Le Donne, il Calcio e Wanda Nara

Il mio primo moto di eterosessualità l’ho avuto a 8 anni, quando ho visto una fotografia di Paolo Maldini su Gente (anche se devo ammettere che già Kim Rossi Stuart nei panni di Romualdo aveva smosso qualcosa in me). Mi sono innamorata all’istante degli occhi azzurri del capitano rosso-nero e ho strappato la pagina dal giornale per appenderla in camera (era solo l’inizio di una lunga offensiva ai danni delle pareti della mia stanza).

Di lì a circa un anno, avrei visto Massimo Di Cataldo cantare a Sanremo e il palpito di un nuovo amore avrebbe rapito il mio cuore (tutto ciò, prima che giungesse la passione vera, quella bruciante e viscerale degli 11 anni, per Leonardo Di Caprio). Fatto sta che, per circa un anno, sono stata una fervente milanista, giusto il tempo di vincere uno scudetto, e poi il mio interesse per il calcio s’è spento. PER SEMPRE. Come la maggior parte delle donne, seguo giusto i Mondiali, al fine ultimo di decretare chi sia il giocatore più figo. Del “pallone” non mi interessano le dinamiche, né le polemiche, né il calciomercato, né l’accanimento con cui certi amici si sfidano a Fifa e, se devo dirla tutta, mi turbano parecchio quelli che hanno varcato la soglia dell’adolescenza da almeno un decennio e continuano a giocare al fantacalcio. Ma ci sta, ognuno faccia quel che vuole. Semplicemente è un tema di cui non mi interessa una mazza, ma manco mezza.

Ciononostante, nella mia vita ho conosciuto molte donne appassionatissime di calcio (alcune addirittura lo praticavano come attività fisica, al posto del pilates o dell’aquagym). Mi è sempre sembrato un po’ bizzarro, perché il calcio è universalmente considerato uno sport da maschi, lo sappiamo dai tempi di Holly e Benji, mentre per noi femminucce c’era Mila e Shiro, due cuori nella pallavolo (non venitemi a dire che guardavate Holly e Benji anche se eravate femmine, grazie, pure io guardavo L’Uomo Tigre su Telenorba invece di CandyCandy, non è questo il punto). E anche al liceo, durante l’ora di educazione fisica, vigeva l’assoluta divisione dei sessi: i ragazzi giocavano a calcio, le ragazze a pallavolo. Se ancora non vi basta, possiamo riesumare Rita Pavone che ogni domenica rimaneva a casa da sola come una stronza perché il marito andava a vedere la partita di pallone (e lei  implorava di essere portata almeno una volta al campo insieme a lui, ammesso e non concesso che andasse veramente lì). Insomma, è così da che mondo è mondo: loro guardano la finale della Champions e noi la Scelta di Uomini e Donne! È così che vanno le cose, bisogna pure accettarlo, diamine!

E invece, siccome noi donne non siamo mai soddisfatte e da quando ci hanno concesso la libertà di istruirci e di votare non facciamo altro che rompere i coglioni, adesso siamo arrivate a violare il confine più sacro: ci stiamo impicciando nel mondo del calcio. E, badate, non lo stiamo facendo entro certi limiti trasversalmente concessi, e cioè come veline che si mettono con il bomber di turno, e neppure come conduttrici ammiccanti per allietare l’audience 100% vero maschio italiano DOCG. Nossignore.

Paradigmatico, in questo senso, è il caso Wanda Nara di cui — se mi assomigliate un po’ — non sapete giustamente un cazzo, pertanto vi rimando a questo articolo di Vice che riassume la vicenda. Per farvi intanto gli highlights: Wanda Nara è la moglie e manager dell’attaccante Mauro Icardi (Inter), ma è pure ex-coniuge di Maxi Lopez (altro calciatore, che era amico di Icardi, ma poi si sa come vanno queste cose, arriva la buttanazza sfascia-amicizie, la Circe spietata e seduttrice, e la carne è debole, il maschio è maschio, e blablabla).

