detto:

      sì, tutto sacrosanto. che per loro lo smartphone sia un’estensione del corpo è secondo me comprensibilissimo. se ci pensi, con le dovute differenze, lo è diventato anche per gli adulti. certo, bisognerebbe fare educazione sessuale nelle scuole, ma non solo. e un ripasso sui rischi del revenge porn, specie quando di mezzo ci sono le minorenni, bisognerebbe destinarlo anche a utenti ben più adulti…

  14. Salvatore Tropeano ha detto:

    Ma davanti a questo schifo i creatori di Telegram o le Autorità stesse non dovrebbero bannare oppure trovare un modo che blocchino queste diffusioni di dati privati?

    1. memoriediunavagina ha detto:

      bella domanda…
      il punto è che non è facilissimo interloquire con “telegram” o con “Facebook”, specie per i normali utenti.
      bisognerebbe forse lavorare meglio con la polizia postale…ma finché non si ammette che esiste un uso distorto dello strumento e che non è un caso sporadico, è difficile farlo.

  15. “Si sa che la gente dà buoni consigli
    Sentendosi come Gesù nel tempio
    Si sa che la gente dà buoni consigli
    Se non può più dare cattivo esempio”

    1. memoriediunavagina ha detto:

      Comunque posso ancora dare pessimi esempi. Volendo.

  16. fracatz ha detto:

    Nobile il sentimento di risolvere i problemi per legge. Come se poi i mortidifame potessero accedervi ed usarle. Meglio cercare di rieducare il nostro caro amato generoso variegato immaginifico bobbolo. Allafine resta la liberta’ di scelta per gli umani

  17. Camilla ha detto:

    Molto importante: dovremmo smettere di scopare (e conseguenzialmente inviare materiale erotico) a certi rifiuti umani, per quanto utopico possa suonare.

Parla con Vagina, Vagina risponde

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