Fan with Benefits

La settimana scorsa ero a una cena piena di vagine, tanto per cambiare, giacché nella mia conturbante esistenza da single metropolitana 28enne frequento quasi esclusivamente vagine e finocchi o, come dice il mio amico Tarallino per essere più politicamente corretto, “fennels”.

Era una di quelle bizzarre situazioni a metà tra la formalità e lo svacco, con persone con le quali ti relazioni per lavoro che improvvisamente dopo un bicchiere di prosecco iniziano a dire frasi come “Ma perché non gli cacci una lingua in bocca?”, che io non so mai se arrossire compassatamente per loro oppure iniziare a dondolarmi con piglio autistico ripetendomi “no, no, no”.

In ogni caso, dato che siamo entrate in quella gloriosa fase della vita in cui le persone non contente di fidanzarsi, tenersi per mano, spartirsi l’affitto, decidono pure di sposarsi, uno degli argomenti che ogni 2 per 3 viene fuori quando un numero maggiore o uguale a 2 vagine condivide lo stesso spazio è il matrimonio. Ebbene sì. Come se non bastasse, il tutto è destinato a peggiorare dal momento che, dopo i discorsi sui carati dell’anello di fidanzamento, arriveranno le dissertazioni ontologiche sul grado di assorbenza dei Pampers.

Ad ogni modo, parlando di sposalizi, la parte più impegnativa, per quanto mi riguarda, è il: “Ma come te l’ha chiesto?“, perché a quel punto partono narrazioni di epica memoria, infarcite di petali di rose, e candele, e champagne, fino al climax: lui che si inginocchia per fare la proposta. Che insomma, voglio dire, magari sarà pure normale, solo che io faccio una fatica abominevole per restare seria quando immagino sti poveracci che si devono genuflettere mentre pongono la parola “FINE” a molte delle loro libertà individuali in nome di un’unione che li vedrà, se dio vuole, di lì a un par d’anni, entrambi più grassi di almeno 10 kg (oh sì, sì, è l’invidia che mi fa parlare così, d’accordo).

Nella remota ipotesi in cui un disgraziato dovesse valutare – in un momento buio della sua esistenza – di volermi accanto per sempre, io non vorrei si inginocchiasse per dirmelo. Vorrei mi guardasse negli occhi, alla mia altezza, da pari. Oppure dopo aver fatto all’amore, ancora nel letto, mentre io tremo e lui rulla una canna, dicendomelo così, cazzonesò, che stava pensando da un po’ di tempo che vuole passare il resto della sua vita con me. Come se quella non potesse che essere la naturale conseguenza di quell’appartenersi inesorabile. Con quell’aria un po’ randagia, un po’ maledetta, che la teen-ager che c’è in me possa strippare definitivamente.

Comunque dicevo: io quando mi trovo in queste situazioni da pollaio prematrimoniale (oh sì, sì, è l’invidia che mi fa parlare così, d’accordo bis) mi conformo. Emetto versi di stupore, eccitamento, gioia. Sorrido. Al massimo dico “oooh, ma pensa!”. Per il resto sto defilata, nella mia condizione di single in minoranza etnica. Solo che a volte si innesca un’infame dinamica da terza media, una specie di dimmi-dammi-comandami roloaded, per cui a turno tutte devono dire qualcosa di sé. Roba che manco in gita di terza media, che ogni volta questo tremendo cameratismo femminile mi fa sempre sognare di essere uomo, di solidalizzare bevendo birra e ruttando liberamente, piuttosto che denudando pezzi di anima così, alla mercé di semi-estranee. Preferivo quando dovevo spiegare alla più tarda della classe che i bambini non nascono sotto i cavolfiori, ma dalla fornicazione dei genitori.

E in men che non si dica, arriva il mio momento: “Vagina, tu ti sei rifidanzata?”.

Alé.

“No”

“Nemmeno una simpatia particolare?”

“No, mi piacerebbe anche, ma no. La situazione lì fuori non è un granché”

“Eh sì, gli egoriferiti sono i peggiori”

“Sì, anfatti. Ma poi sai cosa?” e a questo punto il danno è fatto, parto con il mio cavallo di battaglia, un evergreen che non passa mai di moda, come Stairway to Heaven dei Led Zeppelin. “Io so che deve valerne un casino la pena, se no non ce la faccio. Non ci riesco. Una relazione comporta un sacco di limiti e di compromessi, e io ho bisogno di essere molto motivata, non so se mi spiego. Viceversa preferisco star da sola, perché da sola cresco molto più in fretta che con un uomo sbagliato accanto”

Scende il silenzio. Il gelo. Lo stupore. Andata. Le ho stese.

