Consigli Estivi

Negli ultimi due mesi mi sono presa una pausa dalla politica, dall’attualità, dalla cronaca, dalle quotidiane ondate di social-indignazione. Ne sono successe di tutti i colori, dalle tette di Carola Rackete a Bibbiano, passando per il Carabiniere ammazzato, la caccia agli uomini neri, e il tizio bendato. Questo sorvolando su truffe, stupri, strumentalizzazioni e dichiarazioni più o meno raccapriccianti, da ogni fronte. Insomma, a voler perdere la brocca, le occasioni non mancano. Anzi, ti perseguitano.

Solo che io avevo bisogno di staccare, di non discutere più con amici, conoscenti, e imbecilli ignoti (credetemi, gestire una piccola community sui social è più che sufficiente per avere la misura del profondissimo e irreversibile disagio cognitivo nel quale versa l’umanità). Mi sono presa una pausa anche dalla mia evangelizzazione femminista, perché ero sempre incazzata. Ogni giorno trovavo un pretesto per odiare, a mio modo, qualcuno. È facilissimo, oggi, odiare. È facilissimo vantarsene e fare incetta di like a mezzo rabbia. Per di più, ormai è noto, controbattere colpo su colpo al regime di comunicazione nel quale stiamo vivendo, è sbagliato. Cedere ogni santo giorno alle provocazioni degli influencer che ci governano, non paga. Fomentarsi online in un’epoca in cui la Verità è diventata un dettaglio trascurabile, seppellita da opinioni sciatte e fake news, non serve a un cazzo. DUNQUE, ho fatto altro.

1. Ho scritto, molto, anche se non tutto ciò che ho scritto è stato pubblicato. La ragione è semplice: voglio fare un nuovo libro, e poi un altro ancora, e quindi ho dovuto tenermi nel cassetto un po’ di quanto faticosamente partorito, ma spero di avere presto qualche bella notizia da darvi (mentre ve lo dico, immaginatemi che mi gratto le palle, cioè le ovaie, che non è facile okay, ma avete capito).

2. Ho firmato una petizione di Amnesty International per una causa che considero sacrosanta, imprescindibile in un paese civile, ovverosia l’introduzione dei codici identificativi per gli agenti impegnati in operazioni di ordine pubblico. Sia chiaro che io non ho il disprezzo di default per le forze dell’ordine e sono del sud dove, spesso, arruolarsi è soprattutto un’alternativa professionale, un buon lavoro, la possibilità di avere uno stipendio sicuro (in quinto superiore quasi la metà dei miei compagni tentò il concorso per entrare in accademia, e non è che tutti c’avessero il sacro fuoco dell’arma dentro). D’altra parte, però, dai fatti del G8 di Genova, sono passati 18 anni e molti casi di cronaca hanno testimoniato gli abusi che si consumano in mano a chi dovrebbe proteggerci. Non voglio convincere nessuno, questo tema o lo vedete, o non lo vedete. Se lo vedete, firmate.

3. Ho visto un documentario che vi invito caldamente a guardare, alla prima sera di brutto tempo, il primo pomeriggio in cui non potete andare al mare perché piove, o comunque appena avete un attimo di vuoto da riempire con qualcosa di interessante: The Great Hack, lo trovate su Netflix (se non c’avete l’abbonamento fatevi il vostro mese di prova, vedete voi, ma guardatelo). Se siete utenti social, e chiaramente lo siete, dovete sapere in che mondo viviamo e quanto valgono i nostri dati (più del petrolio, by the way). Dovete saperlo, perché serve a capire che cazzo sta succedendo alle democrazie, alle popolazioni occidentali e non solo, all’odio che dilaga a qualsiasi livello della società. Se oggi votate, o esprimete opinioni, dovete sapere, per esempio chi sia Steve Bannon (un altro documentario necessario, che farebbe bene a tutti guardare, è American Dharma), di cosa si occupava esattamente Cambridge Analytica e qual è il ruolo che il nostro amico Facebook ha avuto in tutto questo (perché sento, TROPPO SPESSO, dire cose tipo “Mica mi infastidisce, se Facebook mi consiglia delle scarpe che mi piacciono”, come se il problema fossero le espadrillas da comprare –> Freccia, non ti incazzare, non sei il solo e non prenderla sul personale :***