Dopo aver letto qui e là, ho interpellato mio padre, dolente interista col quale ho parlato di molte cose nella vita, ma mai di calcio (se non con scambi del seguente calibro: “Avete vinto?” — “Sì” — “Mò nevica” oppure “Avete perso?” — “Sì” — “Strano!”). Secondo lui il problema è che c’è un conflitto di ruoli, che non puoi essere showgirl-commentatrice, ma pure procuratrice, ma pure moglie, e discutere i “panni sporchi” della società in televisione, disprezzando i giocatori della squadra pubblicamente, senza che tuo marito (che era Capitano) dica una sillaba in difesa dei suoi compagni. “Ma sono giuste le cose che diceva? È vero che gli altri sono scarsi?”, ho chiesto. Non l’ho capito, mio padre ha ripetuto che son robe che non le competono e che comunque questo atteggiamento ha alimentato i malumori nello spogliatoio, cosa che non fa bene alla squadra.

Ne ho parlato anche con un amico juventino, che mi ha raccontato quanto male, ai tempi, siano state gestite sui social le corna messe a Lopez, come siano stati strumentalizzati i bambini e che insomma fu un vero schifo, una roba da disadattati, dice lui (che comunque, allineato con mio padre, segnala l’assenza di riservatezza che, pare, sia una qualità importante per un buon procuratore). Gli faccio notare che anche Icardi avrebbe potuto dire: “No dài, già l’abbiamo tradito, non vantiamoci della nostra vacanza a Miami/Formentera/Costa Smeralda con i suoi figli, suvvia”, perché anche l’uomo ha sempre la sua parte di responsabilità. “Eh, ma lui era più piccolo”, m’ha risposto.

Un altro amico ancora, invece (di fede milanista), sostiene che Wanda Nara faccia bene a tentare di ottenere quanti più soldi possibile per suo marito (pare che batta sempre cassa per aumentare il compenso di Icardi, cosa che un buon procuratore dovrebbe fare). Soltanto che per quello che fa sui social e come lavoro, viene denigrata dal mondo calcistico che è molto sessista, oltre che omofobo. “Concluderei con Inter Merda, che ci sta sempre bene”.

Altri soggetti, interpellati sul tema (in un gruppo whatsapp di soli uomini in cui sono l’unica femmina ammessa, non so per quali meriti), hanno commentato “Alla fine il coglione è il marito”, “Wanda Nara gran porca” (con tanto di foto che discinta è dire poco), “Per me è una faccia di merda”, “Troia assetata di cazzo e soldi”, “Una cagna”. Una sola voce fuori dal coro: “Io la stimo. Va nei programmi sportivi, se la cava bene ed è rispettata. Non è che siccome non lo ciuccia a voi, dovete disprezzarla”.

Insomma, Wanda Nara non sarà probabilmente santa e irreprensibile (chi di noi lo è?) e capisco che abbia la “colpa” di essere donna in un mondo di soli uomini, e di essere “troppa”, e di parlare “senza freni”, e di ricoprire più ruoli del dovuto. Capisco che abbia alimentato i dissapori nello spogliatoio (del resto pure Yoko Ono ha sfasciato i Beatles, no? Si sa che la colpa è sempre nostra) e non mi interessa ridurre il tutto a tifo da spalto (nonostante si parli di calcio) né alla solita guerra dei sessi (su un tema che peraltro, come già detto, mi interessa poco). Tuttavia, mi sembra giusto capire cosa sta succedendo attorno alla sua figura, perché indipendentemente dal fatto che la signora Icardi possa stare più o meno simpatica, o possa avere più o meno ragione, o possa essere più o meno competente (ndr: il fatto che abbia una quinta di seno e si fotografi in perizoma non è motivo sufficiente per dubitare della sua professionalità, so che sembra strano ma è così) indipendentemente da tutto, non è ammissibile  quanto accaduto un paio di giorni fa: qualcuno ha lanciato un SASSO contro il parabrezza della sua automobile, mentre lei era alla guida.