Per riattivare il loro metabolismo emotivo, sdrammatizzo: “Quindi sì, morirò sola, ma cresciutissima”.

Tutte ridono. Bene. I riflettori su di me si spengono. Dio grazie.

Naturalmente però, siccome il cielo mi ha dotata delle ovaie, delle tube, degli estrogeni e di un’anima perdutamente vaginale, tornata a casa ho continuo a pensarci.

Ho pensato a questa storia che sono cresciuta. Ho pensato a questa mia vita milanese che a volte odio, fatta di lavoro e cene e aperitivi, e palestra e solitudine, e conoscenti di ogni età e provenienza e orientamento.

Ho pensato che quando vivo dei nanosecondi di successo non ho mai un uomo accanto con cui spartirne l’entusiasmo. E che sì, certo, mi manca, ma forse, a dispetto di ciò che ho sempre creduto, non ho davvero bisogno di un maschio che mi guardi e mi dica che sono brava.

Ho pensato che forse sono abbastanza adulta per farcela da sola.

E m’è parso di capire che la maturità arrivi nel momento in cui accettiamo quelli che siamo, senza pretendere necessariamente di cambiarci, di aderire a ciò che vorremmo ma non possiamo essere, perché esserlo non è nella nostra natura.

E ho pensato che è importante distinguere ciò che davvero vogliamo da ciò che crediamo di volere.

E che quello che ci procuriamo, può non piacerci, ma è comunque una scelta.

E a questo punto mi pare assodato che ciò che voglio, per ora,  non è un futuro marito.

Al massimo un Fan with Benefits.

106 pensieri su “Fan with Benefits

  1. Sei stupenda come sempre. La verità è che, anche se siamo cazzute e assolutamente in grado di vivere in modo autonomo, manca da impazzire l’amore. Sentire di essere la cosa più bella, l’unico desiderio del mattino, la vera e unica fonte di energia. È così. Io vivo da sola tranquillamente. Ma mi manca tanto addormentarmi abbracciata ad un corpo di cui conosco ogni piega, ogni ruga. Non di sr per te è così …

  2. Oltre che cresciutissima, sei pure gnocca, a giudicare dalla foto. Aderire a una vita che non è la nostra ci farà sentire sempre una dissonanza fra quello che siamo e quello che dovremmo essere, e non va bene. No buono! Ma tu bona! E intelligente… 😛

  3. Sì me le ricordo bene quelle serate “girone dell’inferno” in cui ti penti di non essere rimasta a guardare telefilm sul divano. Sembra sia una specie di malattia inevitabile la coppia fissa, il fidanzamento, il matrimonio. La verità è che ci fregano da piccole con la storia di accudire le bambole e i vestitini di pizzo rosa. Quando toccava a me mi inventavo funamboliche relazioni sessuali con colleghi o amici. Così giù tutte con la condanna della superficialità ma sotto sotto ci ripensavano all’ultima volta che avevano fatto l’amore o almeno all’ultima volta che il loro compagno si era inginocchiato davanti a loro. Ed era infinitamente prima della proposta. L’amore c’è e arriva quando sei troppo occupata a fare altro.
    “che io non so mai se arrossire compassatamente per loro oppure iniziare a dondolarmi con piglio autistico ripetendomi “no, no, no”. Nobel letteratura e ci riderò per un mese.

  4. Penso che il giusto equilibrio dell’umanità, dovrebbe essere rigorosamente espresso in decenni. Un decennio di convivenza, che ti fa venire voglia di stare da sola. Poi un decennio da sola, che ti fa venire voglia di convivere. E così via… fino alla convivenza finale, che si sa che bisogna finire in coppia, che c’è bisogno e poi si eredita la pensione! 😉

      1. Io ci volevo provare, dopo il matrimonio, a starmene da sola per un po’ di anni. ma l’uomo mi ha fregata e zac, sono cascata di nuovo nella convivenza dopo un solo anno da sola. Sono animale da coppia, inutile!

      2. non lo so nemmeno io, ma sto bene e tanto mi basta. mi tengo l’invidia per gli spazi che non ho… ma so di essere fortunata 🙂

  5. “Nella remota ipotesi in cui un disgraziato dovesse valutare – in un momento buio della sua esistenza – di volermi accanto per sempre, io non vorrei si inginocchiasse per dirmelo. Vorrei mi guardasse negli occhi, alla mia altezza, da pari.”

