Sopravvivere a San Valentino

Per alcuni febbraio è il mese di Sanremo. Per altri della Notte degli Oscar. Per me è, tragicamente, il mese di San Valentino.

Ora, il primo San Valentino che passi da sola, lo passi a pensare al tuo ex, a ricordare ciò che facevi l’anno prima, a versare lacrime di disperazione al pensiero che lui in quel momento si scambi smancerie da liceale con la sua nuova tipa. O che faccia acrobazie come manco nei video più visti di Brazzers, non fa differenza. Patirai. Ed è probabile anche che, in preda al patimento, tu commetta un atto emotivamente scellerato come giurare a te stessa che l’anno successivo sarai fidanzata anche tu (essendo una novellina, non hai ancora strutturato la tua architettura emotiva per campare da sola nel mondo, senza un pene accanto; cioè il maschio ti sembra ancora una conditio-sine-qua-non della tua vita vaginale; non lo è, ma lo scoprirai col tempo)

Il secondo San Valentino che passi da sola, pensi che tanto vi-dovete-mollare-tutti. Che sì, certo, fatele pure le vostre cene di merda a lume di candela, coi palloncini a forma di cuore, con i dessert a forma di cuore,  fate, fate, che tanto siete tutti cornuti. Sì, sì, bella burinata di Tiffany che ti ha regalato, peccato che l’abbiamo trovato su Tinder il tuo moroso. Insomma, sei nella seguente modalità:
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Il terzo San Valentino pensi che niente, la vita di coppia non fa per te, ciò è evidente. La coppia è un’istituzione vetusta e sorpassata, viviamo nell’era della liquidità e della superficialità delle relazioni, che ci piaccia o no. E quando si è in coppia si finisce inesorabilmente nella frustrazione, nella routine, nella ricerca di emozioni altrove. Niente da fare, la coppia è solo una di quelle menzogne confortevoli delle quali il popolino ha bisogno per affrontare l’esistenza nella sua complessità, salvo che poi la coppia stessa diventa inesauribile fonte di problemi altri che, siccome tu sei più furbaH, ti risparmi all’origine. E blablabla. Insomma, ti stai radicalizzando, la tua trasformazione in gattara-cazzo-repellente procede a passi da gigante.
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Negli anni successivi smetti anche di pensarci al San Valentino, cioè perdi il conto, come quelli che smettono di festeggiare i compleanni dopo una certa età. Insomma l’argomento ufficialmente non ti interessa neppure più. Se non fosse che sei comunque soggetta a tutto il massacrante tam tam mediatico (pubblicitario più che altro) legato a questa puerile ricorrenza. Viaggi per due. Cena per due. Massaggi per due. Adsl per due. Idrocolonterapia per due. Eccetera.
Schivi, dribli, passi, cercando di ignorare la propaganda amorosa. Gli spot. Le affissioni. Gli articoli di giornale. I palinsesti. YouTube per esempio non ha ancora capito un cazzo di te. Secondo YouTube sei certamente fidanzata/sposata e stai certamente cercando di avere un figlio. Oppure stai certamente cercando un metodo contraccettivo senza controindicazioni, quindi devi comprare un comodissimo computerino sul quale urinare per sapere se è un giorno rosso con rischio gravidanza o un giorno verde e “possiamo fare l’amore”, che è una pubblicità talmente triste, che se fossi fidanzata mi mollerei ogni volta che la vedo. Comunque questo con San Valentino non c’entra.
