Sono Single. E allora?

Sono stata ad Amsterdam.

Ci sono stata per la quinta volta, che detta così paro una tossica ma garantisco di non esserlo. E’ che io Amsterdam la amo proprio. Amo la serenità dei suoi quartieri residenziali, la civiltà dei ragazzi seduti lungo i canali a bere birra, i campanelli delle biciclette, il verde, l’aria fresca, i suoi 23 gradi a luglio. Amo il caos della Damrak, i souvenir e i fish&chips. Amo il mercato dei fiori, le case storte, la terrazza del Grasshopper e tutte le vie strette del Red Light District che iniziano proprio di lì. Amo scendere nei bassifondi dell’umanità, a raschiare la bestialità dei puttanieri e delle mignotte. Amo i sexy shop, amo guardare e curiosare, amo soffermarmi sui volti della gente – soprattutto quella brutta – e sì, naturalmente, amo anche l’erba di Amsterdam.

La prima volta ci sono stata a 20 anni, nel 2006, con Frecciagrossa e una mia amica dell’università. Fu un’esperienza epica, una di quelle robe che ti fanno pensare “Cazzo, sono al posto giusto nel momento giusto“. Poi ho deciso che Amsterdam era il posto giusto anche per i 22 anni. E per i 23. E per i 27. E credo che resterà il posto giusto per molte altre età.

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E c’è un’altra cosa a questo proposito.

C’è che questa era la mia prima effettiva vacanza da quando sono tornata single.E non sono partita, come poteva essere apparentemente più logico, con 2 o 3 amiche parimenti single e auspicabilmente infoiate. No. Sono partita con 2 coppie. Io e due coppie. E d è stata una vacanza importante. E’ stato un weekend politico. E’ stata la prima autentica e ufficiale dimostrazione, per me stessa e per la collettività, del mio essere individuale, del mio affrontare la vita da sola, se necessario, nel bello e nel brutto. E’ stata la dimostrazione che ho smesso di cristallizzare la mia esistenza nell’attesa di un pene che mi porti la valigia: sticazzi, me la porto da sola e va bene così. La mia vita è ora. La mia gioventù è ora (e si consuma rapidamente quanto un rapporto sessuale con un eiaculatore precoce), e non ho più voglia di perderla aspettando so io che cazzo.

Sono single, e allora? Cosa mi può succedere di tremendo? Di non stringere una mano mentre passeggio per la strada in vacanza? Di non avere qualcuno seduto affianco mentre facciamo il giro dei canali alle 3 di pomeriggio sotto effetto di spacecake? Nulla in confronto a quando trovo uno scarafaggio in casa e devo ucciderlo da sola.

Essere single non è una colpa. Non è uno stigma, né una menomazione. Per questo era giusto partire, anche da sola.

E per questo sono partita. Sono partita con le mie più care amiche (e i loro uomini), che sono cresciute, che sono più pacificate, che hanno risolto i nodi delle loro personalità e io probabilmente ho risolto i miei, o li sto risolvendo, non lo so, ma di sicuro non abbiamo più bisogno di metterci in posa, tra noi, perché ci conosciamo di brutto, come solo chi si conosce da quando ancora si usavano le camicie grunge a quadri e si avevano i monocigli al posto delle sopracciglia, può conoscersi. Ecco, noi ci conosciamo in quel modo lì. E stiamo crescendo, in maniera diversa, ma stiamo crescendo. E io le ho osservate tanto. Ho visto tutto quello che loro hanno e che io non ho. Ho visto lo spirito materno, l’indole da angelo del focolare – seppur contemporaneo e fiero – che comunque coltivano. Ho visto la pazienza e la comprensione, la vocazione a incastrarsi con i compagni. L’attenzione a quell’ingranaggio magnifico e impegnativo, che è il rapporto di coppia. Ho visto la loro femminilità manifestarsi in tante piccole attenzioni che io non ho mai avuto e, come spesso avviene, mi sono detta che se sono single c’è un perché.