    Standing ovation. Pensavo di essere l’unica a non volerlo vedere (il lui ipotetico, ché sinceramente io con l’idea di matrimonio non ci vado d’accordo) inginocchiarsi come per una penitenza sui ceci.

  6. Anche io non impazzisco all’idea di vedere un uomo inginocchiato che mi propone di unire le nostre vite “ora e per sempre”! Preferirei una cosa un pochino più easy, tipo davanti a una pizza brindando alla proposta con una birra invece che con lo champagne! 🙂

  7. Come sai ho dato due volte, cazzo due.
    E dalla minchia di pulpito che mi sono costruito annuncio che fai bene.
    No di più.
    Fai strafottutamente bene.
    Piuttosto, guarda, trova un tizio perbene che non sia proprio un tossico, juventino o berlusconiano eppoi facci un figlio.
    Quello sì.
    Ma molla l’idea del matrimonio, inizio a pensare che sia il solito virus scappato da un laboratorio militare.

    1. Ascolta gli zii, che predicano bene ma razzolano male. Io mi sono sposato dopo quasi 10 di convivenza e un figlio. Non devi prendere per forza il pacchetto completo, gli optional li puoi aggiungere con calma dopo.

      1. In amore non ascoltare gli amici. La juve unisce il cuore di tutti, dalla Sicilia a Trieste. E’ il momento di abbracciarci e intonare il nostro inno composto dal compagno Checco: “i juventini”.

  8. C’è qualcosa in tutto quello che hai scritto che parla di me, delle mie amicizie. Ho un’amica che mi ha detto: “Poi c’è una novità, ma te la dico su Skype” e qualcosa mi dice che è giunto il mio momento, di fare la testimone, sto giro, di sedere al tavolo grande, da sola, accanto a loro felici e alla coppia del testimone dello sposo. Ma non mi spaventa, sono brava, pronta ed abituata a stare single, al tavolo dei single.
    E tutto ciò si ricollega a quanto ho detto ieri alla ventenne amica mia, che in situazioni come quella si, sono seriamente la “Mommy” di turno. Le ho detto che prima di pretendere amore dagli altri, deve imparare ad amare se stessa, così com’è, per quello che è. E nonostante lei sia piena di uomini e io ne abbia collezionati solo idioti, strambi e “non normali”, io sono cresciuta, sono matura. Io non ho bisogno di uno che mi dica cosa fare o che mi applauda quando ho successo, ho bisogno di un mio pari per condividere qualcosa, non da cui dipendere. Lei deve ancora capire “quanto vale” e spero che lo capisca presto.
    Tu d’altra parte, sei spettacolare come sempre! E ricordati che alla fine, te lo invidiano tutte le sposate quel po’ di libertà e di caos che ti porta a prendere in mano ogni santa volta la tua vita. E noi non “stiamo aspettando” per vivere (come mi ha detto un giorno una mia amica, noi stiamo già vivendo, indipendentemente.

  9. anche io avevo capito che ti eri fatta una storia con un lettore del blog/fan su fb.
    boh. Nemmeno io capisco sta esigenza di fidanzarsi /convivere/sposarsi. sarà perchè ci sono già passata e l’ho scampata per un pelo e ne ho un pessimo ricordo. Sarà forse anche perchè boh come dici giustamente tu da sole si cresce e col tempo ci si comincia a prendere gusto a stare da sole, a organizzarsi la vita da sole, in autonomia. Certo, manca “l’amore che strappa i capelli” (citando De Andrè… la strofa continua con:”è perduto ormai, non resta che qualche svogliata carezza e un pò di tenerezza”) però poi se ci si ripensa… se si pensa alle conseguenze… boh… ne vale la candela?

    Come dicevo in un’altro commento.. per me la trombamicizia è la forma di relazione migliore.

    ps. oltre al 10 kg in più dopo 5 anni (e non è invidia) c’è il rischio di trovarsi anche con un bambino riparatore e una bella causa di separazione con alimenti con qualcuno che si pensava di conoscere ma non si conosce per nulla.

    1. diciamo che tocca da esse molto convinti e che mi pare raro che tutti ma proprio tutti quelli che intraprendono questo percorso ne siano convinti davvero e non lo facciano piuttosto per rispettare l’aspettativa sociale della famiglia!