Resta il fatto che per quanto disinvolta, evoluta, emancipata, tu possa essere, continui sempre a nutrire una sottilissima ma inestinguibile idiosincrasia per questa giornata. Che poi io dico: ma ci sono 8 milioni di single in Italia, di grazia, ma i matrimoni ormai durano quanto un’influenza e il rito abbreviato ci funziona meglio dell’aspirina, ma di cosa stiamo parlando? Ma come possiamo ancora considerare questa insulsa giornata di San Valentino, la cui unica utilità è ricordare a chi è in coppia, che bisogna celebrare l’amore (e far girare l’economia)…e a noi? Noi che in coppia non siamo?
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Noi che non viviamo amori per bene, costruttivi ed esclusivi, sotto l’egida della Perugina? Noi che amiamo senza saper amare, che amiamo non ricambiati e che siamo amati da persone che non ricambiamo? Noi che dell’amore sappiamo tutto e dell’amore non sappiamo un cazzo? Noi che lo confondiamo con l’errore, e scambiamo l’equilibrio con l’eccesso, e la tranquillità con l’atarassia?
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Noialtri che pure combattiamo nella trincea dei sentimenti, spinti dalla segreta speranza di trovare prima o poi una “persona giusta”? Noi che ci consumiamo l’anima in attesa di un cenno di vita in quell’area anatomica inaccessibile, compresa tra il collo e l’ombelico? Noi che i giorni pari ci chiediamo se ci innamoreremo mai di nuovo e i giorni dispari ci chiediamo se siamo amabili, e una risposta definitiva generalmente non la troviamo, perché le risposte definitive, capirai, non ci sono per nessuno mai? Noi che dobbiamo periodicamente affrontare l’amletico dilemma tra fare sesso occasionale o riverginizzarci? Noi che amiamo qualcuno che non c’è, qualcuno che se n’è andato, qualcuno che forse tornerà o forse no? Noi che abbiamo sofferto e fatto soffrire, e collezionato case history di insuccesso sentimentale, e ciononostante nell’amore ancora speriamo? Ebbene, noialtri, cosa festeggiamo? STOCAZZO?!
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Così, mi sono fatta una chiacchierata con Ohhh, con cui collaboro ormai da un pezzo e ci ho detto, molto placidamente: dovete fare la prima COMFORT BOX per i SINGLE a San Valentino! Il caso vuole che l’idea abbia incontrato il loro entusiasmo e questa scatola delle meraviglie è diventata realtà (ma no, dentro non ci sono SOLO i cari dildo a cui starete affrettatamente pensando).
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Sia chiaro: la Comfort Box vale per tutti i single, per gli uomini e per le donne, per gli etero e per i gay. E cosa contiene? Ma tutto il necessario per NON pensare a ciò che non abbiamo, ma a ciò che abbiamo. Tutto ciò che serve per coccolarsi. Per investire i soldi che avremmo altrimenti speso per comprare qualcosa a lui (o lei), magari con quelle elegantissime dinamiche tipo “Amò, ma ci dobbiamo fare il regalo? Amò ma che cosa vuoi?“, e auto-regalarci una box piena di beni di conforto reali, non sogni ma solide realtà, direbbe Roberto Carlino di Immobildream.
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No, non è una degenerazione da zitelle incallite o da scapoli falliti. È un modo per concedersi quello che a Milano, per fare i fashion, chiamano Quality Time che però, al netto del milanesismo, è un concetto figo.
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Vi premetto che queste box non costano tipo 20 euro. Ma dentro ci sono prodotti ottimi, selezionati per l’eccellenza delle performance e la qualità dei materiali utilizzati (potete anche trovare il sex toy a 15 euro, solo che è di plastica tossica e valutate voi come volete trattare le vostre parti più sacre). Inoltre, come si suol dire: come spendi mangi. Che io declinerei in: come spendi godi. E la goduria è intesa in senso lato. Mò vi racconto perché (seguono spoiler sul contenuto della box):