Ma il punto è che, a parte tutto questo, sono stata bene. Il punto è che eravamo lì ed eravamo amici, prima di essere accoppiati e single. Eravamo amici che fumavano le erbe biologiche dell’Homegrown Fantasy e si raccontavano, e ridevano, con una calma che non c’è più quando ci si incrocia per una settimana in ferie d’estate.

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Ed ero lì, a raccontar loro che forse la mia dimensione è questa qui. Che forse non arriverà mai l’uomo per me e che la mia vita dovrà essere bella e dignitosa lo stesso e che per questo gioco ai dadi con me stessa, sfruttando tutta la libertà che la solitudine mi concede.

E che no, non voglio una relazione pur di averla, non sono capace di accontentarmi di qualcuno che non mi piaccia, ci ho provato e non ci riesco. Ma insomma, andrà come minchia deve andare. E che a star da soli, sì, certe volte si muore di paura. E che sì, certo, mi manca, un compagno, a volte. Che sì, mi sento diversa, anche se questa diversità provo ad accettarla. Che vorrei lamentarmi anche io di uno che non cambia il rotolo della carta igienica quando è finita e che non mette i calzini sporchi nella cesta della biancheria.

Ma poi, quando mi riprendo dall’ipnosi iperglicemica e paranoide, ci rifletto. E capisco che forse no. Forse non lo voglio davvero uno che non capisca la sottilissima logica sottesa all’invenzione e alla diffusione nel mondo di quell’oggetto non identificato, dai più appellato “tavoletta del cesso”. Forse se proprio lo volessi, lo avrei. Forse posso ormai accettare di averlo scelto io, in definitiva, di essere single. E di averlo scelto tutte le volte che non sono stata ciò che avrei dovuto essere, tutte le volte che mi sono innamorata di persone palesemente sbagliate con le quali non avrei potuto costruire nulla di serio. E non c’è bene. E non c’è male. E’ solo, molto banalmente, così.

Anche se, devo confessare, dopo un prolungato contatto con 2 coppie di quelle belle, intuendone tutti i limiti e tutta la complicità, sono tornata dalla città della perdizione con un insensato desiderio di innamorarmi.

Di nuovo. Semplicemente.

Come fosse possibile.

Persino per una single incallita. Come me.

121 pensieri su “Sono Single. E allora?

  1. E fai bene.
    Per tutto quello che abbiamo ampiamente sviscerato e forse pure eviscerato.
    Perché non si fa mai, MAI una cosa del genere tanto per fare, che poi le conseguenze ti buttano giù la porta alle 3.30 del mattino, come i caramba.
    Perché alla fine se stai bene con te stessa stai da dio con tutti gli altri.
    Perché sei sempre in tempo, a qualsiasi età, per dare una testata in bocca alla vita e ribaltarla.
    Infine perché innamorarsi e disinnamorarsi, checcazzo è uno sport meraviglioso che mantiene giovanissssimi.

  2. Hai ciò che io non ho mai avuto: la capacità di rimanere sola. Io non sono mai riuscita ad essere single “sul serio”, perchè quando sono stata single, ero alla ricerca di un uomo. Sono stata sola a lungo, nell’attesa di trovarne uno di mio gradimento… ma non era uno stare da sola fine a sè stesso, sempre mirato alla conquista dell’uomo *perfetto*, che ovviamente, non esiste, perchè “uomo” e “perfetto” sono due parole che insieme proprio non vanno.
    Ci ho provato a fare la single “seria” solo di recente, ma niente da fare, non fa per me.
    Penso comunque che sia insito nella nostra natura umana il non accontentarsi mai: i single invidiano la complicità delle coppie, le coppie invidiano la libertà dei single.
    Sta a te trovare la misura giusta di stare bene!