Ora, per carità, sappiamo che quello del calcio è un mondo difficile, non certo estraneo alla violenza, come troppe cronache ci hanno riportato negli anni, ma mi chiedo: non sarà forse ora di lavorare anche sulla cultura che ruota attorno alla sfera calcistica? Voi direte: ma cosa pretendi? Ma cosa ti aspetti? Che adesso arrivano le femministe a educare gli Hooligans? No, non questo. Ma forse la situazione merita una riflessione più generale sulla monnezza che s’è accumulata sul campo da calcio, sul sessismo, sul razzismo, sull’omofobia che viziano uno sport di per sé nobile, come dovrebbero essere — in via teorica — tutti gli sport.

Quanto a Wanda Nara, non ho un’opinione chiara, perché non ne so comunque abbastanza. Ma che il mondo calcistico sia una delle più inespugnabili roccheforti del machismo è indubbio. Prova ne sono state alcune delle reazioni seguite negli ultimi giorni: da Billy Costacurta che ha dichiarato che “avrebbe cacciato di casa sua moglie” (se sua moglie si fosse comportata come Wanda Nara, ma per fortuna Marty Colombari se ne sta tranquilla a fare fitness da mane a sera), passando per i meme e i commenti che trasudano sessismo sui social, per arrivare all’ex campione del mondo Collovati che dichiara a “Quelli che il calcio” che quando sente una donna parlare di tattica gli si rivolta lo stomaco (perché la donna “non capisce come un uomo, c’è poco da fare”). Non si tratta di un fenomeno solo italiano, naturalmente. Qualche settimana fa ho parlato nel VagiTalk delle battute sessiste rivolte all’allenatrice tedesca Imke Wubbenhorst, colpevole di allenare un club maschile.

Insomma, di interessante in questa vicenda per me c’è l’equazione tra mondo del calcio e sessismo che, certo, non è una sorpresa, ma se l’universo calcistico è tanto caro agli uomini,  forse è giusto capire quali messaggi vengono veicolati lì dentro, in quella “sub-cultura”, in merito alle donne e non solo. Perché per quanto fastidioso sia, se una donna (e non mi riferisco a Wanda Nara in quanto tale) è cresciuta tifando, guardando partite, andando allo stadio, seguendo il calcio o praticandolo, non esiste nessuna ragione (a parte la figa, a quanto pare) per la quale non debba essere titolata a parlarne, con la stessa competenza e autorevolezza con la quale lo farebbe un uomo (come se poi chiunque commenti il calcio, dica cose sagaci e intelligentissime, o come se per capire il fuorigioco sia indispensabile il cromosoma Y).

Concludo segnalando che, per chi non se ne fosse ancora accorto, il mondo sta cambiando: ciò che è sempre stato così diventa altro, e le donne – persino le mogli gnocche e le fidanzate fregne dei campioni – quelle che vengono definite “WAG” – hanno diritto di parola, di pensiero, di opinione e, a parte le tette e i culi, pensate un po’, hanno anche una voce.

***

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15 commenti Aggiungi il tuo

  1. Lucia, Trieste ha detto:

    Sono stata calciatrice (in tempi non sospetti, tra il 1976 e 1979, tra ultimi anni di superiori e primo anno di lavoro), quindi di calcio ne capisco e mi diverte.
    Quanto a Wanda Nara, concordo sul fatto che, da procuratore (o procuratrice?) di suo marito, debba cercare di mungere il più possibile la società di appartenenza; non credo però che gli attuali risultati della medesima, forse anche influenzati dalle scarse prestazioni sportive di lui e dal clima assai poco amichevole che deve esserci negli spogliatoi, possano ben disporre i dirigenti ad aprire i cordoni della borsa.
    Non mi sembra, questa, una ‘tattica’ vincente da parte della signora, che forse dovrebbe utilizzare una maggiore diplomazia per ottenere due risultati: quello sportivo della squadra e quello economico proprio.