  10. Potrebbe sembrare una pagina del mio diario, la descrizione di una delle mie serate tipo fino qualche tempo fa, probabilmente la serata tipo di molte di noi. Già…tu sei la “single” e se sei anche un pò figa scateni i seguenti pensieri: 1)”…eppure è carina, chissà che problema ha” 2) “Meglio che sia una riunione fra donne, quelle come lei rappresentano sempre un pericolo da evitare per le coppie”, 3) ” Un pò la invidio, si diverte come una matta, può fare quello che vuole, quando vuole, con chi vuole”….Già ma dopo una serata di divertimento, balli scatenati, concertini….è vero che ringrazi ll’alcool che ti coccola fino a farti addormentare. “Siamo cazzute, ci bastiamo da sole, deve valerne veramente la pena”, lo diciamo alle accoppiate ma lo ripetiamo a noi stesse per ricordarci di quanto sia facile anche per le cazzute che si bastano da sole cadere nel tranello della solitudine e concedere chance a gente assurda. Mai perdere di vista l’obiettivo, la nostra felicità e non mollare nemmeno quando sulla soglia dei 30 anni, dopo avere lasciato il tuo fidanzato storico (8 anni insieme, gli volevi bene, ma non lo amavi come una donna avrebbe dovuto amare il proprio uomo) l’amica simpatica, che a te manca mi sembra, appena sposata, se ne esce con la frase :” lo sai che hai perso la tua occasione, probabilmente resterai da sola, non devi andare troppo per il sottile adesso, il tempo passa in fretta”. Io ho continuato a scegliere, a vivere, a sbagliare, afare la difficile (così dicevano), a non smettere mai di scappare da quello che non mi piaceva e soprattutto da quello che non mi piaceva più. Oggi vivo da un anno e mezzo con un uomo meraviglioso, siamo felici ogni giorno, la nostra casa è il nostro regno, ci addormentiamo abbracciati tutte le notti, facciamo l’amore tutte le sere, cerchiamo un bambino (anche se sarà difficile, io ho quasi 39 anni!).
    Non c’è un tempo giusto per fare le cose, ci sono le persone giuste con cui farle e quando le incontrerai sarai felice di aver colmato quel vuoto della sera con la tequila, il cioccolato, un buon libro, un film strappalacrime, che con un surrogato d’uomo.
    Crescere è un lavoro duro ma qualcuno deve pur farlo!

    PS l’amica simpatica si è separata dopo 4 anni

    1. “Lo sai che hai perso la tua occasione, probabilmente resterai da sola, non devi andare troppo per il sottile adesso, il tempo passa in fretta”… Ma che è? Charlotte Lucas di “Orgoglio e Pregiudizio” che per non rimanere inesorabilmente zitella, a 27 anni, sposa quel tronfio idiota del signor Collins? (NB il romanzo è del 1813)
      PS Vagy, lo so che hai detto che non ti piace leggere, ma Pride&Prejudice è la base di tutto…

      1. “Qualunque fiore tu sia,
        quando verrà il tuo tempo, sboccerai.
        Prima di allora
        una lunga e fredda notte potrà passare.
        Anche dai sogni della notte trarrai forza e nutrimento.
        Perciò sii paziente verso quanto ti accade
        e curati e amati
        senza paragonarti
        o voler essere un altro fiore,
        perché non esiste fiore migliore di quello
        che si apre nella pienezza di ciò che è.
        E quando ciò accadrà,
        potrai scoprire
        che andavi sognando
        di essere un fiore
        che aveva da fiorire.” (D.I)

      2. Uno sceneggiato imprescindibile!! Che al confronto il film con keira “secca” knightley è una merda. Io vi invidio se ancora non avete visto Pride and prejudice della BBC…

  11. Alla fine, in fondo, lo desideriamo tutte un uomo che ci voglia accanto per tutta la vita. Non so quanto poi questa cosa possa davvero farci felici ma sarebbe sciocco non ammettere che il desiderio esiste ed è dettato dalla nostra natura. Questo non vuol dire che non si possa cavarsela egregiamente anche da sole…e tu ne sei un esempio. Certo che l’idea di un uomo che si inginocchia davanti a me per farmi la proposta mi mette un imbarazzo!! Mi sembra una cosa così forzata! Speriamo che ( se mai succederà ) non vada così!! 😛

  12. Dunque.
    Stavolta mi hai fatto venire un nodo in gola che non è semplice da sciogliere. Che tu lo sai che io sono gggggiovane (sulla carta), ma non serve aver raggiunto i 30 o giudilì per sentirsi più o meno nella solita situazione. Magari non si parla di matrimoni (anche se qualcuna si è già, misteriosamente sposata), ma di rapporti stabili (sì lo so che fa ridere) sì. E un bel giorno ti svegli e ti ritrovi ad essere l’unica, fra le “amiche”, a non avere una relazione stabile. E l’unica a volertene andare ancora. E l’unica che non è entrata nel vortice dei ragionamenti tipo “non cerco lavoro fuori città – in un’altra città – all’estero perchè sai… io sono FIDANZATA, non posso mica abbandonarlo”.
    E sai cosa succede? Che in quei momenti io mi sento enormemente, fottutamente, tremendamente libera. Libera davvero, intendo. E ringrazio il cielo (o chi per lui) di non avere una stabilità emotiva.
    Per mia madre arrivò a 40 anni. Ho ancora circa 17 anni davanti 😉

