Facce da Blogger

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Una volta un tipo con cui sono uscita a bere vino bianco fermo mi ha detto: “No dai, non dirmi che sei una cazzo di blogger!”.

Mi ha fatta riflettere, la cosa. Mi ha fatto pensare che forse esiste una categoria sociologica specifica nella quale inserire tutte le persone che, a vario titolo e con diverse ragioni, decidono di scrivere un blog. Come se ci rientrassero tutte, indifferentemente, sotto quell’enorme cappello concettuale: da quello che scrive di politica, a quello che scrive di sport, a quello che fa satira, a quella che parla di smalti, a quella che scrive di moda, a quella che parla di maternità, a quella che parla di viaggi, a quello che parla di libri e cinema e musica, a quello che parla di fumetti, a quella che parla di cucina, a quella che parla di cazzi. E, a tal proposito, io ero una cazzo di blogger?

Di fatto: non avevo un Mac, non avevo un iPhone, non usavo smalti Chanel, non fotografavo macarons e i cupcakes mi facevano cacare.  Non immortalavo piatti grandi quanto un sombrero, con al centro un tortello ripieno di caviale di struzzo in salsa di basilico e zucca, spolverato di tartufo bianco. Non avevo amici hipster con la barba lunga e gli occhiali con le lenti rotonde (perché i miei amici hanno ancora le lenti rettangolari e da poco sono usciti dal tunnel della doppia stanghetta da ingegnere, a onor del vero, e dio li benedica per questo). Non facevo favolosi viaggi esotici, non passavo tutti i weekend in agriturismi con piscina affacciata sull’Appennino umbroemiliano, non possedevo borse care quanto un trimestre del mio lavoro. Non facevo dolcetti e non consigliavo ricette, giacché le mie doti culinarie avevano trovato la loro massima espressione nella quiche con la pasta pronta Buitoni e l’ultima volta che avevo fatto un tiramisù avevo visto i savoiardi galleggiare alla deriva nel mascarpone. Non pubblicavo tutorial su come fare degli smokey eyes un po’ nude, mettendo il primer, un trucco veloce, per quando avete solo 57 minuti di tempo da dedicare al makeup. Non mi sentivo Lady Gaga solo per qualche migliaio di follower. Non andavo in giro con magliette con su scritto che ero il brand di me stessa. Non avevo il tempo di presenziare a tutti gli eventi mondani, o a tutte le mostre, o a tutti i concerti in area vip. Non avevo una reflex. Non instagrammavo disegnini da 14enne su fogliettini con cuoricini e fiorellini. Non avevo un carlino o un bulldog francese. Non avevo nemmeno un tatuaggetto in francese, in effetti. Insomma, mi mancavano un sacco di cose, per definirmi “una cazzo di blogger”. E molte di esse, ad oggi, mi mancano ancora (per fortuna).

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Eppure una blogger lo sono, ce lo so.  Così mi è venuto in mente che i blogger non sono solo e soltanto quanto testé elencato. Che spesso sopra quello (o al posto di quello) c’è dell’altro. E se vero è che siamo talvolta esibizionisti, se vero è che ci scompensiamo se non abbiamo il telefono o il computer a portata di pollice opponibile, se vero è che non sappiamo campare più a lungo di 3 giorni senza scattarci e pubblicare un selfie su tutti i social (nei miei periodi bui sono arrivata a pubblicarli anche su Pinterest), se vero è che abbiamo la sindrome della condivisione, se è vero tutto questo, c’è comunque dell’altro.

Per esempio che abbiamo una passione che (per qualche gioiosa o nefasta ragione) ci induce a condividere pensieri, consigli, recensioni, storie.

Per esempio che a volte non dormiamo la notte, per scrivere e per lavorare al blog.

Per esempio che osserviamo e ascoltiamo ciò che ci circonda, che rubiamo quanti più stimoli possibile alla realtà e li riproponiamo, poi, rielaborati attraverso il nostro caleidoscopio personale.

