Questione di Ciuffo

Il problema di quando vado in palestra e ho l’ipod scarico è che non posso ascoltare la mia musica. E quindi finisce che, mentre mi alleno, penso. Ovviamente l’afflusso d’ossigeno al cervello non è regolare, non come se fossi nella mia naturale posizione, intendo, che la mia naturale posizione è supina sul divano, per chi se lo stesse chiedendo. Di conseguenza i pensieri che mi vengono in mente, mentre mi alleno, possono assumere derive davvero discutibili. Volendo, anche demenziali.

Oggi, per esempio, mentre ero tutta impegnata a grondare sudore e a rischiare un enfisema sul mio amico Cross Trainer, che, ricordiamolo, non è un uomo, ho iniziato a pensare al mio ciuffo.

In realtà no, non proprio al ciuffo in senso stretto. Ho iniziato a pensare a tutte quelle cose che sto cercando di cambiare di me stessa, di rimettere in ordine, di definire per la prima volta. Ho iniziato a pensare a quei lavori di ristrutturazione vaginale che erano richiesti da tanto tempo e che non erano mai stati fatti, fino al punto in cui non si può più procrastinare. E allora la si avverte, da un punto profondo, praticamente dal punto G, la voglia di automiglioramento, anche se lo sappiamo, che Chuck lo abbiamo letto e lo abbiamo amato in tutti i modi, che l’automiglioramento non è la via. Ma certe volte ci proviamo lo stesso, perché ne abbiamo pretesa, esigenza, urgenza. Di migliorarci.

Ecco.

Così, mentre ero lì a spomparmi e a pensare tutte queste minchiate, guardandomi nello specchio tutta cicciona e paonazza, mentre con un sapiente chiasmo di goffaggine sobbalzavo qui una chiappa, lì una tetta, mi sono soffermata sul mio ciuffo. E per la prima volta in my life, guardandolo pettinato verso destra, ho pensato alcune cose importanti sul suo conto.

Per esempio, ho pensato che il mio ciuffo, in effetti, oltre ad essere costituito da capelli che – così come tutta la chioma nel suo complesso – fanno cagare in quanto crespi e privi di qualunque senso, ecco, oltre a tutto ciò, il mio ciuffo ha anche un piccolo difetto all’attaccatura sulla fronte (che detta così paro un freak). Quello che la Vagina Maestra chiama “cirro storto” e che certi altri chiamano “rosellina”, insomma c’è un certo punto più o meno al centro della mia fronte in cui i capelli se ne vanno per i cazzi loro. Come accertato dagli studiosi, questo è uno dei motivi per cui non sono state reperite e refertate fotografie della Vagina in età infantile con la frangetta. La frangetta non si ha da fare, in quei casi. Altrimenti finisce che si apre tutta. Come una meretrice.

frangetta

*Un fenomeno del genere potete riscontrarlo nella frangetta di Dawson, mostrata in foto.

Ora, se io pettinassi il ciuffo verso destra, così come ce l’ho nel momento in cui lo noto in palestra, allenandomi e guardandomi nello specchio, ecco se io  lo pettinassi sempre così, questo difetto non si noterebbe nemmeno, sarebbe come non ci fosse, anzi il ciuffo andrebbe naturalmente verso destra.

Il punto attorno al quale la mia riflessione s’è spesa è che io ho passato tutta la vita a pettinare questo ciuffo A SINISTRA!

E il ciuffo non stava mai bene, non assecondava la sua natura, era un’imposizione crudele e brutale, da parte mia, attuata per mezzo di phon e spazzole, e piastre, e altre diavolerie misogine, grazie alle quali attuavo una specie di filo-capitalismo del bulbo che, come tutti i capitalismi, si fondava sulla sperequazione tra riccio e liscio, aumentando la distanza tra radice e doppiepunte.

La cosa emblematica, la squisita metafora esistenziale fattasi crine, è che da quando ho avuto coscienza di me, facoltà di scegliere in che verso orientare il mio ciuffo intendo, diciamo dai 10 anni di età, io, don chisciotte del capello, eroina delle cause perse estetiche, insomma ho sempre scelto di pettinarlo a sinistra, in maniera diametralmente opposta a come sarebbe stato naturale fare. E ho obbligato tutti i parrucchieri che mi hanno pettinata in questi anni ad assecondare la mia cecità, imponendo l’orientamento a sinistra del mio ciuffo. E questa, che parrebbe una cagata, mi si rivela un esempio paradigmatico della mia ottusità.

Uno non ci pensa, mamminchia, ci vuole un sacco di caparbietà a pettinare per 17 anni un ciuffo nel senso sbagliato.

E così, accorgendomi per caso che l’ho improvvisamente orientato a destra, che il 2013 è iniziato così, che potrebbe essere un buon auspicio per questo nuovo anno, ho tirato un sospiro di sollievo. Che a volte i cambiamenti arrivano così. Senza fare troppo chiasso. E noi possiamo imparare ad assecondare i nostri ciuffi e i nostri spiriti. Per andare laddove andare vorremmo. Per seguire ciò che la nostra natura ci suggerisce. Per ascoltarci e guardarci meglio. Per spogliarci dei preconcetti che ci pesano addosso.

