Inventario Generazionale Maschile

Quando hai una navigata gavetta sentimentale alle spalle, hai sforato i 30 e sei formalmente single, non puoi non constatare che trovare un partner diventa sempre più complesso. Proprio in termini di “parametri di ricerca” intendo, che naturalmente, sì certo, ovvio, lo sappiamo benissimo che l’amore non si cerca, che quello arriva all’improvviso mentre stai facendo la cacca, però insomma ci siamo capite.

Affrontiamo la questione scientificamente, procedendo per macro-gruppi generazionali.

  1. Millennials: gli under30 per intenderci (i millennial veri voglio dire, non quelli che hanno giocato con il Grillo Parlante da bambini e che hanno programmato in MS-DOS nel Piano Nazionale Informatica dei licei scientifici italiani); sono giovani, più giovani di te. Sono maschi di 26, 27, 28 anni. Per carità, va bene. È fico da raccontare al tuo migliore amico finocchio. C’hanno un sacco di voglia di vivere (e di ciulare), hanno dei bei corpi, delle pregevoli erezioni spontanee che li rendono sempre pronti; non hanno particolari defaillance, non devi fare una tarantella per risvegliare l’anaconda sopita, e manifestano una discreta capacità d’apprendimento (data dall’autorevolezza sessuale che evidentemente ti riconoscono per via del gap generazionale). Resta il fatto che sono pischelli. Certo, non tutti. Prendi il più maturo dei millennial, il più interessante, il più sensibile, il più evoluto che trovi e sappi che difficilmente starà pensando alle stesse cose che pensi tu. Sappi che, probabilmente, starà ancora definendosi come persona, nel bel mezzo di quel processo che conosci assai bene perché c’eri dentro fino a un pugno di anni orsono (non che ora tu abbia finito). Sappi che mentre tu senti l’urgenza di rispondere alle aspettative che la società ha su di te, quello si chiede cosa mangiare per cena o se andare o no a vedere la partita della sua squadra del cuore. Che non ci sta pensando, che sei la donna della vita. Che c’ha proprio altri cazzi per la testa. Che non ha fatto una lista di tutti i tuoi straordinari benefits, per i quali sicuramente non vorrà perderti. E mentre tu ti sperticherai con fare materno, dedicandogli attenzioni e cura, abbi a mente che tra un paio d’anni si metterà con una 7 anni più giovane di te. Non venitemi a dire che “però Selvaggia Lucarelli” perché non è che siamo tutte bone come Selvaggia Lucarelli, ok? Voglio dire, è successo a Demi con Ashton. Figurati se non succede a noi.

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2. I trentenni: ahisahduifinfnfdknfgjnfbds. Volevo digitare con i gomiti, mentre mi mettevo le mani nei capelli e ce le lasciavo. Che meraviglia, i nostri coetanei. Quelli che NON sono fidanzati o conviventi (se ne registrano circa 20 in tutto il paese, affrettatevi), sono tendenzialmente dei millennials noncresciuti che non hanno neppure fatto il passo di imbarcarsi in una relazione seria. Proliferano i Golden-Single, che sono proprio vergini, che hanno un’educazione sentimentale pari a quella di un cactus dell’Arizona, l’expertise di uno stagista dell’amore e rimorchiano ancora le 18enni su Wechat. E poi ci sono quelli che sono usciti da una storia di 12 anni con la fidanzatina del liceo e quindi adesso prima dei 40 non vogliono sentirne parlare. Tanto hanno un decennio di vantaggio biologico rispetto a noi donne. A 40 troveranno una nostra erede culturale, ugualmente in sbattimento, che se li accollerà. Quasi tutti, comunque, sono infognati in un interminabile processo di definizione di se stessi (fonte di ansia indomabile, implicito egocentrismo, variabile vanità e costante misurazione dell’indice di successo della loro vita – con conseguente margine di tolleranza del successo di una partner eventuale). Pluriaccessoriati di insicurezze, si trincerano in un cameratismo virile fatto di concerti, partite di calcetto (o di basket, o di tennis, o di golf), dating app, viaggi con la mega-cumpa di amici, playstation, serie-tv, libri e fumetti. Non mi sento neppure di dar loro torto, in effetti. Si appassionano platonicamente a donne inarrivabili, decisamente fuori dalla propria portata, e trattano con sufficienza quelle a cui – per brevi lassi di tempo – hanno accesso. La risposta, in questi casi, è che se hanno superato i 30 e sono single, evidentemente, è perché single vogliono essere. E chi siamo noi per indurli a fare una cosa che, intimamente, non vogliono fare, cioè farsi rompere i coglioni da una femmina che poi pretende pure, chessò, di parlare al telefono? O di uscire? O di fare delle cose insieme? O di avere un regalo a Natale? O che tipo poi le devo pure pagare la pizza quando quei soldi mi servirebbero per andare al concerto de I Cani? (questo a grandi linee è il livello di analisi della situazione)