4. Ho deciso di frequentare principalmente persone positive, stimolanti e piene di interessi, di quelle che ti mettono l’umore per il verso giusto e ti fanno venir voglia di essere migliore. Ho preso la buona abitudine di fare una telefonata alla settimana con mia zia, il venerdì mattina, perché trovare il tempo per chi amiamo è essenziale, specialmente quando si vive lontani, fosse anche solo per una semplice telefonata di dieci minuti. Ho visitato un canile/gattile perché l’idea di prendere un pet è zucchero per la mia tenerezza repressa (senza contare il giovamento che ne trarrebbe il mio account Instagram). La ragazza che lavorava lì mi ha chiesto: “Hai mai avuto gatti?” – “Non proprio” – “E cani?” – “Neppure”. Così ho deciso di pensarci un po’, e di rimandare la decisione a settembre (insieme a tutti gli altri scellerati progetti di automiglioramento perenne, che tipicamente diserto).

5.  Ho letto, furiosamente. Libri. Di carta (perché sono una nostalgica amante dell’oggetto materiale, che devo impugnare, spiegazzare, sottolineare, piegare, eccetera). Ho sentito proprio il bisogno di rifugiarmi nelle parole scritte, ponderate, corrette, editate e, infine, pubblicate. Di questi tempi c’è chi dice che i libri mentono, che ogni autore manipola il lettore e altre fotoniche minchiate. A quelle persone, si può comodamente rispondere che, nella storia, chi se l’è presa con i libri (tipo bruciandoli) non si è mai rivelato una bella personcina. Detto questo, ho una pletora di titoli da consigliarvi, quindi mettetevi comodi (ma rincuoratevi, questo è l’ultimo punto del mio ricco elenco di consigli per l’estate):

I LIBRI GIÀ LETTI

  • Fedeltà, di Marco Missiroli, bello, mi era piaciuto di più “Atti osceni in luogo privato”, se si può dire, ma bello.

  • Lo schiaffo, di Christos Tsiolkas, l’ho amato moltissimo, perché è crudo, sboccato, profondo, corale. Insomma, io lo stra-consiglio, ma poi fate vobis.

  • Le Correzioni, di Jonathan Franzen, che per me è tipo Dio. Ci sono passaggi in cui ti viene voglia di mollare, ma no, Franzen merita di essere finito. Superlativo, per gli amanti del genere esistenziale-ipertrofico.

  • Ho molti amici gay, di Filippo Maria Battaglia, snello e leggibilissimo, presenta un quadro lucido e puntuale della situazione dell’omofobia in Italia (molto più radicata, storica e trasversale di quanto possa apparire)

  • Chilografia, di Domitilla Pirro, l’ho amato moltissimo, anche questo, non solo perché in passato ho avuto modo di conoscere l’autrice, ma perché questo libro è POTENTE, scritto divinamente e racconta la storia di Palla e del suo sovrappeso. Consigliatissimo.

  • Elena di Sparta, di Loreta Minutilli, una rivisitazione con sensibilità contemporanea e femminista (si può dire?) del mito classico. Ho presentato il romanzo insieme all’autrice a Bologna, è giovanissima, tenetela a mente, la ritroverete in futuro.

  • Uomini comuni, di Christopher R. Browning, un cimelio dei miei anni dell’università, ritrovato di recente a casa dei miei e consigliato vivamente, perché attraverso il racconto della “soluzione finale” dell’Olocausto, racconta come uomini normali, artigiani, commercianti, panettieri, si siano trasformati – in quelle circostanze – in assassini spietati. E come questo sia un fenomeno del tutto replicabile sociologicamente, nella storia. E lo stiamo vedendo.

I LIBRI ANCORA DA LEGGERE

  • 194 – Diciannove modi per dirlo, di Camilla Endrici, per cercare di comprendere la complessità di una scelta che non è mai senza ambivalenza, per dare voce alle donne che scelgono di abortire, senza giudizio, ma con il semplice obiettivo di riempire un silenzio assordante in proposito.