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1. Dentro c’è un toy (che cambia in base alle varie alternative proposte). Io vi consiglio OVVIAMENTE, se siete FIMMINE, di optare per il modello rabbit, che secondo me il rabbit dovrebbe passarlo la mutua, com’è noto; esso dovrebbe essere posseduto per legge; dovrebbe essere regalato negli uffici come strenna natalizia. Insomma, avete capito. Vi ricordo solo che: “il rabbit arriva dove nulla di umano può”. Anche se devo segnalarvi pure l’esistenza del “Satisfyer PRO 2” che – come spiegato nella scheda – è un “succhiaclitoride” (quando l’ho letto, ho riso per 20 minuti; naturalmente nutro una smodata curiosità di provarlo).
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2. Un lubrificante, che può servire e può comunque tornare utile nella vita, lo sappiamo
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3. Una confezione di condom HEX della LELO, che per la prima volta rivoluzionano l’idea di condom e introducono una struttura a nido d’ape (non so se apprezzate la professionalità del mio tono); questi, anche se siete single, ce li abbiamo messi affinché siano di buon auspicio per i mesi a venire (ah-ah, quale fine umorismo, il mio)
4. Numero DUE tavolette di cioccolato funzionale biologico SABADì, la tavoletta SESSO e quella OTTIMISMO,  due ingredienti dei quali, come sapete, c’è sempre gran bisogno.
5. Una card di Deliveroo, l’app del food delivery di qualità, con un buono di dieci euro. Lo capite, non possiamo offrirvi tutta la cena, ma diamo il nostro contributo per non farvi mancare proprio nulla, e sticazzi del ristorante col menù fisso pieno di coppiette che stanno a tavola zitte perché non hanno più nulla da dirsi.
6. Last but not least, e questa per me è proprio la ciliegina sulla torta, il rum nel babà, la mozzarella filante nel panzerotto fritto: una gift card di NETFLIX poiché è ACCLARATO che da quando esiste Netflix tutti noi abbiamo meno bisogno di un uomo (o donna). Voglio dire, a cosa mi serve lo zito se sto guardando Suits?
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7. In aggiunta, per quelli che proprio non ne hanno mai abbastanza, si può anche comporre la propria box dei SCIOGNI e aggiungere qualche altro gadget. Chessò: volete le manette di pelle perché dopo aver guardato 50 Sfumature di Nero volete essere preparate all’incontro con il vostro persona James Dornan (che poi magari assomiglierà più a Denny De Vito, ma it’s ok)? Potete farlo, ecco.
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Insomma, amici e amiche single, io più di questo, più che suggerire di confezionare una scatola con dentro – messo tutto insieme – un po’ per gioco e un po’ per provocazione – cio che ci serve per superare indenni, e anche un po’ felici, la serata di San Valentino non potevo fare.
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Per completezza mi sembra giusto segnalarvi che Ohhh ha realizzato anche delle box per le COPPIE, di qualunque genere e orientamento (quindi non siate timidi, fate un giro, che c’è qualcosa per tutti, uomo-donna, donna-donna, uomo-uomo…)
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Che, voglio dire, se state insieme da 10 anni, forse di questa box c’avete più bisogno di noi single 🙂
Pace, amore e bene a voi tutti,
sempre vostra
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Caro Cupido Dimmerda

Questa è la settimana in cui cade San Valentino. Con “San Valentino” si intende quella disdicevole ricorrenza (apparentemente snobbata dai più) che impone al genere umano nella sua totalità, indistintamente a single e accoppiati, una lesiva sovraesposizione a cuori rossi di qualunque entità e materia, dal cioccolato alla piuma d’oca.

Per quanto mi riguarda, sono al terzo San Valentino consecutivo da single. Non uno. Non due. TRE.

Ora, il primo San Valentino che passi da sola, dopo la rottura della tua ultima relazione importante, pensi cose del tipo: “Cielo, un anno fa a quest’ora ero a depilarmi le gambe con venus di gillette sotto la doccia , che sicuro dovevamo fare all’amore di quello che proprio ti parte da dentro dentro, che ti guardi negli occhi fitto fitto, che ti dici minchiate romantiche all’orecchio ansimando e ora invece sono sola, lui non c’è, mi manca da morire, chissà con chi sarà, ecco vedi, morirò da sola di abbandono e stenti”.