    1. Io sono già partita! 😉 C’è un mondo al di fuori che loro non vedranno mai, ci sono tanti altri coglioni che loro non conosceranno mai, ci sono lingue che loro non sapranno parlare mai e c’è quella nostalgia di casa che loro non immagineranno mai. 😀 C’è il bello ed il brutto come ogni cosa, ma è bello sentirsi LIBERE, libere davvero, come intendi tu! In bocca al lupo. :

  13. E chi è sposato consiglia di non sposarsi mai, e chi non è sposato un pensierino glielo fa comunque..
    Eddai, come si fa?
    Il matrimonio non è al passo coi tempi, dovrebbe esserci altro che non so nemmeno io bene cosa sia, forse le generazioni future, sti benedetti figli di sposati pentiti, sapranno trovare la cosa giusta.
    Io, adesso, ho bisogno d’Amicizia.
    Penso di averla trovata solo un paio di volte nella vita, è ancora più rara dell’amore.

  14. E’ un po’ imbarazzante scrivere questo messaggio di risposta, forse perché di solito tenderei a passare alla notizia successiva, forse perché sono capitato in questa pagina per caso e quindi non mi sento “di casa”, libero di fare come quando si conversa con un vecchio amico, o forse perché intimamente esprimendo la mia opinione forse andrò contro quella di qualcun altro. Però vale la pena tentare, facendolo il più educatamente possibile, ma con la determinazione che mi scatta dentro quando si parla di quelle due o tre cose che veramente mi stanno a cuore. E l’amore è una di queste.

    Mi è piaciuto il post: bella la forma, piacevole lo stile, sottile l’ironia. Ma ciò che veramente mi ha colpito è stata quella nudità di sentimenti appena cinti da un velo di malinconia. Perché tra le righe, tra le battute, tra le affermazioni (da me) magari non condivise, ho intuito sincerità. E stanchezza. Sincerità nel descrivere una situazione sin troppo diffusa tra noi trentenni, e stanchezza per quei rituali narcotizzanti che la società ci propina perché ci vuole deboli. Patologicamente deboli e soli. Maledettamente soli in una condizione che dura e perdura, che vorremmo vincere e che invece ci vince, giorno dopo giorno, cocktail dopo cocktail, di sballo in sballo, di cotta in cotta e di delusione. Punto. Che la delusione poi viene sempre sola per poi lasciarci anche lei, per lasciarci, se possibile, ancor più soli.

    Ma poi c’è l’amore, quella meta a cui tutti, più o meno consciamente, aspiriamo. Ci proviamo a raggiungerlo, e lo facciamo con tutte le nostre forze, usando tutti i trucchi che questo Mondo ci insegna. E allora via di palestra per diventar ciò che vorremmo, via di trucchi e vestiti per mascherar ciò che siamo, via di sostanze per non vedere gli altri quali realmente sono. E poi ancora sostanze per nasconderci l’ennesimo fallimento. Ma il fatto è che questi son proprio i trucchi che il Mondo, che ci vuole eterni single, usa per incantarci, per distrarci da quella Meta che tutti agogniamo.

    L’amore c’è, c’è veramente ed è alla portata di tutti noi. Non esiste il cromosoma Love che “o ce l’hai o sei fottuto a vita”, e non esiste la sfortuna di aver avuto dei genitori che avendoci poco amato, ci hanno precluso dalla possibilità di amare. L’amore è dentro tutti noi, proprio qui, proprio ora! Ma va studiato questo amore, va imparato da chi prima di noi “ha molto amato” e per amore ha molto sofferto. Ed ecco il punto: la sofferenza. Ovvero la capacità di donarsi per chi amiamo, per l’amato, e farlo in modo gratuito, senza attenderci nulla in cambio. Dando tutto, senza pretendere nulla.