  • Filastorta d’Amore, di Enrica Tesio, una piccola gemma nell’offerta editoriale del momento. Sono poesie d’amore, ironiche e commoventi, che Enrica sta anche portando in tour da qualche mese per l’Italia. Ne ho lette alcune ma mi riservo di gustarlo al mare, coi piedi nella sabbia e lo iodio nelle narici.

  • Le Signore in Nero, di Madeleine St. John, unica donna australiana a essere candidata al Man Booker Prize. Questo è il suo romanzo d’esordio, recentemente pubblicato da Garzanti per la prima volta in Italia.

  • M – L’uomo del secolo – di Antonio Scurati, comprato lo scorso Natale, prima che vincesse lo Strega, muoio dalla voglia di leggerlo ma sono seriamente preoccupata che mi venga una tendinite per tenerlo in mano. Ho letto solo l’introduzione, per ora, e ho avuto voglia di inginocchiarmi per il talento dell’autore e la monumentalità dell’opera.

  • Mai dire mai più, di Elena Vestri, pubblicato da Giunti nella collana Terzo Tempo a cura di Lidia Ravera (autrice, ricordiamolo, del primo libro che abbia amato nella vita, e cioè Porci con le Ali). Commedia ironica e brillante (cito da cartella stampa), che narra l’amicizia tra donne, i rapporti madre-figlia e con l’ex marito, il tema del desiderio di un figlio in tarda età e l’arrivo di un nuovo amore del tutto inaspettato e travolgente come se fosse il primo.

  • La scia nera, un’antologia a cura di Marco Vichi, pubblicata da Tea. Trenta scrittori italiani e due illustratori raccontano la violenza contro le donne. I proventi del libro sono devoluti in beneficenza all’Associazione Artemisia Onlus, specializzata nel contrasto a ogni forma di violenza su donne e minori.

  • Tinder & The City, di Marvi Santamaria, dulcis in fundo, per chiudere con leggerezza. Marvi racconta avventure e disagi del mondo delle dating app, dopo centinaia di match, decine di incontri e un fidanzato che l’ha lasciata a San Valentino. Sono particolarmente orgogliosa di lei, che mi definisce la sua “madrina”, ed è una delle parti più gratificanti del mio lavoro, essere d’ispirazione per altre donne. Go, Marvi, go!

Tutto questo per dirvi che il mio principale consiglio per l’estate è di leggere tanto…non post, non articoli, non opinioni sui social…leggete i cazzo di libri, impegnativi o frivoli, spensierati o spessi come mattoni, è indifferente. Spegnete i telefoni e accendete i kindle.

Riscopriamo la bellezza del linguaggio, e del contenuto sopra la forma. Questo oltre, naturalmente, a bere, mangiare, divertirsi, rilassarsi, fare all’amore (proteggetevi eh), ridere e ricaricare le pile per un nuovo, ruggente, anno scolastico (che anche se a scuola non andiamo più, settembre ha sempre il sapore di un nuovo inizio).

Sempre vostra,

V.

ps: giusto per dovere di cronaca, a proposito di libri, se qualcuno ancora fosse colpevole di non aver letto i miei, vi rammento Fai uno squillo quando arrivi (disponibile in formato cartaceo e in ebook) e Molestie per l’Estate (solo ebook). Baci.

pps: negli ultimi post ho saltato le risposte ai commenti, ma tornerò a essere più presente, giurin giuretto!

 

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. metalupo ha detto:

    “L’uomo esterno” di Alan Altieri perchè se vivi a Milano devi leggerlo e per farti capire da dove arrivo io.
    Buona estate e see ya on september for commercial deliveries.
    😂😂

  2. newwhitebear ha detto:

    consigli per gli acquisti. 😀
    Per i social… basta starci lontano e poi credo che si possa vivere felici anche senza.
    Quando vedo delle persone di una certa età, diciamo dai sessanta in su, rapite e in estasi a leggere facebook mi viene la voglia omicida.
    Buone vacanze

  3. Lorenza ha detto:

    Grazie Vagy!
    Li ho segnati tutti e cercherò di leggerli.
    Sto leggendo molto e sono sempre alla ricerca di bei titoli, e del tuo giudizio, ovviamente, mi fido ciecamente!

Parla con Vagina, Vagina risponde

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