  3. Il punto è che a stare insieme con uno qualunque siamo (anzi, saremmo) tutti capaci. E’ stare da soli che riesce a pochi.
    Non so se è una frase fatta, però una volta una mia amica mi ha detto che per stare bene in una coppia, prima bisogna essere capaci di stare bene da soli. Chissà se è veramente così.
    Un bacione, Vagina 🙂

    1. (toh, chi trovo!) Sì, anche io sapevo questa versione, e mi piace. Aggiungo che a me, la storia del “mi completi”, non è mai piaciuta. Io sono completa, eccome. al massimo si crea una cosa nuova. Ma magari non ho capito io, eh…

      1. (Solo perché ho chiuso quella landa disperata di lamenti che era ormai diventato il mio blog non è che sono anche morta! ;))
        Cmq se ci pensi ha un senso quella frase fatta (o presunta tale): se si sta con qualcuno perché si ha bisogno di una stampella o solo perché non si vuole stare soli a prescindere, non è che ci siano quei grandi presupposti per chissà che storia d’amore. Cmq anche io sono completa, mi sa però che sono sola perché sono fin troppo completa… Chissà! 😉
        Un bacio anche a te, cara Giò! 🙂

  4. Amsterdam! *_* Ad averci i soldi…

    Hai fatto bene a fare questo viaggio, Vagi. E pure a raccontarcelo (magnificamente, come al solito).
    Ognuno di noi ha un proprio equilibrio. Lo si scopre solo col tempo. Quando si è in due, il baricentro, inevitabilmente, cambia. Ma è un casino enorme trovare quello che il nostro baricentro non lo manda alle ortiche.
    Non disperare, Vagi. L’essenziale è mantenere un equilibrio. Qualsiasi esso sia. ♥

  5. “E che no, non voglio una relazione pur di averla, non sono capace di accontentarmi di qualcuno che non mi piaccia, ci ho provato e non ci riesco. Ma insomma, andrà come minchia deve andare. E che a star da soli, sì, certe volte si muore di paura. E che sì, certo, mi manca, un compagno, a volte. Che sì, mi sento diversa, anche se questa diversità provo ad accettarla. Che vorrei lamentarmi anche io di uno che non cambia il rotolo della carta igienica quando è finita e che non mette i calzini sporchi nella cesta della biancheria.”
    Adoro questo passaggio. E’ quello che sto passando anch’io da un anno e mezzo a questa parte, e credo che forse, un po’ di gente si accontenti pur di avere una relazione, pur di non sentirsi soli. Ed io per quella gente lì provo un po’ di tristezza perché cazzo, se non ci sai stare bene con te stesso allora che cazzo vivi a fare? Se hai bisogno di qualcuno per vivere questa vita forse qualche problemino con te stesso dovresti affrontarlo.
    I fidanzati servono però per schiacciarti gli insetti, questo forse è un compito che mi manca! Per tutto il resto ce la possiamo fare anche da sole. Accontentarsi mai. Che l’amore è bello, e lo vogliamo anche noi single incallite, e vogliamo le farfalle e lo stomaco sottosopra, ma in fondo, se le farfalle non arrivano come dovrebbero e lo stomaco si contorce solo per il troppo gelato mangiato a pranzo, forse forse è un segnale 😉
    Un bacio!

  6. Mai stato ad Amsterdam, cazzo. Dopo aver letto questo post, mi organizzerò per andarci con due coppie di amici. Voglio fare tutto quello che hai fatto tu. Sui desideri no, sono un passetto avanti.