    Come pensiamo di poter “aver successo” in amore senza sacrificio? E qui non parlo del sacrificio profondamente estetico che il (maledetto) romanticismo ci ha instillato nei cuori in lustri di romanzi tragici e canzoni melense. No, parlo del sacrificio concreto di rinunciare a nutrire quel mostro che è il nostro ego, che più imbocchiamo e più ci divora, di quell’ombra egoista che ci portiamo dentro che ci vuole tutti per lei, che ci insegna “che bastiamo a noi stessi”, che veniamo prima noi e poi gli altri (compreso, e forse soprattutto, l’amato), “che chi fa da sé fa per tre”, che “prima riempiamoci la pancia e poi, forse, viene il prossimo”. L’ego esalta l’autosufficiente perché è solo e chi è solo si conquista più facilmente (Roma docet), mentre odia il bisognoso, e lo teme, perché chi ha bisogno e con sincerità cerca l’altro, crea il terreno fertile per l’amore. Che quando arriva come dono gratuito, crea legami fortissimi, indistruttibili, che spaventano questo Mondo.

    Quante IO ho detto in passato: “IO ho bisogno del MIO spazio”, “IO sto con i MIEI amici”, “IO ho le MIE abitudini”, “tu non capisci il MIO punto di vista”… Quanta autoreferenzialità nei nostri discorsi… Tutto gira intorno a noi, tutto si deve piegare ai nostri bisogni. E l’ironia della sorte sta proprio nel fatto che proprio nel nostro essere bisognosi sta il principio e il fine ultimo, la nostra Meta. Basterebbe così poco! Basterebbe riconoscersi bisognosi per scoprire che è la condizione maestra per essere amati, e annullarsi nei bisogni dell’amato per incamminarsi in quella che è la strada che porta a vivere l’amore.

    1. Molto nobile. Quante volte avrò scritto parole simili. Ma adesso sono amata più di quanto ami.. e ho finito le parole. E le certezze. E non è abbastanza se non posso contraccambiare. Tutto sta nel far vivere il sogno nella vita reale.. Ma devono incastrarsi tempi e modi dei due.. : ecco il mio problema. La disponibilità c’è..

    2. Non so. A me pare che la società ci voglia accoppiati. Mi pare che ci siano persone più predisposte e altre che lo sono meno. Mi pare che coltivare il proprio ego diventi necessario quando non scegli di subappaltare a un partner questo compito.
      Però su una cosa forse sono d’accordo. Sull’idea che bastare a se stessi possa essere un’illusione sul lungo periodo.
      Ma a volte, per brevi tratti, io credo possa succedere.
      ciao
      v

  15. mmmmm come sai sono sposatissima e in procinto di festeggiare pure il venticinquesimo… ma il mio mezzo, la mia metà, chiamalo come vuoi non ha il sacro fuoco dentro per cui non mi ha mai chiesto di sposarlo. Anzi una volta che, dopo aver comprato la casa, i mobili ecc… ho chiesto quale data avremmo fissato secondo lui, mi ha lasciata a piedi vicino a un passaggio a livello. Lo stesso che quando ho chiesto come festeggiamo il venticinquesimo con aria non offensiva ma perplessa mi dice ma cosa vuoi i fuochi artificiali?? (ma poi ora si fa la minicrocerina…) Il matrimonio è ancora il matrimonio e io ci credo. Ma è una faccenda complicata, molto… e non si vive felici e contenti per sempre. Si vive. A volte felici altre no….

  16. A me le proposte in ginocchio mi hanno sempre fatto rabbrividire: ho sempre pensato che, se uno vuole mettere nero su bianco una vita insieme, se ne può anche parlare senza farlo diventare una buffonata. Quando decidi di firmare un mutuo trentennale mica lo fai davanti a un quartetto d’archi?

    Per quanto mi riguarda, “la proposta” è arrivata una sera in cui eravamo al nostro cinese zozzo.
    Io “ma secondo te dovremmo sposarci?”
    lui “prima o poi è inevitabile”

  17. E’ vero, essere da soli è più facile, ma la crescita individuale è solo un aspetto della vita. Ci sono dinamiche e situazioni che si sperimentano solo in coppia, è una crescita tale e quale a quella da single. Dovresti capire dove e come è il tuo blocco e lavorarci su. Non devi aver paura delle botte che si prendono, fanno male ma fanno parte della crescita di cui sopra. E se mai cominci (o ricominci), mai cresci sotto questi aspetti.

    1. ma non è che ho paura delle botte. non ne ho avuta mai.
      semplicemente, devo pensare che valga la pena provare. e semplicemente non ho voglia di iniziare relazioni velleitarie clamorosamente sbagliate in partenza…

  18. “E m’è parso di capire che la maturità arrivi nel momento in cui accettiamo quelli che siamo, senza pretendere necessariamente di cambiarci, di aderire a ciò che vorremmo ma non possiamo essere, perché esserlo non è nella nostra natura.