Per esempio che siamo soddisfatti quando riusciamo a stimolare una risata, una riflessione, una conversazione.

Per esempio che siamo felici quando percepiamo l’affetto di chi ci legge da anni.

Per esempio che spesso dalle tastiere si passa a un aperitivo, durante il quale si creano amicizie, oppure sodalizi, oppure affinità, oppure progetti, oppure idee, oppure sfide, oppure entusiasmi. Oppure tutte queste cose insieme.

Per esempio che grazie ai blog finiamo col conoscere tante persone che probabilmente non conosceremmo altrimenti. Alcune strane. Quasi tutte interessanti.

Per esempio che amiamo quello che facciamo. E che fare qualcosa per amore, tutto sommato, non è sbagliato mai (e dopo questa posso anche andare ad avvelenarmi con il Wc-net).

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E io credo che sia questo ciò che Elena Datrino ha deciso di raccontare nella sua mostra Facce da Blogger, esposta dal 30 gennaio al 15 febbraio a Roma, presso la Galleria Vittoria, a cura di Tiziano M. Todi. Sono 30 i ritratti fotografici che saranno messi in vendita e il 10% del ricavato sarà devoluto a Europa Donna Italia, un’associazione che rappresenta i diritti delle donne nella prevenzione del tumore al seno nelle Istituzioni Pubbliche Nazionali e Internazionali.

E, se non fosse ormai chiaro, una di quelle 30 facce è la mia.

Così ho voluto chiedere ad Elena, che ci aveva conosciuti e fotografati tutti, cos’è secondo lei un blogger:

“Il Blogger è un pescatore che cattura i sogni e li restituisce sotto forma di parole”, mi ha risposto lei.

E per la sua straordinaria sintesi, la ringrazio. Per quella e per il bel pomeriggio di dicembre passato nel suo studio, durante il quale io facevo espressioni da deficiente e lei mi fotografava.

Mentre nell’aria suonavano i Doors. E due favolosi gatti persiani esotici se ne andavano a spasso, placidi.

 

 

Info Riassuntive: 

Inaugurazione: Venerdì 30 gennaio 2015 alle ore 18.00

Durata: 30 gennaio – 15 febbraio 2015

Presso: Galleria Vittoria – Via Margutta, 103 – Tel. 06.36001878

A cura di: Tiziano M. Todi

Orario galleria: lunedì / venerdì 15,00-19,00 – fuori orario su appuntamento

http://www.galleriavittoria.cominfo@galleriavittoria.coom

117 thoughts on “Facce da Blogger

  1. Progetto interessante. Ottima analisi del blogger! Io scrivo il blog da soli sei mesi, eppure la passione e l’amore che ci metto sono davvero tanti.. Anche se no, non sto sveglia di notte per lavorarci su, non ce la farei… E infine sì, le soddisfazioni sono davvero molte. Nice pics V.
    A presto 🙂

  2. Mah… ecco io non sono una blogger… uso il blog per sfogare la mia voglia di parole.
    Ai tempi miei c’era il diario. Qui è più bello, qualcuno ti legge… Scrivo da dieci anni sul blog… non sono hypster, qualsiasi cosa questo voglia dire davvero, la mia figliola dice che ho gli occhiali da hypster… che ne so… Io asul blog ci ho fatto un progetto, 10 anni fa che ho discusso con un relatore perplesso… che or ami dice eh…. ci hai beccato su questa cosa sai?

  3. Beh che sollievo che non sono una cazzo di blogger! E non perché non mi legge quasi nessuno, cioè non solo: sostanzialmente io lo uso come un diario, come uno di quelli col lucchetto finto metallo, che nascondevo e poi perdevo, perché nascosto davvero troppo bene. Ora che è in cloud, non me lo perdo più!