  2. Nicola D'Astolto ha detto:

    Mah. Premesso che da buon juventino faccio spesso e volentieri ironia sull’inter a mio avviso il punto non è nemmeno quello che lei capisca o meno qualcosa di calcio e/o di management. Una procuratrice di un calciatore dovrebbe eccellere in entrambi i campi ma ripeto, non è questo il punto. E nemmeno il fatto che la vita privata della signora icardi sia (e sia stata) più o meno disordinata.
    L’esposizione mediatica che si è guadagnata a suon di immagini e tweet bollenti (forse non lo sai ancora ma in argentina la conoscono per un paio di clip porno iniziate a circolare proprio mentre iniziava la sua frequentazione con Maxi Lopez) espone lei e purtroppo, di riflesso, il marito prima e la squadra poi ai riflettori di tv, social, riviste di gossip ma anche di informazione.
    Semplicemente il pomo della discordia è che un procuratore che chiede continuamente condizioni migliori per il suo assistito (Mino Raiola) lo fa privatamente, con la società, e pubblicamente, durante interviste. Nei Talk shows al massimo si ritrova a difendere le sue richieste. Lei, seguita anche e soprattutto da gente che non segue l’inter e forse nemmeno il calcio, ne parla a ruota libera, così come della sua vita di coppia, ogni volta che le puntano addosso una telecamera o anche un cellulare. Icardi è il miglior giocatore, al momento, in rosa dell’inter e giustamente era capitano, nonostante fosse tra i piu giovani in rosa (e di lei di tipo 10 anni). Quindi l’interista medio vede in lei tutti i mali.
    Sbagliando? Sì. L’interista medio pecca di accidia e maniere spicciole. Lei di maniere spicciole e di conflitto di interessi.

  3. nerodavideazzurro ha detto:

    Dissento, cara Vague.
    Fosse stato gay Maurito e lei Rocco Siffredi direi lo stesso che ci sono agenti di calciatori più riservati, competenti e direi pure intelligenti di lei, che per pararsi alla fine piange sulla stessa tv in diretta dopo una telefonata dell’a.d. Marotta dicendo ipocritamente “ma noi non abbiamo mai fatto nulla per soldi!”.
    Il sasso è criminalità.
    L’ipocrisia non lodevole, da qualunque sesso venga.
    Se l’Inter si sbarazza della coppia (a meno che non si diano entrambi una bella regolata) è meglio, detto da un collega di papà tuo.

  4. Atipico ha detto:

    Il problema vero è che troppa gente pensa che il calcio sia una cosa seria, o meglio, lo è perché girano un sacco di soldi ma se la gente iniziasse a farsi gli affari propri e a pensare al proprio benessere al posto di 4 pirla dietro ad un pallone queste querelle durerebbero il tempo di uno sbadiglio. Troppo clamore, troppo interesse, troppa gente che campa su una cosa infima come il calcio. Ps: leggere di un rubentino che tifa una squadra che paga un giocatore 30 milioni di euro all’anno per vincere la Champions e prende 2 pere a Madrid, pontificare su un’altra squadra è sempre bellissimo.

  5. Francesca ha detto:

    Ah che bei ricordi mi hai risvegliato: l’infanzia con Telenorba…

  6. Mezzatazza ha detto:

    Nemmeno io so molto della Nara, tantomeno di calcio (giocavo a rugby: anche il fuorigioco lì è diverso)

    ma avendo subito diversi programmi sportivi, causa condivisione divano con moroso che fa il Fantacalcio, l’ho trovata cavalcare (senza sapere chi fosse inizialmente) il sessimo, con evidente voluttà.

    Quindi mi sta un po’ sul cazzo, perché mi viene spontaneo paragonarla alla Capotondi (vicepresidente della Lega Calcio Femminile, o qualcosa del genere).

  7. newwhitebear ha detto:

    Non seguo il calcio se non in modo di striscio e ho letto delle polemiche sorte intorno a Icardi, Wanda e tutto lo spogliatoio. Senza dubbio gli equilibri negli spogliatoi calcistici sono assai precari. Se poi qualcuno getta un sasso e come mettere la mano in rettilario sperando di non essere azzannata da un serpente.
    Che le donne nel mondo del calcio sia considerate alla stessa stregua delle veline di Striscia è un dato di fatto. Poiché sono dotate di parola e di cervello se possono usarli in modo corretto non vedo il motivo di impedirlo.