    E ho pensato che è importante distinguere ciò che davvero vogliamo da ciò che crediamo di volere”

    Ecco tesoro, in queste poche righe c’è la sintesi della tua maturità e della tua intelligenza emotiva. L’importante è che non ti raccatti il primo che ti apparirà papabile o non appartenente in toto alla categoria degli impresentabili. Perché la cosa più sbagliata e devastante è andare a convivere o peggio sposarsi perché vedi tutti gli altri farlo. E’ un danno che anch’io mi sono auto inflitta ed ero ben più giovane di te. Tornassi indietro (dio che frase da mamma-nonna-zia…) col cacchio che mi sposerei. Eppure io e le mie amiche l’abbiamo fatto TUTTE, indistintamente, nel giro di un paio di anni e siamo tutte o felicemente divorziate o infelicemente ancora accasate, o single di ri-ri-ritorno, che non è malaccio come status.

    Se ti sposi col primo cristo pseudo presentabile giuro che arrivo al tuo matrimonio con uno di quei vestiti di rayon color pervinca o peppapig da damigella americana, e ubriaca, e con un cappello adorno di uccelli, funghi e fiori. Sono certa che qualcuno chiamerà il 118 per un tso, così magari intanto ci rifletti.

    1. ahhahahahahaha no zia, non c’è pericolo.
      io non credo al momento che mi sposerò. o per lo meno, devo ancora capire con che tipologia d’uomo 🙂
      però ti prego di venire lo stesso vestita così alla cerimonia! ti imploro!
      lovviu
      v

      1. Contaci teso’, ma avvertimi con largo anticipo perché un vestito così devo cercarlo con cura, e pure il bouquet di fiori rigorosamente finti da allacciare al polso. Lovviu tu!

  19. non ho resistito. proprio ieri, alla partenza del girone di confidenze, mi sono girata verso la malcapitata curiosa e le ho detto: “ma perché non ti fai i cazzi tuoi?”. Aaaah che liberazione.

  20. il nostro eterno dilemma…crescere e diventare forti e autonome per non dipendere da nessuno, e sentire quel vuoto che non riesci a colmare se non con l’amore..che poi è quello che ci fa più male e distrugge tutta la stabilità e la forza che abbiamo costruito con fatica…ma sembra quasi che sia ovvio che debba esserci…e se non c’è…quella poltroncina vuota continua a stonare…

  21. Comunque fra una ventina d’anni un buon 50% di quelle di cui parli potranno raccontare gli aneddoti di come è finito il loro matrimonio….

  22. Un mio alunno settimana scorsa ha definito la dittatura “Quando sei sotto il controllo di qualcuno”. Gli ho detto: “No, quello è il matrimonio.” Ma darei tutto Shakespeare per quella schiena calda vicina sotto le coperte.

  23. scrivi sempre bene, e riesci a descrivere con pochi tratti a forma di parole le situazione più realistiche e vicine alle nostre vite. Ho sempre letto frammenti di specchi nei tuoi post, in cui osservare emozionato parti di me stesso che non ero ancora riuscito a distinguere. Ed oggi il tuo discorso sui limiti mi ha emozionato tantissimo. Ho sempre creduto che una relazione fosse un limite, un muro costruito intorno alla follia dilagante della vita, ma poi ho scopertol’Amore e tutto ha assunto un valore diverso. Le mie giornate erano fate solo di whatapp, aperitivi, corse al parco, viaggi impossibili, orari d’ufficio prossimi allo schiavismo ed un voglia di vivere milano quanto i quattro long island che mi facevano da virgilio nelle mie serate con gli amici. I risvegli avevano tutti il sapore di caffe e malboro light, mentre nelle mie cuffie giravano senza dignità Lo-Stato-Sociale e gli Electric Six, con buona pace de I Cani e i Mando Diao. Poi tutto è andato al rallenty, e quello che finiva per essere una costrizione è diventato naturale come andare in bici senza rotelle o collezionare i masters of universe. Tutto ha assunto il sapore di semplice ed ovvio restando emozionante e magico, come quando finisci per trovare buono un cibo che da piccolo odiavi, o come quando ascolti un pezzo odiandolo e poi capisci che ne diventerai tossico. Poi tutto è diventato come un film di Rob Reiner, i viaggi all’improvviso con lei, lo scherzare per ore senza smettere di sorridere mai, le intese nella folla, la mancanza di urla che la distingue da tutte le altre relazioni, il convivere, la casa più grande, la casa in ordine, la riscoperta della cena a casa, la riscoperta del mercato, il profumo delle mattine insieme, le notti a ridere tra promesse di mai più alcol mentre si rimette la vita nella porcellana in due, i compleanni a sorpresa, le sigarette condivise e poi… una sveglia alle 4,30 del mattino d’improvviso, una valigia fatta di corsa tra i dubbi ed i sorrisi di lei, un arrivo in filata a pergamo mentre lei scopriva Parigi come destinazione improvvisa, l’arrivo nella campagna francese il noleggio dell’auto come nuova sorpresa, un viaggio in due nelle stradine a limitare di Parigi, il traffico senza noia di Parigi, un navigatore che racconta le indicazioni senza dire la meta finale, l’arrivo in sorpresa alla torre eiffel, tre rose bianche per la mia mia lei, una cena notturna sulla torre, troppi scalini da salire di corsa in due, io che le chiedo di chiudere gli occhi per il regalo di compleanno, e lei nella folla sorridente, li apre ed il resto sono lacrime mentre io sono in ginocchio, mentre io ho un anello su cui ho investito i risparmi, mentre io pronuncio le parole “vuoi sposarmi fino alla fine del mondo?”, mentre io ho un dito medio alzato ai tradimenti, alle solitudini, ai dolori che spezzano e quella ora la mia descrizione di felicità. cara vagina, il matrimonio è un bellissima fiaba che si avvera quando smetti di crederci…