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Al secondo San Valentino che passi da sola ti dici cose tipo: “Ehi, dai, sono solo 2 anni che sei single, mica 15! E poi scusa, significa che stai conquistando un’enorme consapevolezza di te stessa, cazzo se stai crescendo, stai diventando una vagina awannasgheps proprio, conscia dei propri pregi e dei propri difetti, capace di emozionarsi ma anche di camminare da sola, a testa alta, senza finire sotto la protezione del WWF come esemplare di cervide in via d’estinzione. Avanti, quanto sarà fortunato quello che verrà? Ma quanto? Che poi, vedrai, sarà un pene così cool che non la festeggerete mica questa festa da total loser. Sì, sicuro. Sarete bellissimi. Uniti e indifferenti. Praticamente due facce post-moderne della stessa medaglia radical e disorganica”.

Al terzo San Valentino che passi da sola, pensi: “CUPIDO, FAMMI CAPIRE, CHE CAZZO HAI DECISO? Cos’è, vuoi una tangente per sbrigare la mia pratica in tempi ragionevoli? Dici che ce la fai a farmi innamorare prima che, porchilmondo, la forza di gravità conduca le mie tette ad altezza ombelico? No, tanto per organizzarmi. Non voglio essere brusca eh, per carità, che le frecce all’arco ce l’hai te, mica io, però qui le chiacchiere iniziano a scarseggiare. Che me la faresti la cortesia di darti una spalmata di peperoncino calabrese in culo e mi scocchi questo maledetto dardo con un non-hipster alto almeno un metro e ottanta, capace di farmi ridere? O vuoi che venga a cercarti armata di lupara su per l’Olimpo intero? Grazie assai!”

No, perché a me va bene tutto, essere single 28enne a Milano, il lavoro, la casa, la palestra, il blog, gli amici, i weekend fuori, va bene tutto, veramente. Però, sai, non vorrei dirtelo, ma ci sono anche io, ci siamo anche noi. Anche noi che la nostra vita la viviamo sold-out, con il tempo tutto stipato di milioni di impegni e cose da fare, persone da incontrare, lavori da sbrigare. Ci siamo anche noi che forse manco ce l’avremmo lo spazio per un uomo in questa esistenza qua. Ci siamo anche noi che le bollette  le paghiamo per intero, mica al 50%, e che se vogliamo una borsa ce la compriamo da sole perché nessuno ce la regala. Ci siamo anche noi che l’amore usa-e-getta abbiamo imparato a farlo e che la relazione più appagante la intratteniamo con un sex toy, però, vorrei ricordarti, Cupido caro dimmerda, che siamo vagine anche noi. E che non amare, alla lunga, stanca. E che nemmeno Babbo Natale se l’è tirata così tanto quando gli ho chiesto la Nouvelle Cuisine (c’è qualche cosa in più!, state battendo le mani e cantando il jingle anche voi, vero?): alla fine me l’ha portata!

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quello in foto è un broncio.

Vorrei ricordarti, caro Cupido dimmerda, che vinci facile a far accoppiare le persone lineari, quelle che sono progettate per vivere in coppia, quelle che hanno un ego pieno di buchi da far riempire a un altro ego pieno di buchi, perché senza una stampella al mondo non sanno starci. Mentre noi sai cosa facciamo, quando tu giochi a freccette coi dilettanti?, lo sai cosa facciamo noi anime tormentate? Ce li stucchiamo da sole, i crateri nell’anima e, nel frattempo, ci dimentichiamo cosa sia sentirsi sicure tra le braccia di un uomo, ci dimentichiamo cosa significhi essere una priorità per qualcuno e avere qualcuno che sia una priorità per noi. Ci dimentichiamo tutte le favole che finivano con “per sempre”, perché non viviamo nemmeno il “per un trimestre”. E questo perché tu, Cupido, perdi tempo a far innamorare gli altri, invece che noi. Lo capisci da solo che sei uno stronzo, no? Cos’è che vuoi? Vuoi farci diventare delle sciupa-uccelli ultraciniche con più pisello tra le cosce di quanto ne abbia il maschio medio italiano? Vuoi farci diventare delle disilluse anaffettive? Vuoi che crocifiggiamo Cenerentola in salotto come monito per ricordarci che l’amore è una cazzata? Che a noi non spetta? Che amare non è un diritto? Che siamo forti abbastanza da vivere senza condividere la vita con un compagno di merende? Che al nostro orologio biologico possiamo pure togliere le batterie che tanto campa cavallo?

