Etologia degli Antiabortisti

Giuro che non volevo scrivere un pezzo su questo tema. Non volevo, perché mi andava, piuttosto, di dedicarmi a qualche minchiata naif tipo “10 consigli per dividere il cesso con un uomo e non odiarlo“. Non volevo, perché fondamentalmente sono un’illusa e pensavo che nel 2018 non fosse necessario rimettere nero su bianco una lunga serie di ovvietà. Purtroppo, però, martedì ho avuto l’infausta idea di commentare sulla mia pagina Facebook la ripugnante campagna di CitizenGo contro l’aborto (sì, mi riferisco a quell’affissione che indicava l’interruzione di gravidanza come prima causa di femminicidio al mondo, facendo un minestrone di stronzate che neppure 4 salti in padella). A seguire, ho dovuto leggere centinaia di commenti, molti dei quali raccapriccianti. Così ho deciso di avventurarmi in una dettagliata Etologia degli Antiabortisti (perché essi sono ovunque, e sono intorno a noi, e dobbiamo imparare a riconoscerli), basandomi sui tipi umani che sono venuti a dibattere sul mio profilo, significativo campione della regressione culturale che è, ahinoi, la cifra del nostro tempo.

Prima di entrare nel vivo del discorso, però, ci sono tre premesse che vorrei fare. La prima è che dovreste documentarvi su cosa sia CitizenGo: un’associazione ultracattolica reazionaria di stampo fascista; qui trovate il pezzo di Vice, ma se capite lo spagnolo potete documentarvi su altre fonti come questa, oppure questa, oppure questa (ringrazio Maria Nardelli, che me le ha segnalate). La seconda premessa è che questo post urterà la sensibilità di molti (persino di alcuni favorevoli all’aborto) perché è scritto di pancia ed è intriso di provocazioni. Se non siete sufficientemente elastici, se siete troppo politicamente corretti e se non vi girano MAI le palle, ve ne sconsiglio la lettura. Terza e ultima premessa: rispetto la libertà d’espressione nella misura in cui esprime idee e concetti intelligenti ed evolutivi, non necessariamente coincidenti con i miei; mi confronto quotidianamente con opinioni diverse dalle mie, le accolgo, le rispetto e spesso mi aiutano a raffinare le mie posizioni. Le stronzate, però, no. Quelle non ce la faccio. Quindi ditemi pure che sono incoerente, contraddittoria, totalitaria, radical-stocazzo e tutto quello che vi pare. Pure Adolf Hitler aveva delle opinioni, se è per questo, e non è che la libertà d’espressione sia un cappello concettuale sotto il quale scaricare la più putrescente stupidità, o grettezza oscurantista, o ignoranza folcloristica. Chiarito tutto ciò, ora veniamo alla preannunciata Etologia degli Antiabortisti.

1. Antiabortista Fondamentalista 

È quello che non vuole sentire ragioni: l’aborto è un delitto, punto e basta. Un omicidio a pieno titolo, reso legale dall’infame legge 194. Mi piace pensare che questo genere di antiabortista che ha così a cuore la vita e il benessere di un embrione umano, non strappi le margherite dai prati (pure quella è vita), non possieda giubbotti in vera piuma d’oca (perché non è molto cortese spennare brutalmente le povere oche per il nostro comfort) e naturalmente che non mangi la pancetta (non è bello quello che fanno ai maiali quando li ammazzano eh, quelli piangono, pure se sono suini che vivono nel letame, i maiali capiscono che stanno per morire malamente e si disperano, prima della mattanza; certo, si potrebbe ammettere lo “specismo” e cioè che la nostra vita di esseri umani, anche quando è puramente potenziale, valga più di quella di tutte le altre centinaia di migliaia di esseri viventi presenti sul pianeta, ma non sono sicura che Gesù Cristo e San Francesco d’Assisi sarebbe d’accordo con una simile affermazione).  Questo antiabortista considera indiscriminatamente, qualunque donna ricorra all’aborto, un’assassina. Parla per slogan, non argomenta razionalmente le sue ragioni e, se possibile, ti fa un dettagliato e truculento resoconto del modo in cui, secondo lui, opera l’aborto, che uccide milioni di “bimbi” (anche il gergo, non è casuale mai) per mano di donne snaturare e colpevoli. Siamo dinanzi a una condanna, senza possibilità d’appello.

2. Antiabortista Moderato 

È quello che considera l’aborto un omicidio, però te lo concede se proprio sei stata stuprata e sei rimasta incinta. Insomma, se sei una vittima, se hai subito violenza, è ammissibile che tu possa fare ricorso a un’interruzione spontanea di gravidanza. Oppure se rischi di crepare, con quella gravidanza, in quel caso pure è legittimo (forse). Oppure, se ti si è rotto il preservativo e sei rimasta incinta per questa ragione (ma l’antiabortista moderato è convinto che questa sia una leggenda metropolitana e che i condom siano infallibili). In tutti gli altri casi, l’aborto non è ammesso e noi donne che vi facciamo ricorso siamo tutte scellerate, stronze, egoiste e cretine che dovrebbero piuttosto farsi sterilizzare, come i pet. Dovrebbe, secondo l’antiabortista in questione, istituirsi una specie di Corte Morale che decida, caso per caso, chi ha diritto di abortire e chi no. Ora, una delle argomentazioni predilette dall’antiabortista moderato, è il concetto di “abuso di aborto”. In altri termini egli è convinto che, poiché esiste una percentuale di donne che abortisce a seguito di superficialità (cioè mancata contraccezione), l’aborto in quanto tale andrebbe debellato, come se fosse un crimine contro l’umanità. Che, con tutto il rispetto, è un po’ come dire che siccome nel mondo esistono i ciccioni che s’abbuffano di cioccolata, bisognerebbe rendere illegale la cioccolata. A volte, poi, mi chiedo cosa sappiano, certi abortisti, dei veri crimini contro l’umanità. A volte mi chiedo, per esempio, se gli stessi che sono venuti a dispensare lezioni di morale cattolica sulla mia pagina Facebook, avessero perlomeno letto la notizia della strage che il giorno prima era successa a Gaza e che aveva mietuto centinaia di vittime, anche tra i bambini. Oddio, non si tratta di bambini bianchi e forse valgono meno, però quelli erano proprio bambini veri eh, fatti e finiti. Mi chiedo anche se questi abortisti che chiamano in causa il femminicidio, si indignino mai per le storie di ordinaria violenza a cui le donne sono sottoposte, o se siano lì a dire che il femminicidio è un’invenzione mediatica delle femministe coi peli sulle gambe, o se magari siamo noi che ce la siamo cercata per tutte le ragioni per cui le donne sono sempre, storicamente, nei secoli dei secoli, colpevoli di tutto. Più o meno dai tempi di Eva.