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3. I Quarantenni: molto bene. Il 40enne single è come il 30enne ma con un bagaglio di 10 anni in più di autoreferenzialità pura. Voglio dire: non sei la prima. Sai quante commilitone ci sono già passate? Sai quante hanno già provato a redimerlo invano? Cosa ti fa pensare di essere migliore delle altre? Di poter riuscire dove altre hanno fallito? Una possibilità in effetti c’è, ed è il puro tempismo. Cioè che il 40enne, se e quando ha capito di averlo lungo abbastanza, può finalmente occuparsi di fare contenta la mammà e scegliere un’incubatrice. E se tu hai la fortuna di trovarti proprio lì, al momento giusto, con l’outfit giusto, se riesci a venderti abbastanza bene da sembrare abbastanza figa (o abbastanza accondiscendente e remissiva, dipende dal tipo di maschio) per lui, allora forse je la fai. Devi essere curata, esteticamente appetibile e ancora competitiva con quelle che c’hanno 24 anni, possibilmente benestante perché l’uomo contemporaneo non è che non ci faccia caso, e comunque in età fertile (“Dai 35 anni in su, non so, ma le escludo per una relazione seria” cito testualmente). Altra possibilità è che a 40 anni il maschio abbia magari superato la sbornia della sua precedente rottura, e dopo 7 anni di scopate occasionali (o di agghiacciante astinenza, dipende dal tipo di maschio), si senta pronto a imbarcarsi di nuovo in un presunto regime monogamo. Tuttavia, c’è un però. Però diventare così adulti da soli, vuol dire avere un’architettura di abitudini e nevrosi, con le quali dovrai essere capace e disposta a incastrarti. Certamente ce la farai, amica, se lo vorrai, io credo in te. Sappi però che non è così facile. Cioè dopo averlo trovato, tocca pure farlo funzionare. In tutti gli altri casi, il 40enne è sposato e abbiamo detto (no, non in questa sede ma in altre sì), che con gli uomini delle altre anche basta. Talvolta è padre. Talvolta è divorziato. Questa è una casistica che mi manca e in effetti potrei sperimentarla, prima di considerare conclusa la mia indagine etnometodologica dell’amore. Sai no, provare con il ruolo dell’ex moglie a cui passare gli alimenti. L’affidamento congiunto dei figli. Ne ho già fatti e non ne voglio altri. E altre robe di questo tipo.