  7. No, avere qualcuno random accanto non è proprio il caso. Ma proprio ieri mi trovavo a chiedermi se, prima o poi, riuscirò ad avere un rapporto sano, equilibrato, quotidiano. Perchè lo so: è stancante arrivare a casa di sera e non trovare altro ad accoglierti se non un batuffolo di polvere e i piatti sporchi della sera prima. E’ stancante ostinarsi a dormire in letti a due piazze, occupandone sempre e solo una. E’ stancante vedere le peggio (o i peggio) rincoglionite/i sempre e perennemente in coppia, perchè ti spinge a chiederti se sei tu fuori dal mondo o se è il mondo ad essere fuori da te. Ma, come dice mia madre (che, fra parentesi è rimasta sola la bellezza di 25 anni), ogni giorno da single, da vera single, è una conquista, una battaglia vinta. E una sicurezza in più da sfoggiare un domani.
    Ti abbraccio.

    1. @meeva: sono stra-stra-stra d’accordo.
      comunque la faccenda del letto matrimoniale io l’ho risolta assumento il malcostume di rotolarmi anche nell’altra piazza nella notte o di stanziarmi al centro e svaccare. te lo consiglio, perché è una cosa che un giorno – forse – potrebbe mancarci 🙂
      un abbraccio a te
      V

  8. hai scritto la mia situazione.Single , in giro con coppie, sto bene così, per ora, un ” per ora” che dura da anni, ma non mi voglio accontentare e come te preferisco stare da solo.

      1. io quel forse lo leverei pure…ma poi metti che mentre sto per venirti a salvare scoppia un casino da qualche altra parte della galassia e devo volare via di corsa…mettiti nei miei panni, anzi mettiti nel mio costume…(da supereroe intendo…)

  9. Eh però, quante storie che ti fai. Io sono single da sempre, lo sono anche ora che ho 50 anni. Ho provato a convivere, come dicevano le mie amiche e anche perché ero innamorata profondamente. E’ durata cinque anni. Poi me ne sono andata. Ho dovuto ripartire da zero, ma so che la solitudine è una grande libertà. Viaggio da sola dopo un viaggio con un’amica che è stato un delirio e ho scoperto la libertà che ti si apre – ti muovi secondo i tuoi ritmi, senza regolare i tuoi orologi (sveglia, veglia, mangiare, bere) su quelli degli altri – ma soprattutto che, se sei da sola, il mondo ti si spalanca molto di più. Ho fatto amicizie, a volte ho avuto paura ma sono stata aiutata immediatamente (sarà il mio atteggiamento aperto verso il mondo che mi aiuta). Poi ho letto “Fuga dalla libertà” di Fromm. Te lo consiglio, è un libro facile facile, sulla paura in questa società. La paura indotta, quella che ti provocano se sei fuori dagli schemi, e se sei single, e per giunta senza figli come me, sei proprio fuori, non riescono ad incasellarti da nessuna parte. A volte è capitato che pensassero che ero gay, ma vi assicuro che non lo sono affatto. I figli non li ho fatti perché non potevo, semplicemente. Di un uomo non ho assolutamente bisogno. Se proprio non riesco da sola chiamo gli amici. Poi sono stata a Cuba. Ho fatto amicizia con un avvocato civilista che mi spiegava che a Cuba i matrimoni durano in media tre anni. Perché quello è il tempo massimo della passione. Poi lei di solito torna da mammà (molte le famiglie monoparentali fatte di sole donne) e lui va a vivere da solo. C’è una grande libertà a Cuba su questo, perché la religione cattolica non la fa da padrona convincendoci che se non sei “famiglia” non sei nessuno, e che si sta assieme per procreare e far crescere figli “sani”: io ho vissuto così tutta la mia infanzia, pregando che i miei si separassero piuttosto che vivere in quella continua tensione, tenuta a bada solo per l’apparenza e non certo per tolleranza reciproca e reciproco aiuto. Scusa se mi sono dilungata. Ma io sono fiera di essere single e di essere ai margini di una società basata sul consumismo e sul perbenismo. E se vuoi un consiglio vai a Cuba, fuori stagione possibilmente, e da sola. Ti compri un viaggio aereo e cominci da fuori l’aeroporto a chiacchierare coi cubani. Quello sì che è un viaggio adatto ai single. Come noi.