3. Antiabortista Maschilista

È quello che di base odia le donne ma, sia chiaro, questa posizione viene spesso assunta da donne stesse (che, com’è noto, non sono certo sprovviste di misoginia). Se decidi di abortire per ennemila ragioni personali, sei un’omicida piena di grilli per la testa come, cazzonesò, studiare, oppure fare carriera, oppure non recluderti nel ruolo di madre indipendentemente da quale sia la tua vita, o le tue ambizioni, o qualsivoglia variabile che possa influenzare una scelta del genere. L’antiabortista maschilista non va per il sottile, non aspetta altro che puntare il dito contro la donna e dire che è una sgualdrina stupida che avrebbe dovuto PENSARCI PRIMA…e se non l’ha fatto, cazzi sua! Naturalmente per questa tipologia di antiabortista è indubbio che il ricorso alle precauzioni debba essere appannaggio esclusivo della donna, come se l’uomo fosse un minus habens incapace di fare la sua parte per prevenire una gravidanza indesiderata. Come se gli uomini non fossero i primi votati al coito interrotto perché così l’arnese regge meglio, perché così sentono di più e perché a pelle è più bello. Allo stesso modo, per l’antiabortista maschilista, non si pone neppure il problema che la genitorialità sia una faccenda che riguarda entrambi i generi e che, sempre di più, dovrebbe riguardare entrambi i generi, non solo al momento del concepimento, ma pure nella crescita, nell’educazione, nei permessi dal lavoro e in una serie di altre variabili che, nell’anno domini 2018, rendono ancora impari le responsabilità di un figlio e condizionano molto più la vita della donna rispetto a quella dell’uomo. Di fronte a queste obiezioni, l’antiabortista maschilista sarà capace di balbettare qualcosa sulla natura, sulla biologia e sul fatto che s’è sempre fatto così.

4. Antiabortista Generazionale

È quello che se la prende con le donne applicando dei filtri sulla base dell’età. Se, per esempio, è una donna adulta che deve scegliere se portare avanti una gravidanza problematica, nella quale il bambino avrà gravi malformazioni, la colpa è della donna che s’è ricordata a 37 anni di fare un figlio, perché prima chissà quale assurdità s’era impegnata a fare. Se la ragazza che va ad abortire è una 20enne, invece,  sono proprio i giovani d’oggi fanno cacare perché pensano che l’aborto sia un metodo contraccettivo. Come se la colpa dell’ignoranza sessuale dei giovani fosse dei giovani e non, invece, di una società che ignora deliberatamente e completamente cosa sia l’educazione sessuale. Forse, e dico forse, sarebbe ora di riaprire una conversazione seria e costruttiva, oltre che istruttiva, sulla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili e delle gravidanze indesiderate. Ma se i giovani di sesso (e di contraccezione) non capiscono un cazzo, se è vero (perché è vero) che le percentuali di acquisto di profilattici nelle fasce d’età più basse sono in progressivo calo, forse dipende anche dagli adulti che subappaltano qualsivoglia formazione sessuale a Pornhub. Educare, non reprimere. Non mi sembra difficile. La soluzione non è certo prendersela con un diritto che, VE NE DOVETE FARE UNA RAGIONE, è un diritto garantito dalla legge. La soluzione è creare cultura dove non ce n’è. Non tornare nel Medioevo e cancellare la storia, le lotte e UN REFERENDUM che si è già espresso 40 anni fa su un tema sul quale state ancora rompendo i coglioni.

5. Antiabortista Obiettore 

Dulcis in fundo, loro: i medici che lavorano negli ospedali pubblici e non praticano l’aborto (ma nulla vieta che poi, privatamente, possano raschiare tutto dietro lauto compenso). Quelli che sono pro-vita, come se le donne che difendono la libertà di non portare avanti una gravidanza siano pro-morte. Sono i medici che non intervengono e fanno crepare le donne, piuttosto che procedere con l’interruzione della gravidanza (è cronaca, non fantascienza, purtroppo). Sono quelli che disertano il proprio dovere in nome delle proprie convinzioni personali. Sono uno dei paradossi peggiori del nostro sistema sanitario nazionale, una vergogna indegna di uno Stato che si definisce laico. Se la legge dice che io posso abortire, io devo poterlo fare e NON devono esistere ospedali nei quali mi è impossibile farlo perché tutti obiettano (ci sono REGIONI italiane, ripeto REGIONI, nelle quali è praticamente una chimera trovare un ginecologo non obiettore). Ecco, so che questo mi renderà impopolare ed estremista, ma quando mi imbatto nelle testimonianze di donne che mi raccontano quante peripezie devono fare per riuscire ad abortire, quando leggo dei rischi che corrono per la propria salute nell’indifferenza degli obiettori, quando mi raccontano il giudizio morale che devono subire da chi dovrebbe invece aiutarle, penso che gli obiettori di coscienza andrebbero radiati dall’albo. Se decidi di intraprendere quella professione, sai che nel pacchetto ci sono anche l’assistenza e la cura delle donne che vogliono abortire e che hanno diritto di farlo, nella stessa identica misura in cui ci sono la cura e l’assistenza delle donne che vogliono portare a compimento la gravidanza. Punto e basta. Non dovrebbe esserci margine di discussione, e invece continua a esserci e francamente non se ne può più. Se non ti va bene interrompere le gravidanze, vai a fare il panettiere e lascia il posto a chi s’accolla gli onori e gli oneri di un ruolo per il quale non sei probabilmente all’altezza. Fine della storia. Ho letto commenti che sottolineavano come la professione ginecologica non consista solo nella pratica abortiva, vero, e come la medicina serva a salvare le vite, non a ucciderle, giusto. Però, HELLOOOO, l’aborto si praticava anche prima, e le donne ci rimettevano la vita perché i metodi erano rozzi, non igienici, non scientifici. Le mammane hanno lasciato spazio alla medicina e dovete rassegnarvi.  Esiste una cosa che si chiama libertà di decidere cosa fare della gravidanza, del proprio corpo e della propria vita. I medici pagati dagli ospedali pubblici dovrebbero garantire il rispetto di quel diritto, nella stessa misura in cui le forze dell’ordine dovrebbero garantire la sicurezza e gli avvocati dovrebbero garantire la miglior difesa possibile. Perché? Perché fa parte della loro PROFESSIONALITÀ. Perché questo è parte integrante del mestiere che hanno scelto. Se non lo fanno c’è un problema. Un problema gigante. FINE.