Per sentirci un po’ più liberi.

Nonostante il resto.

In qualche modo.

37 pensieri su “Questione di Ciuffo

  1. Anche io sono affetta da cirro storto/rosellina/brividino (non chiedermi perché, sempre chiamato così!) e anche io ho fatto la tua stessa scoperta in tarda età. Credo ci vogliano anni di esperienza prima raggiungere il livello di consapevolezza adeguato al “cambio del verso del ciuffo” 😀

  2. Cara Vagy, l’unica parte di me della quale sono sempre stata fiera sono i capelli: castani talmente chiari che sulla cartella delle tinte sono definita ” biondo scuro “, chilometrici e a boccoli, crespi mai, neanche con la pioggia, mi crescono di 3 centimetri al mese e non conoscono le doppie punte: Ironia della sorte al mio ragazzo non piacciono e vorrebbe spendere una fortuna per portarmi da Jean Louis David a fare tinta taglio e messa in piega. Gli ho specificato che i miei peli ( tutti i miei peli ) sono una questione privata tra me e loro, e gli ho fatto presente tutte le cose che con quella cifra folle potrebbe comprarmi. Tra l’altro mia mamma è parrucchiera e da 27 anni è la solo autorizzata a mettermi le mani in testa.
    Isomma, i peli sono questione di come a noi piace portarli, non di come ci vedono gli altri! Se quest’anno ti piace la chioma a destra ( come la porto io ) fallo pure! Dato che noi donne sappiamo veramente preoccuparci dei dettagli a me più della chioma preoccupano i peli delle sopracciglia, è una settimana che mi propongo di estirparli ma rischio ancora di sembrare la figlia di Fantozzi………ora che mi ci fai pensare……credo che correrò a toglierli! Un bacio ci sentiamo!

  3. Ultimamente io mi ostino a torturare i capelli di me medesima per raggiungere (e mantenere) il biondo.
    Si, dopo varie tendenze all’arancio acceso e giallo canarino ho qualcosa di accettabile.
    No, non sono (ancora) una adulta matura che si accetta. Ahimè.

  4. Non ti dico a che “ciuffo” ho pensato io, prima di capire che parlavi proprio di ciuffo! Tutta questa Vvagina di qua, vagina di là, sposta il mio orientamento cognitivo alle parti basse (e lì si ferma) 🙂

    Ed è stato come leggere un doppio post, perchè, mi sono detta “La povera Vagina deve faticare proprio parecchio sul Cross Trainer per pensare a come sistemarsi il pelo!”

    Poi, riprese in mano le facoltà mentali, mi sono scatrafasciata di riso (imploso per la mia stupidità) e ho letto nella giusta prospettiva. 🙂

    Splendida metafora di cambiamento che condivido al 100%: il trucco per stare meglio è assecondare.

    … e poi – ma che te lo dico a fare! – come mi hai potuto tiraneggiare in quel modo la tua rosellina che io, altra portatrice sana dello stesso vezzo capillare, non riesco neppure ad immaginare di mettere “al contrario” che mi si ribella la testa intera… 🙂

    La mia piega naturalmente verso destra ma per me vale la riga che ho, da sempre, portato a sinistra! 🙂

  5. Pensavo: “ma guarda la Vagi che si sta rincoglionendo. Capisco la mancanza d’ossigeno, il sangue che affluisce sui muscoli flosci invece del cervello, ma arrivare a casa e a mente fredda scriverci anche un post……magari non aveva ancora cenato e la fame fa brutti scherzi……” Poi, ripensandoci meglio, mi sono detto: “Ma guarda sto vecchio rincoglionito che ogni stronzata che pensa ce la viene a dire in tele e cerca anche di convincerci!!!” Vagi, non preoccuparti, stai benissimo! Proponiti nel Movimento 5 Stelle che ti voto pure. Meglio un colpo di piastra di troppo che prenderlo ancora nel culo….

  6. Ahahah mi ha fatto attentamente riflettere, anche perché anch’io ho problemi di ciuffo.
    Ma ti assicuro che spesso anche lasciandolo andare verso destra, la sua naturale inclinazione, l’effetto è lo schifo.
    Me ne accorgo perché lo vedo moscio e spento verso destra ogni tanto, allora ho deciso che sporadicamente gli va imposta una forzatura e va deviato verso sinistra, solo con l’alternanza potrà risultare ssssempre contento!

  7. Anche se ti seguo da un po’ non ho mai commentato, ma questa volta mi sembra doveroso. Da quando sono nata mi porto in cima al cranio una “rosellina” di dimensioni ragguardevoli, che tutte le mattine mi regala una bella pettinatura a pera. Da quando sono padrona del mio pelo la combatto con costanza, ma le fotografie di me da piccola non perdonano: una adorabile pera. Con la frangia, si, ma pur sempre pera.

Parla con Vagina, Vagina risponde

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