    1. Io ne ho 44 e molti punti in comune con la tua storia.
      Cuba sarà la mia prossima tappa….spero l’anno prossimo.
      Quello che mi impressiona è la riflessione profonda e malinconica di questo post pensando che è scritto da una 27enne.
      A 27 anni pensavo di avere (a ragione) tutta la vita davanti e milioni di opportunità da afferrare…ed è stato così e per me è ancora così magrado tutto.

    2. “convincendoci che se non sei famiglia non sei nessuno”.
      brava. sante parole.
      oh a me vien l’ansia però a viaggiare proprio da sola. forse un giorno lo farò. e m’amerò un casino 🙂
      grazie del consiglio,
      torna
      v.

  10. Noi non siamo fatti per stare soli, non c’è niente da fare.

    Ci credo quando dici che da single stai bene, perché bisogna stare bene da soli, perché bisogno stare bene prima di tutto con sé stessi,

    Ma in coppia si sta meglio 🙂

  11. Per essere di ritorno da Amsterdam, è un post pieno di lucidità…! E’ bello quando da single finalmente si arriva a trovare un bell’equilibrio con se stessi, di quelli che ti fanno sentire forte, ti fanno capire che si, si può “bastare a se stessi”. Questo traguardo ti fa assaporare meglio le cose positive, è una bella fase della singletudine, che dura finchè non arriva il tipo che ti destabilizza e ti fa mettere in discussione tutti i punti fermi che hai trovato! Fino ad allora goditela!

  12. tutto bello, tutto giusto. Ma quello che mi fa impressione è la tua età. Hai ventisette (!!) anni e queste mi sembrano preoccupazioni da sondare magari dopo i 30 o forse anche di più…come mai tutta questa fretta? guarda che i trenta sono una batosta individuale e di coppia…e forse non è male incominciare un nuovo percorso a due una volta superato questo scoglio. o forse parlo solo della mia esperienza personale…insomma stai serena che di tempo ce n’è a palate!!!

  13. Brava, sono orgogliosa di te! 😀 Io quest’anno sono andata per 3 giorni in una città da sola, perchè mi sono stufata di aspettare un fidanzato per viaggiare..ed è stata una scelta saggia. Ancor meglio se si può andare con degli amici anche se in coppia..insomma, se siamo single forse è perchè è quello che in fondo vogliamo, forse è la nostra dimensione!

  14. Vale sempre la pena non chiudersi mai nelle etichette che, volenti o nolenti ci diamo….”single”, “spostata”, “fidanzata”…sembra che noi donne dobbiamo per forza definirci sulla base del nostro rapporto con gli uomini…ma noi siamo quel che siamo….indipendentemente da queste etichette…e tu Sei. E di questo devi essere fiera. Ci sono tante persone che non riescono nemmeno a definirsi senza l’altro, che se l’altro non c’e’, viene a mancare, non arriva…non sanno proprio vivere. Tu si. L’amore giusto per me e’ arrivato “relativamente” tardi…a 35 anni. Quando pensavo di aver “dato”, quando credevo che l’uomo giusto l’avevo perso per sempre e mai ne avrei trovato un altro alla sua altezza, perché lo consideravo “il meglio”. La verita’, e’ che siamo sempre “single” dentro anche quando siamo in coppia, perché la nostra identita’ resta, ed e’ giusto che sia cosi’. Il rapporto e’ una costruzione che parte da due distinte identita’…e tu ne hai gia’ trovata una…la tua…e non e’ poco…c’e’ chi non si trova proprio mai :**

  15. Sai cosa? Io credo però che se davvero ci stessi bene dentro il tuo essere così squisitamente single, non staresti sempre lì a parlarne, o a rifletterci. Te ne staresti nella tua condizione e basta….in my opinion, eh 😉

    1. i limiti dell’essere single sono sempre così esplicitamente scritti in tutti i miei pezzi che ormai sono giunta alla conclusione che chi non li legge, non vuole leggerli. anche qui, mi sfugge il pezzo in cui dico di stare così bene nel mio essere squisitamente single. ma se questo vuoi vederci, questo vedici.
      in your opinion, naturalmente 🙂

      ah sì, ne parlo e ci rifletto sulla mia singletudine e sulla mia vita. è uno dei motivi per cui, infatti, ho un blog.