Detto tutto ciò, a nessuno piace l’idea di abortire e non vorrei che questo scritto passasse per un’ apologia dell’interruzione volontaria di gravidanza, perché non è di questo che si tratta. Il tema, per quanto mi riguarda, è smetterla di mettere sempre in discussione una libertà già discussa. È smetterla di decidere chi deve per forza avere figli e chi, invece, non ha diritto ad averne o ad adottarne. Il tema è smetterla di emettere sentenze approssimative, ignorando cosa sia l’esperienza dell’aborto per tutti, non solo per l’embrione/feto; quali ripercussioni abbia sulla DONNA; quanto possa essere più o meno complesso fare ricorso a una libertà che, siamo tutti d’accordo, è preferibile evitare a monte (praticando sesso protetto, e se abbiamo smesso di farlo ricominciamo a parlare di quanto sia importante prevenire, invece di cullare, piuttosto). Il punto è smetterla di distinguere tra chi ha diritto di fare ricorso all’aborto e chi no. È smetterla di accusare di omicidio qualcuno che per la legge italiana NON è un omicida. Il tema, per me, è rivendicare la sacrosanta e intoccabile libertà di scelta delle donne e garantire loro la possibilità di praticare aborti non clandestini. Francamente non credo esistano donne che, a fronte di una gravidanza imprevista, ricorrano all’aborto con la stessa disinvoltura con la quale vanno a farsi la ceretta brasiliana dall’estetista. Questa, a me, puzza di propaganda spicciola; oppure di ignoranza e, di nuovo, l’antidoto contro l’ignoranza non è mai altra ignoranza. 

Personalmente, non ho mai abortito e spero di non trovarmi mai nella condizione di doverlo fare, perché sono sicura che non sarebbe una scelta semplice. Se domani restassi incinta, lo terrei. Se fossi rimasta incinta a 20 anni non so cosa avrei fatto. Dire che esistono le precauzioni è vero, ma è ipocrita non ammettere che spesso non si usano e questo sì, è un errore, al quale si pone rimedio educando, non negando diritti già acquisiti. Abortire o non abortire è una scelta estremamente personale nella vita di una donna, pertiene un territorio del tutto intimo, nel quale nessuna condanna e nessun giudizio morale, aiuta. Lasciate fare il mestiere del Padre Eterno al Padre Eterno, se credete esista. E per il resto, NON TOCCATE LE NOSTRE LIBERTÀ.

E noialtre, che di quelle libertà comprendiamo il valore, alziamola pure la voce. Che qua l’oscurità cerebrale avanza e di questo passo finiremo a reintrodurre il delitto d’onore e a revocare il diritto di voto. Il tutto mentre il mondo più civile, nel quale siano consentite cose come l’eutanasia, la fecondazione eterologa, l’adozione per i gay e i single, diventa sempre più un miraggio irraggiungibile.

A questo punto, dopo essermi certamente giocata il favore di un buon numero di follouah, e dopo essermi assicurata un posto all’inferno in cui bruciare per l’eternità, io vi saluto. E vado a masturbarmi, così mi distraggo un po’.

***

Qui, qualora vi interessasse, trovate questo articolo tradotto. 

62 pensieri su “Etologia degli Antiabortisti

  1. Non solo continuerò a seguirti, ma per dimostrarti il mio più totale appoggio mi masturberei anch’io. ..se solo non fossi in treno.
    Gioco sull’ironia perché la rabbia è tanta quanto solo la prepotenza e la tracotanza possono suscitare.

  2. Mi hai fatto venire in mente il padre pizzarro di corrado guzzanti quando gli chiedono: almeno la pillola del giorno dopo la permettete? – no, ti prendi una pillola il giorno prima e te ne vai a dormire! Bel post di pancia.

  3. Mi girano talmente le palle che commento dal telefono. Cosa che aborro essendo anziano.
    Rispetto la libertà di opinione MA e dico ma diocristo, gli antiabortisti obiettori.
    Ecco questi mi stanno sul cetriolo in una maniera che non puoi capire.
    La vergogna del genere umano.
    Roba da farli intubare da Alien e poi chiedere gentilmente un nuovo parere sull’aborto.
    C’è un’aria brutta e pericolosa in giro e le palle mi frullano ancora di più.

    1. condivido la sensazione che in giro ci sia aria brutta, ma pure il giramento di palle come sai.
      per il resto, ti immagino lì che rispondi dal telefono, odiando la pratica, e definendoti anziano. e sorrido, perché ce ne fossero di più di anziani come lo zio Lupo!

  4. Le categorie che hai descritto sono in giro proprio perché prima della 190 l’aborto era più difficile, e quindi le loro madri sono state costrette a tenerseli.
    Il problema serio è che c’è li dobbiamo tenere anche noi, almeno sino a che non verrà varato un decreto a favore della soppressione delle persone inutili.

    1. rido molto per l’osservazione iniziale su quando l’aborto era illegale.
      sul resto, temo ci tocchi optare per soluzioni più lente, meno efficaci, ma più sostenibili: come parlare, scrivere, scartavetrare i coglioni se necessario e non abituarsi mai, mai, ma proprio mai a certe amenità!

  5. Bravissima come sempre! Condivido tutto. Purtroppo con certe persone è inutile parlare perché semplicemente NON PENSANO. Però davvero il panorama italiano è sconfortante… E i medici obiettori, come dici tu, NON DEVONO ESISTERE. Punto.