Ripeto, è solo per organizzarsi, mica per altro. Ma se hai intenzione di scagazzarci a vita, tanto vale che ce lo fai sapere per raccomandata con ricevuta di ritorno. Che poi, nemmeno ti stessimo chiedendo lo sposalizio con 500 invitati nel castello di Isabella d’Aragona, con fuochi d’artificio e torta a 15 piani. No.

Ti stiamo dicendo che ogni tanto devi mandare un segnale anche a noi. Una bella serata, ma bella davvero. Un’emozione. La sensazione di aver di fronte un uomo di cui ci importi qualcosa e a cui importi qualcosa di noi, non solo uno con cui fare il tagliando alla passera. Qualcosa che ci faccia sentire vive per bene, dai capelli all’alluce.

Qualcosa che, centimetri a parte, ci faccia addormentare col sorriso e ci faccia svegliare l’indomani con lo stesso odioso sorriso.

Ecco.

Cheddici?

Ce la puoi fare?

Cordialmente,

Vagina

Suca Valentino

Ci risiamo.

E’ passato un altro anno, l’infame data è giunta e noi ancora non abbiamo un uomo con cui fingere che non ci interessi nulla della sciagurata ricorrenza: San Valentino.

Apogeo della stigmatizzazione sociale verso i single, febbraio è quel mese in cui qualunque cosa tu voglia fare o acquistare, deve essere necessariamente per due. Chennesò, vuoi andare alle Terme a farti fare un massaggio plus da 50 minuti? L’Home Page del sito, quella a cui chiunque di noi a prescindere dal suo status sentimentale dovrebbe avere diritto d’accesso immediato come sancito dal Concilio Vaticano Secondo, è infognata da un pop-up per coppiette toniche e biodegradabili.

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Vuoi prendere un treno acquistando il biglietto online come si usa fare da tipo 15 anni? Questo è ciò che ti trovi davanti.

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Che poi, a parte il fastidio intrinseco di questa offerta che risponde alla celebre strategia del “Cornuti&Mazziati Marketing” per cui: Sei single? Suca e paga il prezzo intero. Hai un’ameba accanto? Spendi la metà! Ecco a parte questo, io proprio mi concentro sulla difficile vita dei creativi di Trenitalia, che davvero poi uno pensa che era meglio quando si stava peggio e quando per creare bisognava farsi di LSD, ma almeno Syd Barrett non avrebbe mai partorito un abominio come “Par-Ti-Amo” che, vi prego, tenetemi la fronte mentre vomito.

Questo per sorvolare completamente sulle testate giornalistiche vaginali che io dico, va bene la festa degli innamorati, va bene vendere la skin dell’home page a un brand che ha per testimonial il pro-cugino da Fregene di Nicolas Vaporidis e che promuove anelli a forma di bulloni con il nome del partnAr inciso sopra, va bene porsi quesiti esistenziali come se a San Valentino sia giusto chiavare oppure no, va bene tutto, ma ricordatevi che ogni volta che dedicate spazio a questa ignobile ricorrenza, da qualche parte, nel mondo, c’è una vagina indipendente, mediamente gagliarda, presuntamente evoluta e fottutamente single che deciderà di non portarvi più traffico per un mese.

Perché sì, sappiamo tutti che San Valentino è una cagata fotonica, però è sempre l’occasione ideale per ricordare quello che manca, a chi un amore non ce l’ha.

E quindi, per tutte voi, amiche vagine, e tutti voi, amici cazzetti, che nessuno dovrà convicervi d’amarvi portandovi un tubo di Baci Perugina (graziaddio); per tutti quelli che non andranno a cena fuori a lume di candela e che non dovranno porsi il problema di quale sia la posizione del kamasutra più idonea alla festività;  a tutti voi io dico: prendiamola per le palle, questa inutile festività meglio nota come Suca Valentino. Voi ci provocate con i vostri stupidi cuori, con i vostri stupidi regali e le vostre stupide vetrine addobbate da Pollyanna che si è fatta una striscia con Pollon su nell’Olimpo? E noi rispondiamo. Rispondiamo concedendoci quel romanticismo a cui cerchiamo di non cedere il passo mai, che scalciamo sotto le coperte della singletudine, quello controverso e irriducibile che si manifesta in una pizza alle verdure magnata sul divano, sorseggiando coca cola light ricca di aspartame, guardando quello.