  8. Vlad ha detto:

    Collovati ha detto una emerita fesseria.
    Per quel che so della vicenda Nata-Icardi, lei come procuratrice non si comporta diversamente da Raiola, la sola differenza tra lei e Raiola è che lei è una donna (belloccia) e non nasconde ei esserlo, oltre al fatto che Raiola no è sposato coi suoi assistiti, ma a parte questo non agisce diversamente da un procuratore uomo. Quindi l’odio verso di lei è sessista in larga misura

    1. vioraduta2 ha detto:

      Scusate ma io ho cercato invanno foto in perizoma di Raiola ma non li ho trovati… Forse perche nella vita
      lui ha fatto una scelta… Wanda Nara, a prescindere delle strumentalizzazioni e il sessismo pare di no… senza cattiveria mi sembra che tutto cio lo ha cominciato a tirare fuori lei, perche fino a che non si e messo a parlare(male) dei colleghi di lavoro del marito, e, della società, nessuno lo aveva mai accusato di nulla..Credo che si sta distruggendo da sola la credibilità, per il semplice fatto che non si comporta professionalmente, a prescindere dal ambito calcistico o meno… è più strumentalizzazione nel suo gesto, (come anche nel fatto di immedesimarsi in tutti quei ruoli: velina, madre di 5 figli(se non mi sbaglio).. procuratore modella,e chissa quant’altro…) che in tutto nel mondo del calcio! Guardando la vicenda da fuori, mi risulta che abbia fatto tutto da sola: ha infangato la squadra per cui il marito era capitano, ha sparlato di tutti e tutto e, a la fine si lamentata di essere trattata con discriminazione lei e il marito…
      ci sono tante donne in gamba nel calcio, che non fanno le veline,professioniste vere: alenatori, arbritri, dirigenti,.. procuratori anche( vedi Ana Maria Prodan in Romania) ma che non provocano scandali mediatici per ottenere un compenso maggiore per il marito… Poi, scusate… non mi sembra di essere un bravo procuratore:e riuscita a marginalizzare il suo assistito, tolta la fascia di capitano e per ora non si parla di soldi di aumento, anzi forse se rinnuova alle stesse condizioni…Da solo Icardi aveva fatto meglio… con lei mi sembra che non li stia andando molto bene…Anche perche ne dubbito che inter dopo tutta la vicenda decida di premiarlo con un consistente aumento del ingaggio…Per non parlare del fatto che le potenziali squadre dove andare diminuiscono al sapere che la moglie e un potenziale destabilizzante nello spogliatoio ed il giocatore si puo rifiutare di seguire l’allenatore o la squadra e tornare a casa imbronciato perche li mancano 5 euro dalla paghetta
      Per finire… si alle donne nel calcio, inteligente, brave, anche veline, si a qualsiasi cosa positiva che sia feminile o maschile… No allo kitch… no allo squallido chiacchericcio, permalosità da salotto, tronisti e troniste da uomini e donne… tutto questo qualunquismo nel calcio lo sapiamo fare anche da soli senza una Wanda Nara! Niente a vedere con sesso sessismo e cattiveria di un mondo maschile… non in questo caso…. Poi scusate se mi viene un dubbio sicuri su la storia del sasso?

      1. Vlad ha detto:

        wanda nara non è una velina, può farsi ttti i selfie in perizoma che vuole, questo non deve essere rilevante nel giudicare le sue azioni da procuratrice del marito

  9. Vlad ha detto:

    Collovati ha detto una emerita fesseria.
    Per quel che so della vicenda Nata-Icardi, lei come procuratrice non si comporta diversamente da Raiola, la sola differenza tra lei e Raiola è che lei è una donna (belloccia) e non nasconde di esserlo, oltre al fatto che Raiola non è sposato coi suoi assistiti, ma a parte questo non agisce diversamente da un procuratore uomo. Quindi l’odio verso di lei è sessista in larga misura