      1. Infatti! Non arrabbiarti! Io ti leggo da un po’ e a volte sei una guerriera, stai divinamente bene da sola e si capisce, ma il più delle volte sembra che tu abbia bisogno di trovarne pregi e difetti per fartene una ragione. Se fossi serena il blog non lo scriveresti…non lo scriverei nemmeno io, ma se pensi che non c’ho capito un cazzo, ok: il tuo blog continuo a leggero cmq 🙂
        Buona giornata

      2. AhahHh no, non m’arrabbio, figurati! È solo che a volte si ha l’impressione di doversi giustificare, in altri casi e – pareva – anche in questo. Felice che non sia così. So che ci leggiamo da un po’ e che continueremo a farlo 🙂
        Un abbraccio
        V

  16. Di questa esperienza dello stare soli bisognerebbe parlare spesso perché questa in verità è la condizione in cui ognuno vive. La coppia in fondo è solo il tentativo di esorcizzare la solitudine. Fa bene al cuore ma alla mente serve stare da sola, per essere capace di capire gli altri e se stessi….
    Il tuo racconto mi piace molto perché ci sei dentro tutta e ci fai capire bene come ti senti. E non è poca cosa. Un caro saluto.

  17. ….vagy ti seguo da un po’ ma è la prima volta che commento. Mi ha colpita molto il tuo post, perchè io sono una vagina innamorata e convivo con un cazzetto single, praticamente. Cioè lui sta con me, non credo abbia avventure o che, per carità: solo che va pe i cazzi sua. Fa quello che gli pare. E non mi fa sentire la sua priorità, mai. E spesso mi chiedo se mi sto accontentando. E mi scuso della pugnetta ma n’è serata.
    Ti faccio tanti complimenti per il tuo blog!!! Sei n genio!

    1. non scusarti, te pare.
      a volte capita di vivere quelle storie così. a volte finiscono. e si soffre un casino. ma poi impari a non essere più la seconda, o terza, o quarta delle priorità. innanzitutto per te.
      un abbraccio e aggiornami!
      V.

  18. Sono felice per te e per la tua bellissima vacanza :), Vagy. Vedi cosa succede poi. Antenne pronte . L’ essenziale è godere di ciò che si ha pienamente col corpo e lo spirito. Il destino o il caso poi lavorerà per te. Io spero di avere imparato .. e mi rilasso con un uomo finalmente solare, disponibile e aitante, vivendo l’ attimo e la sana attrazione!!
    Eppure cara, nemmeno io vivo superficialmente amore e sesso- pur essendo Ariete. Colpa di altri aspetti?. Ma si impara a tarare tutto.
    P. S: Il prossimo che dice ” se non stai bene solo.. allora..” . gli\ le taglio qualcosa X(( ! Chiunque, single, dopo una storia lunga o intensa, fatica a ritrovare l’ equilibrio, fatica a riempire un vuoto. Torno a dire: Siamo- anzi siete-tutti finocchi col culo degli altri. .(Seguono anatemi)

  19. Grande vagi , come sempre. Io di anni ne ho 47 e praticamente sto come te, con la differenza di avere sulle spalle un bruttissimo matrimonio durato tre anni e un figlio di 18… stò sola da una vita. E’ difficile si! ma come te nn mi accontento e sarà come cazzo deve essere… baci. ❤

  20. Incredibile, avrei potuto scriverlo io questo post! Parola per parola. Se non fosse che qualche esperienza (che io non ho fatto) ci divide, mi sembrerebbe di vivere una vita parallela alla tua. Mi piacerebbe scriverti in pt se ti va, ogni tanto, per confrontarci su queste esperienze comuni.