  6. Bizzarro.
    Ultimamente, diciamo, non sono stato del tutto allineato con molti tuoi post. Dalle noie per delle sciocchezze stilistiche a una vaga vena polemica per principio.
    Fino a questo post.
    Qui non solo mi trovi assolutamente d’accordo su tutta la linea, ma anche leggermente proteso verso le incitazioni al limite dello stadio.
    Sto cercando di trattenermi dall’auspicare il lavoro in miniera agli obiettori di coscienza, ad esempio.

    1. rido per le sciocchezze stilistiche e la vena polemica per principio.
      quanto al resto, mi piace immaginarti che inciti come fossi allo stadio.
      abbiamo un bisogno totale di uomini mossi da principi e valori di civiltà. anche quando i temi non toccano in maniera apparente e diretta il loro culo.
      bravo.

  7. Io invece sono contenta che tu li abbia scritti, sia il post su fb che questo.
    Perché qualcuno che faccia emergere l’enormità di quella stronzata ci vuole, perché nessun altro avrebbe saputo dirlo meglio, perché rabbrividisco di fronte a un’affissione del genere, perché mi sembra che si stia arretrando invece che avanzare.
    E si, pure a me gli antiabortisti obiettori stanno proprio sui. Ma vai a fare ortopedia se non sei in grado di rispettare e garantire una legge dello stato.
    Due anni fa, quando si iniziò a parlare della questione dei vaccini e non c’era ancora l’obbligo, per i medici che li “sconsigliavano” furono emanati provvedimenti disciplinari, alcuni anche radiati. Gli obiettori invece a quanto pare hanno vita più facile in Italia rispetto a chi, lavorando nei termini di legge e garantendo i diritti delle donne si trova ad essere oggetto di mobbing e denunce per omicidio.
    Due pesi, due misure, ero talmente schifata dalla disparità di trattamento che ci scrissi sopra anche un post, un off topic rispetto alle foto e alle cazzate di cui scrivo di solito.
    E se ancora oggi c’è la necessità di ribadire concetti che dovrebbero essere assodati e difendere diritti che dovrebbero essere acquisiti, beh, si, mi sento anche io di auspicare il lavoro in miniera, o in alternativa, l’asfaltatore.

    1. ❤ arretrando invece che avanzare, sì, è più o meno quello che in certe aree della società sta accadendo.
      e anche io penso che, per quanto possa apparire noioso, sia fondamentale puntare saldi i punti all'ordine della nostra libertà.
      quello sul mobbing è altro grande argomento, e le confessioni dei medici, a raccoglierle, aprono altri inquietanti scenari sulla cura che viene riservata alla pratica, in termini di organizzazione dell'organico e delle risorse.
      detto tutto ciò, ribadiamo le cose tra noi, con l'auspicio di ribadirle agli altri e col vantaggio di farci coraggio le une con le altre 🙂

  8. eh già anche io un mondo, anzi, un’ italia dove sono consentite l’eutanasia, la fecondazione eterologa, l’adozione per i gay e i single la vedo lontanissima purtroppo..

      1. infatti anche io penso la stessa cosa, se un giorno avrò una figlia o un figlio spero che vivranno in un mondo molto più “evoluto” di quello di oggi.

  9. Come non essere d’accordo con te? Ma ancora oggi quando si parla di non volere figli si diventa subito dei mostri, insensibili ,senza senno, della serie ma che campi a fare se non vuoi figli. Figuriamoci abortire….

  10. Io sinceramente sono un po’ perplessa. Tralasciando il manifesto, in Italia vengono praticati 90.000 aborti l’anno (di cui una percentuale limitata per cause legate alla salute e situazioni limite). Possiamo ipotizzare che la maggior parte delle interruzioni di gravidanza sia per interrompere una gravidanza non desiderata, il più delle volte frutto di comportamenti sciocchi, egoisti ed infantili… sinceramente pensare che a 70.000 donne si rompa il preservativo o la pillola non funzioni mi pare un po’ esagerato. Diciamo che la causa è la mancanza di intelligenza alla base. L’aborto non è un metodo anticoncezionale, e nemmeno il coito interrotto, mi pare che si stia un po’ perdendo il limite e il senso delle cose. Esistono diritti, ma esistono anche doveri. Ci sono le possibilità di informarsi sui metodi per proteggersi da una gravidanza, così come da malattie a trasmissione sessuale… A 18 anni si è maggiorenni e si diventa responsabili di se stessi, le donne hanno anche la facoltà di dire di no davanti a un rapporto non protetto. Poi l’imponderabile è l’imponderabile, ma è una percentuale irrisoria e la legge ti consente di dare in adozione il bambino. L’aborto dovrebbe essere l’ultima soluzione disponibile e non un’alternativa al sesso intelligente, divertente e consapevole.

    1. “…frutto di comportamenti sciocchi, egoisti e infantili…”: credi che costringere una donna a portare a termine una gravidanza con queste premesse sia una buona soluzione? se una donna, e non dimentichiamo il suo uomo, sono stati così irresponsabili, credi che fargli crescere un figlio li faccia rinsavire?
      Dare in adozione un bambino è rifiutarlo comunque, con LA SPERANZA che QUALCUNO lo adotti. E se non accade? ne hai fatto un senza-famiglia per sempre? hai davvero fatto il suo bene?

      1. Le persone sono responsabili delle loro azioni. Perché un bambino non dovrebbe essere adottato, ci sono coppie che non possono avere figli e li vorrebbero. è la procedura di adozione che va snellita. E le persone devono responsabilizzarsi, ogni azione ha una conseguenza. 90.000 aborti sono una cifra considerevole, bisogna ragionare sulle cifre.