Quello. Esattamente quello: il nostro film stracciamaroni preferito! Oh sì. Inutile negare. Tutti ne hanno almeno uno. Ecco, la sovversiva proposta per il Suca Valentino 2013 è di affrontare il nostro amore single, così: senza ansie, senza amici, senza esorcismi. Per quello che è.

Chiaro, ognuno ha i propri gusti.  Magari siete 80’s addicted e quindi c’avete da rivedere Dirty Dancing, oppure Flashdance, oppure Pretty Woman, oppure Ufficiale e Gentiluomo. O magari ne volete uno con cui siete cresciute e vi sparate Ghost, oppure Il Tempo delle Mele (che io ho sempre considerato un escremento insensatamente sopravvalutato), oppure Vento di Passioni, oppure se c’avete voja di avere una crisi diabetica potete andare su cose come Il profumo del Mosto Selvatico, I ponti di Madison County e tutto quel filone lì. O magari siete fan di Baz Luhrman e allora vi fate Romeo + Juliet o Moulin Rouge. O magari ancora vi scegliete una commedia senza pretese, che vi faccia stare serene, tipo Il diario di Bridget Jones, o Serendipity, qualcosa che ci rassicuri, dolcemente, nel nostro essere vagine squisitamente medie.

Oppure, se ve l’accollate, ecco una selezione vaginale, la Top 5 stilata appositamente per la ricorrenza.  Che tecnicamente sarebbe una Top 6, ma preferisco lasciare debitamente fuori Lolita, su cui ho già ammorbato a sufficienza. Sicuramente ho dimenticato titoli indimenticabili, ma questi sono quelli che mi sovvengono ora.

1. SE MI LASCI TI CANCELLO

Traduzione ignobile di Eternal Sunshine of the Spotless Mind. Visionario. Straordinario. Colonna sonora indimenticabile. Ci piango sempre, perché i ricordi non li cancello mai.

2. JANE EYRE

Un capolavoro. Non ci sono cazzi. Zeffirelli e la Gainsbourg (meravigliosa) mi fanno venir voglia di vivere in un altro secolo.

3. CLOSER

In questo film sono tutti bellissimi. Tutti imperfetti. Tutti controversi. L’amore è una cosa feroce. L’amore è una cosa spietata. Qui è chiaro. Per questo lo amo. Anche se sto male, malissimo, quando lo vedo. Perché lo vivo. E lo rivivo. Ogni volta.

4. PRIMA DELL’ALBA

Il genere di cose che nella vita non succederà MAI, parola di emigrante. Ma dice che i film servono a sognare…

5. HARRY TI PRESENTO SALLY

Perché c’è stato un tempo in cui ho creduto che il mio ex amasse il mio essere ad alto mantenimento. E perché ho capito che era una cazzata.

Che questo sia il nostro modo di celebrare l’amore single: ostinato, insensato, unilaterale e incompiuto, eppure straordinariamente perfetto, nelle sue velleitarie speranze.

Buon Suca Valentino a tutti!

Oh, buon San Valentino eh!

Potrebbe apparire bizzarro, ma io San Valentino lo odio.