  10. Blackgrrrl ha detto:

    Allora, mi sento tirata in causa.
    Donzella, tifosa del Milan dalla nascita e per non farci mancare niente seguo anche il Borussia Dortmund.
    Mi ha sempre fatto abbastanza morire dentro la pallavolo (ancora adesso non ce la posso fare) e quindi alle elementari e medie giocavo a calcio con i maschi e me la cavavo anche.
    Questo mi ha salvata dai commenti sessisti nella vita? no di certo, però mi sentivo considerata all’epoca e ancora adesso faccio ricredere persone nonostante i vari “magari ne parli bene perché ti piace ah ah” perché è un dato di fatto che appena posiamo gli occhi sul primo che respira vogliamo farcelo.
    Con questo, ciò che è successo con Wanda Nara non è tanto la questione ‘Yoko Ono che ha sfasciato i beatles’, è che semplicemente per come la vedo io se fai la procuratrice e fai solo questo non c’è niente di male, anzi. Sarà anche sposata con il suo assistito ma non sono problemi nostri, se lui è contento dell’operato della moglie ben venga, il problema è che nella sua posizione la scelta di andare in tv a dire che ci sono problemi nello spogliatoio dell’Inter è un’uscita alquanto infelice e fuoriluogo. Il mondo del calcio è già una merda così com’è, il gossip da spogliatoio è un argomento assai delicato e incrina tutto per niente quindi secondo me l’inter ha fatto bene a fare quello che ha fatto con Icardi.
    Collovati può andare a quel paese, spero tanto trovi donne che capiscono di calcio e che lo infamino coi fatti.
    Costacurta ha smentito, ma in ogni caso l’ambiente calcistico di quando giocava lui, e più precisamente quello del Milan in senso stretto era molto diverso da quello che si respira adesso. Raramente filtravano informazioni di spogliatoio e in ogni caso ognuno faceva il suo, forse si stava meglio prima.

  11. Didu ha detto:

    Mai banale.
    Personalmente ho l’impressione che per diverso tempo abbia fatto comodo raccogliere tutta la feccia intorno al pallone; che questa sub-cultura sia stata tacitamente alimentata per poi però sfuggirci di controllo anche se comunque faccia ancora comodo che le persone discutano sul fuorigioco anziché sui referendum.
    Si bisognerebbe lavorarci sulla cultura, hai ragione.
    Personalmente, dopo aver giocato e allenato i bambini per diversi anni ora faccio una gran fatica anche solo a sentirlo nominare; mi sento derubato di una passione. Per quanto riguarda Wanda (di cui non conosco bene la situazione), posso solo dire che secondo me chi parla di calcio e si infervora, specie in tv, ha inevitabilmente un QI limitato indipendentemente dal sesso e, mentre per i maschi ormai sono rassegnato, nutro ancora una certa speranza verso il sesso femminile.
    Una nota sul fantacalcio. Ho superato l’adolescenza ma ci gioco e lo considero un’ottima scusa per ritrovarmi almeno una volta l’anno con amici purtroppo sparsi per l’Italia. Personalmente trovo più interessante e divertente fare ironia sulle nostre squadre che commentare le partite.
    Grazie per gli spunti.

  12. Massivo ha detto:

    Ecco… c´é una cosa che non capite quando si parla di calcio femminile.
    Ma avete riflettuto sulla simbologia che ci sta dietro? Due orde che cercano di conquistare il territorio del nemico col fine ultimo infilare una cosa (cui manca solo la codina) dentro un buco…
    Non vi dice nulla? Non é che vi siete accorti che la simbologia é talmente maschile in tutto ció che la donna non puó (come giustamente l´autrice), piú che non deve, interessarsene.
    Una donna nel calcio dovrebbe voler fare… la porta!

    Da qui il nostro volere che voi ne rimaniate fuori: noi amiamo le donne, e quelle cose cui piace infilare cosine a cui manca la codina dentro i buchi non sono donne.
    Tutto qui.

    1. Paolo ha detto:

      che cavolata

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