    2. ciao Paola, qualche anno fa temevo di essere rimasta incinta, mentre stavo facendo una cura medica incompatibile con un’ eventuale gravidanza, nel senso che restare incinta avrebbe causato danni al bambino. fortunatamente poi il test è risultato negativo. in quel momento pensai che in ogni caso avrei tenuto il bambino, ma quello era solo un mio pensiero. non me la sentirei mai di imporlo ad un’ altra donna, anche perché io sono fortunata, avevo una famiglia alle spalle che poteva aiutarmi ed anche un compagno accanto ed un lavoro, però ci sono molte donne che non si trovano in situazioni familiari, fisiche, psicologiche ed economiche tali per poter dare al proprio figlio tutto ciò di cui ha bisogno.
      concordo con te sulla prevenzione che è importantissima, come l’ educazione sessuale nelle scuole e una maggiore informazione.
      hai ragione anche quando dici che si commettono imprudenze, nessuna di noi è perfetta e non sbaglia mai, anche se in questo caso coinvolgerei ENTRAMBI, perché la responsabilità non è solo della donna che deve di no, ma anche gli uomini devono avere un po’ di criterio ed evitare rapporti non protetti.
      infine se una mia amica prendesse questa decisione di abortire, potrei consigliarla, ma senza insistere, perché è una scelta molto delicata e personale e le starei accanto in qualsiasi caso.
      un bacio! 🙂

      1. Assolutamente, casi limite a parte io credo che prima dell’aborto esistano tante strade percorribili. L’aborto è un costo non solo economico ma anche emotivo. Credo che si debba intervenire in modo incisivo sull’educazione e la sensibilizzazione poi c’è il discorso delle malattie trasmissibili che rientrano nella categoria dei comportamenti stupidi. io purtroppo non ho avuto figli, e per me è stato un grande dolore, quando leggo di donne che li buttano, e sottolineo la parola buttare, nei cassonetti invece di lasciarli in ospedale, giuro le ucciderei. Anche gli uomini vanno responsabilizzati, ma siamo noi donne a dovere pretendere determinati comportamenti, anche per la nostra salute.

      2. in realtà anche gli uomini dovrebbero adottare dei comportamenti che tutelano anche la loro salute, cmq per “buttare” capisco cosa vuoi dire, una volta un’ amica mi raccontò che una ragazza aveva abortito solo perché il figlio era dell’ amante e non del compagno.. ecco insomma in quei casi non sono così favorevole all’ aborto..

      3. Gli uomini mancano di educazione che inizia dalla famiglia prima che dallo Stato. Purtroppo i casi di donne che abortiscono perché il figlio è dell’amante e non del compagno ufficiale ce ne sono a iosa, la percentuale maggiore dopo le straniere è di donne sposate e con figli, il più delle volte l’indesiderato è frutto di una relazione extraconiugale. Il problema non è il fatto che una donna voglia divertirsi, ma almeno che lo faccia con intelligenza. È da queste situazioni che poi si genera l’atteggiamento del personale sanitario che poi va a colpire anche chi ha dei motivi validissimi.

    3. Io però francamente vedo anche l’aborto come un atto responsabile. Equivale a dichiarare: Io, in questo momento della mia vita, non sono in grado/non voglio avere un bambino; dunque non lo faccio nascere. Lo trovo un gesto molto più consapevole del portare avanti una gravidanza comunque, perchè “tanto in qualche modo i bambini vengono su”. Oltretutto, come già si diceva, nessuna vi ricorre a cuor leggero; quindi è una procedura che già, in sé, porta a una responsabilizzazione e magari ad una maggiore consapevolezza per il futuro. E personalmente non mi sento di giudicare nessuna, nemmeno quelle che hanno rischiato per “leggerezza”: perché dai, quante di noi non hanno MAI MAI rischiato? Neanche una volta? Io per prima, lo ammetto, ho avuto rapporti non protetti e senza intenzione di avere figli, e non sono ignorante nè disinformata; ma capita, per le più svariate ragioni ma capita. Poi sono stata fortunata, i due figli che ho li ho voluti, ma fossi rimasta incinta al momento sbagliato, non so cosa avrei fatto. Quindi di certo non mi metto a scagliare la prima pietra. E pretendere che una donna si accolli un figlio PER TUTTA LA VITA, solo per un attimo di leggerezza, francamente non mi sembra una soluzione a un problema tano complesso.

      1. Si ma i numeri non sono di 50 o 100 donne l’anno, qui si parla di 70.000 persone l’anno. Mi sembra lampante che ci sia un grosso problema, di stupidità, di costi per i contribuenti e di salute per le donne. Ogni azione ha sempre una conseguenza e dobbiamo esserne consapevoli, però a pagare non possono essere bambini che non hanno chiesto di venire al mondo. Io credo che in molte persone manchi la consapevolezza e viviamo in un mondo sempre più parcellizzato ed egoista, per non parlare poi di situazioni limite in cui ci sono donne che ‘casualmente ‘ rimangono incinta per smuovere il lui di turno, di solito impegnato, che poi le scarica. Manca proprio l’educazione di base e anche la maturità. Le conseguenze psicologiche ed emotive di un aborto sono pesantissime, ecco perché sarebbe il caso di prevenire. La pillola del giorno dopo sicuramente sarà un valido aiuto, ma quante donne sanno di potervi ricorrere? Io credo che proprio manchi l’informazione. Penso che noi dovremmo ragionare sul messaggio profondo della campagna e non sulla provocazione in sé.

    4. Lavoro nel campo della sanità (non in ospedale). Seguendo il tuo ragionamento, allora dovremmo negare le cure anche a chi ha fatto un incidente in auto guidando ubriaco, oppure a chi è tossicodipendente, oppure ancora a chi ha vissuto come obeso tutta la vita rifiutandosi di perdere peso e si ritrova in età avanzata con tantissimi problemi di salute. Tutti questi casi elencati sono il frutto di scelte (anche reiterate) di individui adulti. Eppure è più facile prendersela con chi, nel peggiore dei casi, ha commesso una leggerezza e non se la sente di viverne le conseguenze per tutta la vita. Soprattutto perché spesso a pagarne le conseguenze sono proprio i bambini frutto di queste gravidanze indesiderate. Gli antiabortisti si preoccupano tanto di far “esistere” un bambino, senza pensare però a che tipo di vita lo aspetta.

      1. infatti il problema dell’obesità è un costo per la sanità in tutto il mondo. il fatto che uno usi l’aborto come anticoncezionale una volta può anche implicare che lo usi altre volte. Tolti i casi limite 70.000 aborti l’anno non sono una leggerezza è un problema dovuto all’imbecillitá. il primo messaggio che dovrebbe passare è che l’aborto non è un anticoncezionale. Nel caso di un rapporto a rischio, a cui si aggiunge il problema delle malattie, c’è la pillola del giorno dopo. Meno costi per la collettività, meno problemi per chi si trova in una situazione del genere.