      1. Nel mio caso poi ha anche funzione terapeutica, anche se la mia psycho è scettica. Ma si sa: la psicologia non è una scienza esatta 🙂

  4. il problema è che quando inizi a scrivere non ti fermi più. La mente lavora incessantemente e spesso molte cose ti sfuggono tra le dita prima che riesci a dargli forma scritta. Bellissima immagine di noi blogger. Complimenti!
    Mi spiace solo di non riuscire a venire a vedervi.

  5. Ah ma allora ti spettini anche tu! 😀
    Scherzi a parte: ottimo pezzo, ottime foto, ottima tu! La cosa figa è che sei riuscita a mettere in pixel tutto quello che la maggior parte di noi pensa, ma non dice quasi mai.
    Quindi, grazie Vagy 🙂

  6. Io ho scoperto te e il tuo essere una cazzo di blogger un’estate di un paio di anni fa ormai, e da allora ti sono fedele come il carlino che non hai ;)))
    Sei una forza, ti adoro!! Smack! :*

  7. Ho avuto una vita da blogger anche io..e si, si faceva tutto per ammmmore come dici tu! Ci sono però blogger speciali, che non ruberanno i sogni, ma attivano quelle due cellule piramidali rimaste, con una risata rubata o un “ma che cazzo” strappato. Grazie Vagì..sei unica.

  8. Pensa, io non rientro in nessuna delle categorie elencate ed il mio blog compirà 9 anni a marzo: praticamente è in quarta elementare!
    Ha attraversato fasi diverse ed ha perso la funzione iniziale, ma non ce la farei mai a chiuderlo. Per anni gli ho dedicato molto tempo, anche per curare le relazioni (leggere blog selezionati con attenzione e lasciare commenti sensati) ed ho conosciuto alcune persone anche nella vita reale. Ci sono stati scontri, amicizie, addì anche “fisici” purtroppo…
    È un modo per fermare i pensieri, per fare ordine nel caos interiore, a volte. Per raccontare qualcosa che pensiamo possa interessare, condividere un’esperienza o lanciare un messaggio in bottiglia che, forse, nessuno leggerà mai.
    Per fortuna ci sono blog come il tuo, che mi fanno tornare ogni volta e mi convincono che, si: blogger è bello.
    P.S.
    Bellissime le foto!

  9. Sai, pensavo proprio a quello che descrivi tu nella prima parte del post. E ci ridevo su. Molti dei blog che leggiucchio qui e là, sono così, costruiti. La borsa, la reflex, la foto studiata fino a realizzare un prodotto standard (basta fare un giro su alcuni blog beauty inglesi, sono dei format) con poco cuore e molta estetica. E piano piano, anche chi scrive si differenzia/separa da te. Se prima leggevi quel blog perchè era come farti una chiacchiera con un’amica, o sentire uno sfogo di una come te, ora sono come consultare la pagina on line di un magazine patinato.
    Sempre la stessa dinamica: blogger upgradata a lifestylist e tu, minchietta qualsiasi, perché non vivi a milano, non hai un mac store a portata di mano, i tuoi trucchi sono fascia medio-bassa e per acquistarne devi fare le tabelle pivot su excell, non hai una vita amorosa avventurosa e non vai a non sei stata fulminata sulla via di damasco dal running.
    Il mondo del blogging è diventato molto particolare, il più delle volte mi pare di spiare le fighe della scuola e di stare lì, come ai tempi del liceo, a guardarle a distanza…

      1. Beh, mi fa piacere. Mi sento un poco meno scema. Ma mi chiedo, anzi ti chiedo, questo atteggiamento si manifesta anche nei confronti delle altre blogger? Cioè, hai mai incontrato un branco o una di queste figoblogger? Come si sono comportate?:D

  10. Brava, brava, brava, brava. Chi tiene un blog prima di tutto tiene AL blog, scrive per se stesso, poi per gli altri, ed é vero, spesso si creano delle bellissime amicizie virtuali che diventano reali, e l’ho provato sulla mia pelle!
    Non avrei mai saputo sintetizzare cosí bene come te. Quindi brava. E bella!!!