    1. Ma dio, sembra la trama di un libro di fabio volo, più falsa di una moneta da tre euro.La tour eiffel, pure!
      Unica nota di merito i Mando Diao, da quanto non li sentivo. Grazie!

  24. Cara,
    (Volevo scrivere cara vagina… ma… mi suona strano)

    io non ti conosco bene. Ti leggo sporadicamente e trovo che sotto al tuo stile spregiudicato c’è una delicatissima anima che come tutti fa fatica a vivere e cerca tra tutto quello che conosce una dolce riva su cui appoggiare la sua prua.
    E se la tua riva si trovasse in un luogo che non hai mai esplorato? La coppia, il matrimonio, le amicizie gay… non sono una meta… Non c’è in queste cose una stabilità appagante. Sono tutti meravigliosi sostegni temporanei. Caldissimi nidi in cui riposare per qualche tempo e quando ci stai dentro devi dimenticarti del tempo. Ristora e ristorati totalmente per riprendere il tuo viaggio con amore e senza legami. Torna a prendere il vento in faccia tutte le volte che sentirai il richiamo della tua natura. Le riunioni tra ammogliati e tra singol sono solo luoghi in cui farsi forza, in cui ci si inganna e ci si assolve dal non avere il coraggio di prendere il vento in faccia.
    Buon vento cara, coltiva il tuo coraggio… e… buon vento…

  25. Secondo me hai solo bisogno di una cura a base di cazzo!

    Che poi non è che uno se ne esce con un commento così senza basi a supporto eh, io ciò le prove 😀

    Guarda in questa immagine tra alimentazione e sonno cosa c’è.

    P.S. visto che faccio volontariato potrei anche aiutarti, mi interessano i benefit ma per essere fan è ancora troppo presto, ho scoperto da poco questo blog.

  26. “ogni volta questo tremendo cameratismo femminile mi fa sempre sognare di essere uomo, di solidalizzare bevendo birra e ruttando liberamente, piuttosto che denudando pezzi di anima così, alla mercé di semi-estranee”

    Vero. E poi devi adeguarti a quello che si aspettano di sentire loro, guai a esprimere quello che pensi davvero se non rientra nei loro canoni di vita ideale, altrimenti altro che cameratismo femminile… ti ritrovi nella fossa dei serpenti! Quanto odio queste situazioni.
    Comunque, bravissima!

  27. Anche io lo penso, che questo Super Io assordante che ho dentro non è quello che davvero quello che voglio ma quello che mi sono abituata di credere di volere ma poi lui arriva (il Super Io che manco superman) e si impossessa di me all’improvviso e d’un tratto il non performante che rappresento mi annienta. A volte mi chiedo a cosa serva un’istruzione elevata, indipendenza a piene mani, viaggi, amici, autocritica kafkiana, autocoscienza infarcita da psicanalisi da supermercato da paghi 1 e porti via 2, una capacità di andare oltre che manco uno sherpa se poi basta un momento di rilassamento e mi ritrovo come a 15 anni, piegata. Francamente la mia me mi annoia così tanto che se potessi prenderla pugni lo farei volentieri.

Parla con Vagina, Vagina risponde

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