      2. L’educazione sessuale è fondamentale e andrebbe sicuramente migliorata, e siamo d’accordo. Tuttavia, nonostante tutto, l’IVG deve poter essere una scelta in un paese civile e libero. Non sempre è possibile ricorrere alla pillola del giorno dopo (sono ormoni in dose elevata e per alcune categorie di donne sono controindicati). Inoltre si può acquistare senza ricetta solamente se maggiorenni. Le minorenni devono comunque ricorrere alla ricetta medica, e spesso ciò non avviene per pudore o perché non sanno a chi rivolgersi senza che i genitori lo vengano a sapere. Infine, molti medici fanno la paternale o creano difficoltà anche solo per la prescrizione di questo farmaco: mi capitò il caso di una donna (quarantenne e affatto sprovveduta) sentitasi giudicata e messa in imbarazzo da medici e infermieri del pronto soccorso a cui si era rivolta per la prescrizione della pillola del giorno dopo, non sapendo di poterla richiedere in farmacia senza ricetta. Infine, ahimè, esistono anche farmacisti obiettori che si rifiutano di dispensare questo farmaco. In questi casi, soprattutto durante festività, weekend e notturni, potrebbe essere un problema reperirla. Insomma, ci sono un milione di variabili in gioco e per questo motivo non si può negare un diritto di tutte solo perché alcune potrebbero usarlo come contraccettivo a cuor leggero. Anche se devo dire che la trafila per accedere all’aborto non è per niente semplice e immediata, soprattutto per una minorenne, quindi trovo difficile immaginare che qualcuno vi ricorra continuamente.

      3. Aggiungo ancora un paio di cose per concludere il mio commento: la pillola del giorno dopo, forse non tutti lo sanno, non garantisce la prevenzione di una gravidanza, poiché, se la fecondazione è già avvenuta, essa non ha alcun potere sull’ovulo fecondato. Quindi non è sicuramente la soluzione definitiva. Inoltre, in un sistema sanitario che funziona, basterebbe indirizzare la ragazza che ricorre all’aborto “con frequenza” (poniamo caso, due volte nello stesso anno) a figure professionali atte a darle gli strumenti per una contraccezione efficace (ginecologo, psicologo, educatore sessuale).
        Parlo da farmacista e quindi sono argomenti che mi toccano da vicino, poiché spesso ho a che fare con ragazze/donne che ricorrono alla pillola del giorno dopo.

      4. Infatti in discussione non è l’aborto in sé, ma nell’uso che se ne fa. Avendo un’incidenza molto alta tra le straniere è presumibile che ci sia oltre a un retaggio culturale o a difficoltà economiche oggettive, anche una non cultura della prevenzione e su quello bisognerebbe lavorare. Politiche a sostegno della famiglia poi aiuterebbero anche le donne single che rimangano incinta a prendere con meno pressioni una decisione pesante, magari sarebbero più spinte a portare a termine la gravidanza e poi a dare in adozione il bimbo. La stessa Bonino ha sottolineato come la legge vada migliorata. Per quanto riguarda i medici, la legge consente loro di fare obiezione, fermo restando che le strutture preposte devono garantire la possibilità di abortire nei confini stabiliti dallo stesso impianto legislativo. Ho un amico che fa il ginecologo in ospedale e dice che capita di ogni, da chi prende la decisione in modo sofferto e per valide ragioni a chi proprio se ne frega e vuole togliersi il problema. Ci sono donne che soffrono e tante che sono irritate perché la procedura prevede, giustamente, colloqui psicologici e un tempo di riflessione. Non si tratta di cancellare un diritto, ma di fare in modo che quel diritto non venga abusato.

    5. eh già, perché prima della 194 l’aborto non esisteva …. ovvero c’era solo quello clandestino e le donne che non potevano permettersi le cliniche svizzere erano costrette a ricorrere alle arti di qualche praticona. La solita ipocrisia che inveisce contro una la legge che non ha fatto altro che legalizzare un fenomeno già presente e diffuso.
      E si reputi fortunata di vivere in una società dove trovandosi nella spiacevole condizione di dover abortire, si può farlo in un ambiente medicalizzato e sicuro, piuttosto che ricorrere ai ferri da calza e ai decotti delle mammane che, le assicuro, non sono una leggenda metropolitana.

      1. Non capisco cosa non sia chiaro, punto primo ci sono gli anticoncezionali pillola, spirale, cerotti e per i rapporti con gli sconosciuti i preservativi. Successivamente la pillola del giorno dopo, rilasciata senza ricetta. Ora perché devo arrivare all’aborto se ci sono delle opzioni che io posso usare? Infine le donne devono sapere che prima di abortire possono portare a termine la gravidanza e dare il bambino in adozione. Lo sanno? Sanno che la pillola del giorno dopo si può prendere senza ricetta? Forse manca l’informazione. Curioso che un paese che invecchia e che importa giovani da fuori abbia eliminato 6mln di bambini da quando la legge è entrata in vigore. Ripeto, l’aborto non è un anticoncezionale, gli anticoncezionali vengono prima dell’aborto e servono a prevenire gravidanze indesiderate. L’alternativa c’è e l’educazione deve essere fatta a monte e non dopo, non può passare il messaggio che faccio quello che mi pare tanto poi abortisco. Il sesso, le relazioni vanno affrontate con consapevolezza e non alla cavolo, è anche una questione di rispetto per se stessi. Le consiglio di essere meno ottuso e con i paraocchi.

      2. l’ottusità, qui, è solo quella di chi è convinto che le donne abortiscano a cuor leggero e che tengano comportamenti irresponsabili, infischiandosene delle precauzioni perchè tanto, poi, c’è l’aborto… Se riflettesse sul fatto che la vita fertile di una donna dura in media 35 anni, si renderebbe conto che è ben possibile che una gravidanza indesiderata ci scappi nonostante tutte le precauzioni.
        Quanto al portare avanti una gravidanza, volontariamente, già con l’intenzione di abbandonare il figlio alla nascita e darlo in adozione, credo che sia uno dei suggerimenti pià terribili che abbia sentito.

      3. guardi che la percentuale maggiore è tra le straniere, le ragazze giovanissime e 25/35 enni con lavoro. Evidentemente manca la cultura del sesso e della prevenzione. Se mi affido ai metodi naturali sicuramente prima o poi ci scappa, grazie a dio ci sono i ginecologi che li sconsigliano e fino a poco tempo fa era anche in onda una campagna che ricordava come la principale causa dell’aborto fosse il coito interrotto. Esistono le eccezioni, su 80.000 aborti l’anno l’eccezione sarà 20/25.000 il resto è frutto d’altro. Si attenga alle statistiche e non agli specchi.