    Un caro saluto, da un’altra single incallita.

  21. Essere single o essere in coppia sono due stati con entrambi i loro vantaggi e svantaggi.. perché anche il grande amore, a volte, nella vita quotidiana, rompe le balle..
    E’ impegnativo stare in due, tanto quanto a volte è impegnativo sostenere tutto il peso dell’esistenza su di sè. L’importante è non rimpiangere quello che non si ha in un momento, pensando che l’alternativa sia per forza meglio. Parte tutto da sè stessi e dall’equilibrio che uno riesce a trovare. Siamo comunque in bilico su una fune, accoppiati o single… stare dritti e andare avanti è l’unica alternativa, ma le sbandate arrivano ogni tanto.
    Piccola nota leggera, se non sei pronta ad accontentarti di un uomo che non tira su-giù la tavoletta del cesso e non porta le mutande nel cestone, sei fregata! 🙂 Di uomini che si applicano in queste attività con successo ho sentito vaghi racconti mitologici, ma non ne è mai stata provata l’esistenza (un po’ come del mostro di Lochness!)
    🙂

  22. Io sono single e serena. Davvero preferisco così. Sto bene. Però mi piace adesso, dopo tanti anni, anche l’idea di amare ancora.
    Ha ragione Metalupo, l’amore e il disamore mantengono giovani.
    Io poi ho una passione incompiuta ( nel senso che ci siamo amati, lasciati, ed io lo amo ancora da mille anni) e segreta che mi alimenta, per cui in realtà sono una single innamorata.
    E serena.
    Si, direi che è così.
    Brava, scrivi da dio.

  23. Ciao Vagi……come puoi notare dai commenti siamo in molti ad essere single………in fondo si nasce single (gemelli a parte)…..ci cresciamo single, fintanto che qualche ormone ci fa capire che esistono delle single che ci attirano, che ci fanno cambiare la conformazione dei paesibassi, che ci fanno rincretinire più di quanto siamo già……..e questo non è una nostra scelta, è una scelta della natura.
    Qualcosa è cambiato da quel momento, non solo fisicamente, ma dentro la nostra testa, tra i nostri neuroni e anche nel cuore. Da quel punto in poi noi maschietti perseguiamo la logica del “devo metterlo dentro se no sto male” e andiamo avanti fintanto che incontriamo una vagina che ci concede questo lusso. Poi la nostra logica cambia e proseguiamo fintanto che la vagina in questione ci scarica…….allora nella nostra testa scatta un’altra logica quella del “che me frega” e si ritorna single.
    Ma dentro, nel più profondo di noi, rimane un labile traccia……abbiamo provato cosa vuol dire coppia con tutto ciò che comporta.
    Questo è quello che ci frega, quell’imprinting che rimane dentro.
    Possiamo raccontarci mille cose, essere convinti del nostro agire, avere la forza di vivere davvero da soli/e……..ma dentro, tra le viscere del nostro corpo, nell’ammasso liquomolecolare del nostro fisico rimane quella maledetta traccia, quell’ammasso informe di sensazioni e sentimenti, quel guazzabuglio di emozioni, insomma quella cosa che dopo un pò, per quanto repressa esce fuori, ci agita, non ci fa dormire di notte, ci agita il basso ventre……….e allora tutto quello fatto fin’ora, tutto quello costruito, tutto quello represso…..scoppia, esplode, si dissolve, si smaterializza.
    In fondo siamo nati per l’accoppiamento, la natura ( o il Signore?) ha lavorato perfettamente per questo……per essere coppia.
    Nessuno dice di accontentarsi, per carità, non siamo animali da sesso (magari :P), non si vive solo coi paesi bassi, ci vuole un mare di cose a livello cervello/cuore/sistema riproduttivo……e tutto dovrebbe combaciare alla perfezione……..ma questo, manco un supercomputer riuscirebbe a farlo.
    Per cui…….viviti lo stato di single attuale, organizzati, divertiti e piangi se è il caso.
    Ma non dire che sei nata per essere single…..nessuno lo è……sono poi le scelte o i casi della vita che ci fanno vivere in questa situazione.
    Ora una frase fatta ci sta bene……….quando meni te lo aspetti cambierà…..lo dicono a me e io rispondo……purtroppo me lo aspetto sempre 🙂
    Un bacione e un grande abbraccio dolce vagina