  11. Dove sono? Cos’è successo? Chi sei tu? Mi sono perso……. dov’è la pagina viola? E’ come quando ritorni a casa e la tua vecchia cameretta si è trasformata in uno studio……..
    Io mi sento nella categoria dei blogger stalker o blogger cuculo, mi annido nei blog altrui. Oppure topo blogger, rovisto nella pattumiera degli altri……..

  12. Che bello. Mi riconosco nella tua descrizione, anche perché non ho una reflex, non vado matto per i macarones (credo di averne mangiato uno solo in vita mia) e non ho fatto nessuna delle cose che elenchi.

    Ma mi piace raccontare storie – anche se nel mio caso non sono affatto sogni trasformati in parole, oddio.

    Io dico che bisogna un po’ sostenerci tutti. Riflettevo proprio ieri che sui social vedo che le persone condividono solo i post delle redazioni, o al massimo i blogger più famosi. Ed è un peccato, perché delle volte ci sono delle piccole perle di blogghini sconosciuti che non hanno la visibilità che meriterebbero. Eppure anche loro stanno svegli di notte per scrivere, da anni, e nessuno li paga.

    Sosteniamoci, dai. Non tiriamocela. Inseriamolo sto cazzo di blogroll, facciamo un po’ di spam di altri blog, ogni tanto.

    1. io non condivido più i post di altri blog perché non ho il tempo nemmeno per espletare i miei bisogni fisiologici (come il mio rispondere ai commenti all’1.30 di lunedì sera dimostra), quindi non leggo più molto.
      e mi manca. perché quando avevo il tempo di bazzicare, lo facevo con piacere.

  13. Con la parola “Blogger” è facile riempirsi la bocca, si sono inventati così tante motivazioni/spiegazione da snaturarne il significato.
    Inutile farsi tante pippe mentali. Gli altri parlino, noi…blogghiamo.
    E basta.

  14. Geena, ma tutti tu li incontri quelli simpatici come un gatto attaccato ai maroni? D’emblèe a quello là gli avrei risposto… “e tu sarai mica un cazzo di prevenuto?”
    Un blog è un diario in forma pubblica e sinceramente quelli che hai descritto prima mi sembrano soggetti autoreferenziali molto chiacchiere e distintivi, ma c’è anche chi, come te, sa fare riflettere tutti noi sul mondo che ci circonda da angolazioni particolari. Io (per ora) seguo solo tre blog; Il tuo, quello di Senzavatar e quello ormai fermo delle Biondaggini di Anna (blogger ora mamma a tempo pieno), siete persone che meritano di essere seguite. Ci saranno altre centinaia di blog assolutamente splendidi, ma non li ho ancora incontrati durante la navigazione.
    Elena D’Atrino è molto brava è ti ha ben fotografato ed ha sintetizzato divinamente il modo di essere blogger. Standing ovation per Geena (62 minuti di applausi!!!) 😀 😀 😀

  15. Facce da blogger, facce da hipster de noantri, facce da quarto bicchierone di dolcetto a stomaco vuoto, facce di lettori, facce di compilatori di diari, bozze, scontrini, carta igienica. Quello che all’inchiostro manca, ce lo mette una macchina fotografica.

  16. C’è chi si esprime meglio con la scrittura che con le parole… Io ho il mio “diario” da anni, ho cambiato spesso copertina, ma non manca mai 🙂
    Grazie per la dritta sulla mostra, sono curiosa, sicuramente andrò 🙂

  17. Ma che bello!
    Come hai fatto a leggermi nel pensiero?
    Hai espresso tutto quello che penso ma molto meglio di me.
    Adoro quello che faccio, mi piace mettermi in gioco e creare cose nuove, lo faccio di notte sottraendo tempo al mio sonno e ne sono felice anche se mi stanno venendo le occhiaie ma ne vale la pena.
    Ho cominciato da poco, giusto un paio di anni o poco più ma è una passione ed alle passioni non si comanda.
    Ciao
    Norma