      4. si perché rispetto alla media europea da noi i giovani rimangono a casa più a lungo e quindi per le ragazze giovani si riducono le possibilità di rischio nonostante l’età media dei rapporti si abbassi. Cmq 1/3 è proprio rappresentato dalle straniere, indice di una minore educazione alla prevenzione.

  11. d’accordo con la Vagi su tutto. E’ tutto un problema di ignoranza. L’educazione sessuale dovrebbe essere obbligatoria nelle scuole a partire dalle elementari. Solo combattendo l’ignoranza si elimina il problema prima che si crei.

  12. l’aborto è un intervento chirurgico…io chi pensa che le donne vi si sottopongono in spensieratezza lo vivisezionerei!
    è un intervento con dei rischi, si fa in anestesia totale e in una condizione difficilmente descrivibile di ansia, disperazione e “fragilità” psicologica, ma insieme con la consapevolezza e convinzione di un treno pesantissimo in corsa a 300km orari…in tutto ciò ci si sente (e si deve!) completamente SOLE …e poi come non fosse sufficiente anche giudicate e invase.
    un aborto è una cosa che non si dimentica, una violenza che le donne fanno a sé stesse per responsabilità verso la vita, con motivazioni insindacabili .. è per questo che gli antiabortisti sollevano tanto di quel rancore che io vorrei proprio le mazzate, che quando parlano non sono opinioni è diarrea nauseabonda e i loro bei faccini privi di peccato starebbero bene timbrati sul muro a suon di ficozze!
    ma poi se amano tanto la vita si preoccupassero di aiutare le mamme single e povere per esempio anzicché andare in giro a cacareilcazzo alle persone.

    quanto al discorso del personale sanitario, che condivido anche quello in pieno, aggiungerei che gli obiettori per il militare semplicemente NON fanno i militari (o mestieri connessi)…non è che si evitano il fronte per fare i telegrafisti.
    la puttanata dei ginecologi che non praticano aborti non solo lede il diritto delle donne ma costringe chi rispetta le leggi dello stato, quella minoranza di ginecologi, a non fare altro che aborti nella loro triste coraggiosa onorabile carriera.

  13. Ciao, sono d’accordo con te e credo che sia fondamentale che venga in ogni caso mantenuto e garantito il diritto della donna di scegliere se tenere un figlio o no, la legge 194 è imprescindibile perché è una buona legge, perché prevede moltissime tutele e perché solo nella libertà è possibile la responsabilità. Aggiungo che provo un’avversione molto vicina all’odio per tutti quelli che vorrebbero tornare indietro su una legge che è stata di fatto una conquista di civiltà e che a distanza di 40 anni ha dimostrato di aver funzionato benissimo. Nessuna donna abortisce a cuor leggero, e a nessuna donna deve essere imposto da qualcun altro di partorire per forza. Solo sul tema dei medici obiettori sono perplessa. Da un lato ammiro gli stati laici come la Francia, che non ne fanno una questione di coscienza ma di legge, al punto di licenziare i medici obiettori. In Francia non si guarda in faccia a nessuno su certe questioni, la religione, la cultura e la morale dei singoli non devono interferire con le leggi, ma ricordiamoci appunto che questo vale per ogni aspetto della vita pubblica, e quindi che, come si licenziano i medici obiettori e non si espongono crocifissi nei luoghi pubblici, con perfetta coerenza è anche vietato indossare il velo islamico; e, di recente, a una donna che stava prendendo la cittadinanza francese ma che durante la cerimonia ha rifiutato di stringere la mano al sindaco maschio per motivi culturali, la cittadinanza è stata negata all’istante, con sentenza confermata in corte d’appello. La laicità è laicità e non fa distinguo sofistici. Posso anche ammirare questa schiena dritta dei francesi (più che altro invidio il fatto che in Francia esista uno Stato e da noi molto meno), ma d’altra parte non mi sento di condannare con questa sicurezza un medico che non voglia praticare un aborto. La medicina è un’arte che nasce per curare, non per sopprimere, nell’antico giuramento di Ippocrate l’impegno a non procurare aborti è nelle primissime righe: questo per dire che non è una questione religiosa né cristiana, ma innegabilmente una questione morale che non può essere trascurata, per quanto possiamo stracciarci le vesti e arrabbiarci la nostra rabbia resta estemporanea se non riflettiamo con calma, e non so quanto sia giusto licenziare un medico che non vuole praticare un aborto per motivi di coscienza, a me sembra che la sua sia una posizione più che comprensibile. Naturalmente lo Stato deve provvedere a che in ogni ospedale ci siano sempre medici che possano garantire la prestazione, quindi lo Stato deve fare in modo che in ogni reparto di ginecologia ci siano sufficienti medici non obiettori, e se si creano problemi nell’organico dell’ospedale, trovo giusto e legittimo che i medici obiettori non vengano assunti o non vengano trasferiti in determinati reparti dove creerebbero problemi se fossero troppi, e che vengano messi in fondo alla graduatoria degli aspiranti, per ragioni puramente organizzative e per garantire un servizio tutelato dalla legge. Essere obiettori, del resto, comporta sempre un’assunzione di responsabilità e delle conseguenze da affrontare. Ma è compito delle istituzioni, appunto, provvedere.

    1. Gli unici obiettori che posso capire sono quelli che erano già lì nel ’78, ma essendo ormai passati quarant’anni, dovremmo averli già smaltiti fino all’ultimo.
      Tutto il resto, no, non li capisco, e di più, trovo che da obiettore consapevole (perché lo sai, come la pensi, non è che ti svegli una mattina così, all’improvviso), scegliere una specializzazione come ginecologia nel servizio pubblico sia una frode, nei confronti del servizio pubblico stesso che ti sta assumendo e soprattutto verso le donne che avranno bisogno di quel servizio.
      Se hai un problema morale, se non sei d’accordo con questa legge, che è legittimo, scegli ortopedia, medicina nucleare, chirurgia maxillo-facciale o qualunque altra branca che non ti disturbi la coscienza, e se proprio ci tieni a far nascere bambini, vai a fare il ginecologo privato e scegliti le tue pazienti, ma non venire a scassare le palle e rubare lo stipendio nel servizio pubblico.