E no, non è che io lo odii per qualche ragione bio-etica ed eco-sostenibile. Non è che io voglia oppormi al consumismo o alla mercificazione dei sentimenti per puri scopi commerciali. No, no, io odio San Valentino semplicemente perché non ho mai potuto festeggiarlo degnamente, come nei migliori cliché, come nei più patetici spot tv anni novanta, come nei più putridi sceneggiati per donnette medie e mediocri.
San Valentino per me non è mai esistito, indipendentemente dal mio status, se non per il tam tam mediatico e per l’eruzione incontrollata di cuori rossi nell’universo fenomenico attorno a me. Non che me ne freghi n cazzo, ma è per principio, cioè è proprio di cattivo gusto come ricorrenza, ecco, perché se sei single almeno per 20 secondi rosichi, e se sei in coppia scatta quel classico imbarazzo da San Valentino, miserabile ricorrenza in occasione della quale “come la fai, la fai, la sbagli”.
Mettemose nei panni del povero cazzetto, per esempio:
1. Se non ci fa l’ombra di un regalo, di solito reagiamo tipo: “no no, ma figurati, ma te pare che io ce tengo a San Valentino” (però in realtà iniziamo a pensà che nun ce ami, che non ci abbia amate mai, che è inutile, che c’è qualcosa di sbagliato in noi, nel modo in cui scegliamo gli uomini e nella nostra incapacità di auto-procurarci la felicità e che, comunque, a scanso di equivoci, lui prima o poi la pagherà. Il tutto sentendoci donne deluse, non in maniera letale eh, giusto un pizzico, però assai in profondità, proprio al cuore di quella principessa di Walt Disney che ineluttabilmente abita il colon di tutte le vagine, anche di quelle più evolute).
2. Se ci fa il regalo contro-voglia, è capace che se ne esce, chessò, con una scatola di cioccolatini mentre siamo a dieta o, peggio ancora, con…un PELUCHE, se possibile abbinato ai cioccolatini, che è proprio la quintessenza di chi di te non ha capito un cazzo e manifestarlo nel giorno degli innamorati è il peggio che si possa fare. Capitelo, cazzetti, abbiamo la vagina, facciamo versi strani se vediamo dei cani o dei gatti, è vero, succede. Però, esattamente come voi, non mangiamo più il fruttolo, né i Plasmon da circa un ventennio e abbiamo bisogno e desiderio di ALTRO: vestiti, scarpe, borse, bracciali, orecchini, prodotti per la bellezza, esperienze, viaggi, concerti, sesso furibondo, massaggi, cene, libri, spettacoli a teatro, trattamenti benessere, orpelli tecnologici che dovete configurarci, ecco, qualsiasi cosa ma non l’ottantesimo pupazzo raccatta-acari!
3. Se ci manda i fiori, è un paraculo che vuole essenzialmente declinare la questione regalo. Però gli va riconosciuto un minimo sindacale di signorilità. A quel punto la vagina ringrazia con frasi sconnesse del tipo “grazie amore! che carino” ma sappiate che comunque pensa “vabbè, ma il regalo vero?”. Le vagine che lo negano, mentono. Le altre sono catto-comuniste.
4. Varie ed eventuali
Personalmente, credo di aver toccato l’apice della Gaussiana degli orrori di San Valentino quando il mio ex ex valutò socialmente accettabile regalarmi per l’occasione, dopo che io m’ero sparata 1000 km di viaggio, il dvd del secondo film di X-files. Io non ho mai tolto neanche la plastichina, pietrificata d’0rrore. E, per pudore intellettuale, non ho nemmeno mai potuto riciclarlo. Il ché è strano perché, a onor del vero, il mio ex ex me faceva un sacco di regali, pure belli, ma se vede che in quel periodo non me metteva abbastanza corna, pe farme un regalo decente. Perché l’algoritmo è abbondantemente noto: più cornuto/a sei, mejo so i regali che ricevi.
Detto ciò, non mi resta che ricordarvi che in Italia su 10 coppie solo 3 sono fedeli quindi, domani, mentre riceverete un iPhone in cambio di un portafogli di Prada, per piacere, pensatelo, che avete il 70% di possibilità di essere cornuti. Ah, e se pensate di far parte del restante 30%, sappiate che è solo questione di tempo o, più semplicemente il vostro partner è davvero inchiavabile. Ah, e ricordate che a volte i frutti di mare mangiati a lume di candela possono avere effetti devastanti sull’equilibrio intestinale.
Buon San Valentino a tutti!