  18. Sei una cazzo di blogger. Per fortuna non sono tutti hipster, o le due sorelle della balera dell’Ortica ora sarebbero ai vertici della BCE, per fortuna non vivono tutti di duckface oppure io sarei già ar gabbio per strage, per fortuna spesso scrivi della cazzate immonde, seguite da post che mi fanno continuare a seguirti, perchè se fossi perfetta saresti odiosa come un Facci che vince al superenalotto.
    Mi sei piaciuta a questo giro. E il post fa un po’ cacare, ma quel cacare alla Luchino Visconti.

      1. Ma no che non è un po’ troppo magrolina! Però mò fermati tesò, che non è poi vero fino in fondo ciò che diceva la Coco:
        “o la faccia o il culo”. Sei bellissima.

  19. Sei veramente gnoccherrima tesoro. E spiritosa. E intelligente. E piena di vita.
    E hai la maglia uguale alla mia, il che mi impone una riflessione. Forse è il caso che io mi vesta un po’ più da sciura della mia età. 😦

      1. Uh no teso’! La mia è solo una maglia in puro pizzo sintetico comprata all’outlet Intimissimi! 😄 Aaazz, questi pizzi esssclusifi! 😉Comunque sono io quella fuori range, anyway. Ti lovvo un sacco.

  20. Mai fermarsi all’apparenza! Mai! anche dietro ad uno scatto fotografico, a ciò che ammiriamo, c’è il sapiente lavoro di un fotografo che sceglie il momento, il profilo, il taglio, etc etc .. :-)… deformazione (ex) professionale, un po’ la mia.. mi visto che parli di mostra fotografica non potevo fare altrimenti! Complimenti per il tuo blog! ho letto un po’ di qua e di la.. sono timida, da sempre, a commentare qualsiasi cosa, a meno che non sia fatta giusto face to face con me stessa. Ma ci sto lavorando. :-).. Credo che non esistano facce da blogger; né da preti; né da prof ma si tende a catalogare qualsiasi cosa di default (per genetica, per carattere, necessità o altro..). E credo che scrivere sia per molti una necessità. E una passione, già. Ah, se fossi un fotografo sarei indubbiamente un ritrattista. Un saluto! ciao!

  21. Cara Vagina,
    se il grande cappello concettuale sotto il quale ci annidiamo esistesse davvero (e forse esiste), sarebbe un copricapo vintage (vedi il mestiere di raccontare) ma ancora tremendamente alla moda, capace di stuzzicare, anche in malo modo, le menti altrui al punto da essere considerati dei “cazzo di blogger”.
    E comunque al prossimo tipo rispondi che non hai bisogno di cappelli, che la tua è una faccia troppo figa per essere decorata.

  22. Amen sorella. E comunque quando passi per l’Emilia Romagna pretendo di conoscerti davanti a un cocktail, che poi magari ci stiamo sui coglioni eh, oppure diventeremo amiche e ti aiuterò col cambio di stagione 😀

  23. Sull’elenco delle cose che mi mancano per essere “una cazzo di blogger” sono IDENTICA a te. Io però ho una mancanza in più: non sono granchè brava a scrivere!!! Fra me e me faccio anche dei gran discorsi (grandi = lunghi e intrecciati), ma se provo a scriverli sul blog, puffff nada de nada!
    E poi sono una di quelle follower che legge tanto e non commenta MAI, ma sappi che ti seguo assiduamente 😀
    Belle foto! Mi piacerebbe visitare la mostra ma sono troppo lontana 😦

    1. ma magari si sposterà la mostra 😉
      tu comunque scrivi. non importa se bene o male. esprimi. e se non è la parola prova con altro.
      l’esigenza ce l’hai, basta trovare lo strumento per appagarla.
      grazie e un abbraccio
      v

Parla con Vagina, Vagina risponde

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