  14. Vagina I love you, purtroppo per gli antiabortisti spaccamaroni ti ammorberanno anche sul blog, non c’é niente da fare. Gli obiettori, gli obiettori… bei personaggi, l’alternativa potrebbe essere una bella autogestione femminista dell’utero: praticamente in tutta America Latina (anche nei paesi in cui le donne VANNO IN CARCERE per un aborto, a volte pure spontaneo) molti gruppi si sono organizzati per trovare i farmaci, e le donne lo possono fare tranquillamente a casa, senza passare attraverso il cazziatone del medico/infermiera di turno. Perché in Italia no?

  15. Ogni volta che ti leggo vorrei abbracciarti. Hai una lucidità di pensiero che pochi hanno. Mi ritrovo in pieno in quello che scrivi, ma se contro gli imbecilli si può fare poco, una cosa però andrebbe fatta: eliminare l’obieziine di coscienza dagli ospedali pubblici.

  16. è strano che gli antiabortisti – credo che al punto 2 tu abbia dimenticato qualche anti – non chiedano l’interdizione del condom, spirale, pillola del giorno dopo e qualche altra pillola anticoncezionale perché è un infanticidio come recita la prima immagine.
    Come te accetto il confronto dialettico perché è sempre utile ma quando è a prescindere ovvero o la pensi come me oppure non esisti, bé allora la cosa non mi sta più bene.
    Il medico obiettore lo tratto alla stessa tregua di chi vuol tenere in vita in modo surrettizio chi dalla vita non può chiedere più nulla. Quando si svolge una funzione professionale la morale religiosa deve rimanere a casa, anche perché sono le classiche persone che le convinzioni le usano pro domo sua.

    1. Ma il medico obiettore mica non fa aborti perchè sennò il prete piange, non li fa perchè la legge gli consente di prendere lo stesso stipendio del collega non obiettore facendo un lavoro in meno e togliendosi l’incombenza di un lavoro probabilmente poco professionalizzante (difficile che uno faccia carriera con le interruzioni di gravidanza). Oltre al fatto, come scritto nel post, che gli aborti sono un buon secondo lavoro, poco complicato e fatto su persone in stato di bisogno.
      Ci saranno sicuramente medici che non vogliono far piangere il cuore di Gesù in buona fede ma per quelli, come scrive 321click, la giustificazione poteva valere nei primi tempi dell’applicazione della 194. Se adesso scegli di fare il medico nel pubblico devi sapere che ti può capitare anche di fare quello, se non ti piace scegli un’altra specializzazione o vai a lavorare nel privato (dove però sei pagato per quello che fai e non per quello che non fai).

      It’s about money.

  17. Grandissima pienamente d’accordo, EDUCARE alla sessualità io sono mamma da poco e spero che in futuro sarò all’altezza del compito

  18. Ciao Carissima Vagina,
    sono molto felice di aver letto il tuo post perché quando come te ho visto online la campagna di CitizenGo la mia prima reazione è stata di rabbia. Rabbia per l’insulso accostamento tra le parole Aborto e Femminicidio, rabbia per come vengono trattate le donne, rabbia per questa società così confusa e a tratti ignorante. Ho pensato di ignorare la cosa, di fare finta che non fosse mai accaduta, ma i sensi di colpa mi attanagliavano. Non riuscivo a starmene in pace con me stessa semplicemente “lasciando correre”.
    Hai sinteticamente espresso tutto ciò che pensavo e ti ringrazio perché non è la prima volta che mi trovo così in linea con il tuo pensiero e mi hai già aiutato più volte con i tuoi articoli. Mi aiuti a fare chiarezza e ad esprimere meglio le mie idee: non sempre sono d’accordo con te, ma anche quando non lo sono, come dici tu, le tue idee mi arricchiscono e mi permettono di vedere le cose da altri punti di vista.
    Grazie perché mi aiuti a migliorare me stessa.

    Continua così!!!

  19. Un post bello forte e intenso, che condivido in pieno, a parte un dettaglio.
    Anche a me fa girare fortemente il fatto che gli abortisti vogliano toglierci la libertà di scelta, perché all fine di quello si tratta. Ognuno può avere la propria opinioe e idea sull’aborto, ma non vuol dire che devi togliere agli altri la possibilità di confrontarcisi.

    Faccio l’interprete e anni fa ho accompagnato un cliente all’estero. Questo cliente ha voluto traducessi per lui in un sexy shop prima, per poi scaldarsi e insultare di brutto un uomo d’affari con cui doveva concludere un affare. Entrambe situazioni in cui io non mi sono affatto sentita a mio agio, e che m hanno fatto valutare qual è il limite del mio lavoro. Dovevo tradurre, anche se io di mio non avrei mai parlato a una persona così? Sono pagata, sì, ma per tradurre le sue trattative d’affari, non per accompagnarlo a comprarsi la bambola gonfiabile. E quante volte, in quanti lavori, veniamo posti di fronte al dilemma se una certa competenza rientri nel nostro ruolo, o no? O se, al di là delle competenze, ci venga chiesto di fare qualcosa che non è assolutamente nella nostra natura? Non so, tu lo scriveresti un articolo a favore di qualcosa in cui non credi per niente? Che anzi va contro le tue ideologie? Tipo, lo scriveresti un articolo in cui lodi CiutizenGo, se fossi pagata per questo? Penso di no.

    Insomma, io non me la sento di criticare quei dottori antiabortisti. Semplicemente, non credo che nessun lavoro debba, possa farti fare qualcosa che va contro le tue idee. La libertà delle proprie scelte è alla base di tutto questo discorso sulla legalizzazione dell’aborto, quindi mi sembra contradditorio non lasciare poi ai medici la libertà delle proprie. Che poi gli ospedali a monte debbano premunirsi di avere almeno un dottore che lo esegui, è un altro discorso….

  20. “Pure Adolf Hitler aveva delle opinioni, se è per questo, e non è che la libertà d’espressione sia un cappello concettuale sotto il quale scaricare la più putrescente stupidità, o grettezza oscurantista, o ignoranza folcloristica.”
    Eh. Pare che per eliminare l’intolleranza occorra non tollerare l’intollerante.
    Buona intolleranza ai troppo tolleranti del mondo ❤

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