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4. I Cinquantenni: essi presentano numerosi vantaggi. In primis, il ventennio che vi divide farà comunque di te una dea ai loro occhi. Lo sguardo del cinquantenne sul tuo corpo, sulle tue imperfezioni, sulla cellulite, il cuscinetto, la pelle che non tiene più come teneva 10 anni fa, sulle prime rughe, sarà sicuramente meno giudicante (o così lo percepirai tu), rispetto allo sguardo di un coetaneo. Quindi tu ti sentirai più libera, più sicura, più femmina. In secondo luogo, il cinquantenne è rassicurante, empatico, intuitivo. Chiacchierarci sarà un piacere e la posizione in cui lo farai, quel paternalismo non detto ma inevitabile che si instaura, quel dialogo di sicurezza e giovinezza, lo scambio vicendevole e benefico, l’afflato di due anime anagraficamente distanti ma eccezionalmente capaci di cogliersi, è una delle dinamiche più confortevoli che esistano. Sessualmente, poi, il cinquantenne ha esperienza. Non è uno di questi damerini di nuova generazione. Quello la fica la conosce, pure bene. E, tendenzialmente, la ama, in quanto tale. Col pelo, senza il pelo, di sopra, di sotto, di traverso. La riconosce ancora come l’oggetto del desiderio, il movente di una sessualità sincera, fisica, gioiosa e vitale. Si è formato quando il sexting non esisteva e non era neppure immaginabile. E il fatto che tu sia la sua ultima primavera sessuale, in verità, gli farà sparare le ultime scorte di cartucce con una passione che manco i 16enni. Inoltre, è raro che un 50enne ti chieda di fare a metà del conto al ristorante. Non che questo faccia di lui un eroe,  ma sappi che è così. L’aspetto negativo è che comunque l’età c’è ed è un fatto. Il corpo non è giovane, ed è un fatto. La sua vita, una lunga parte di essa, l’ha già vissuta e quegli anni che non avete condiviso, in cui tu eri ancora uno spermatozoo e lui andava a Londra per la prima volta senza le low cost; in cui tu guardavi Dawson’s Creek e lui cresceva dei figli che adesso hanno pochi anni meno di te, sono andati. Non li riavrai. E, qualora volessi riprodurti (perché come il nostro governo insegna, è una domanda che dobbiamo comunque porci), sarà abbastanza difficile che tu lo faccia con un uomo così maturo; e qualora lo facessi, i compagni di scuola di vostro figlio penseranno che lui sia il nonno che va a prenderlo all’uscita da scuola. A me verrebbe da dire anche sticazzi. Però ti segnalo questi punti, amica, perché è giusto tu sappia. Sappi, infine, che le sue chiappe potrebbero essere molli, i suoi capelli radi, le sue gonadi canute. Donna avvisata…

(tutti i vantaggi testé elencati, come dimostra l’immagine allegata, non valgono per qualunque 50enne)

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5. I 60enni e gli over60: vabbè…purtroppo di Sean Connery ce n’è uno solo nel mondo.

Ora, come sempre io parlo dal mio parziale e vaginale punto di vista, ma sono sicura che si possa stilare un elenco invertito sul genere femminile. Anzi, prima che qualche brillantissimo lo faccia, mi porto avanti e vi anticipo cosa dirà (così non me la menate col solito sessismo):

1. Le ventenni: fighe, toniche, leggere, bisognose di conferme, manipolabili, spregiudicate, vogliose. Al massimo un po’ superficialotte.

2. Le trentenni: che Dio ce ne liberi, in sbattimento totale, alla ricerca disperata di un seme che le fecondi. Schizzate, indecise, convinte di avercela solo loro ma pronte a lanciarla dietro al primo stronzo che passa, salvo poi chiedersi dove siano finiti i bravi ragazzi, che puntualmente snobbano. Pretese altissime. Fisicamente si stanno già sfasciando. Complessatissime per il fatto che tutte le loro amiche si sposano e loro sono ancora su Tinder.

3. Le quarantenni: se sei fortunato le trovi ancora ben conservate, hanno quasi tutte abbandonato l’idea di procreare o hanno già procreato con terzi. A volte, però sono ancora un po’ troppo incazzate e cazzofobiche. A letto, una bomba.

4. Le cinquantenni: sono il nuovo Eldorado, quelle tenute bene. Materne, rassicuranti e a bassissimo mantenimento; sono quelle tornate single, i figli già ce li hanno e non ne vorranno altri e pure se li volessero puoi stare sereno che la menopausa risolve i problemi! Non sono alla costante ricerca di conferme e rassicurazioni, sanno cucinare, sono indipendenti (anche economicamente), non hanno bisogno di essere né aiutate né salvate, e poi la femminilità non ha età. Sono grate della tua presenza nella loro vita perché le fai sentire ancora giovani, desiderabili e ogni volta è una sorpresa per loro essere ancora chiavate da uno che potrebbe, sulla carta, essere il fidanzato delle loro figlie. O quasi.

5. Le sessantenni: hanno comunque un loro pubblico…

Insomma, è un mondo difficile lì fuori.

Un gioco faticoso, l’amore.

Un terno al lotto.

Le possibilità di vincere sono poche.

Per averle tocca comunque partecipare.

E perdere.

E non smettere.