    P.S.: io di solito abbasso la tavoletta del cesso 😉

    1. Accidenti pessimismo cosmico ..Ammasso liquomolecolare sarai tu 😛 !! Lasciati stupire dagli scherzi del Destino. Io stessa l’ ho fatto e non ti attendere il combaciare alla perfezione. Ricorda il Destino ti porta ciò che non vorresti mai MAI col raziocinio: ti mette davanti la tua Ombra per dirla con Jung. .
      P.S.: Avrai incontrato donne pessime, immagino. Stare in coppia è anche faticoso si sa. In bocca al lupo

    2. ma io non sono per nulla così d’accordo sul fatto che siamo NATURALMENTE predisposti per essere coppie.
      lo siamo culturalmente. e questo è molto diverso. ma molto.
      sono orgogliosa, per il resto, del tuo rapporto con la tavoletta del cesso 😀
      un abbraccio a te,
      V.

      1. Io credo che l’essere o non essere single sia una propria scelta………ma questo non vuol dire che siamo felici e contenti………il richiamo della natura prima o poi arriva sempre……..lo puoi reprimere, puoi nasconderlo a te stesso…….ma c’è………e in certe sere ti tormenta………e allora in giro vedi delle vagine ( e anche peni ) che schiamazzano cercando di far credere che loro da single stanno benissimo……..ma si vede che non è vero.

  24. Preciso subito che non mi interessa togliere il rotolo di carta igienica quando finisce, lascio il tubetto di dentifricio aperto ed alzo la tavoletta del cesso solo perchè mia madre mi stordiva con urla mefistofeliche da bambino: quindi nessuno si azzardi a prendere questo come un vomitevole approccio via Internet passibile di denuncia per mielosità colposa…

    Onestamente leggendo quello che scrivi mi rendo conto che al mondo oltre alle “ragazzine” (meglio mettere le virgolette di questi tempi) esistono (esclamate ad alta voce un “PER FORTUNA DELL’INTERA UMANITA’ “) anche delle Donne, ma non perché posseditrici non abusive di Vagina con abbonamento mensile al ricambio dell’olio, ma perché consce di quello che hanno dentro e che sono stupende perché sanno di esserlo comunque. Spero davvero che in futuro mi capiti di trovare una Donna come te (e voi che leggete questo commento e che vi sentite tali), e se non capiterà, a fronte delle “ragazzine” che ho incontrato, è meglio rimanere nel fantabulosoruttoliberorotolofinitoenonsostituitissimo mondo dei Single Accaniti…

  25. Non credo ci sia rapporto più complesso di quello che abbiamo con noi stessi.
    Sul santuario dell’Oracolo di Delfi c’era scritto “Conosci te stesso” e credo sia una delle cose più difficili da fare.
    Stare da soli, quindi, sono convinto sia una scelta coraggiosa, perchè avere sempre a che fare con se stessi, senza nessuno che ci distragga, può essere davvero snervante… tuttavia non c’è altro modo per affermare in pieno la propria individualità, essere qualcuno indipendentemente dagli altri, avere un’identità non imposta dall’esterno ma maturata e costruita dall’interno.

    Perciò ti faccio i miei complimenti (anche se, ovviamente, per te non significano niente), non solo per quello che scrivi, ma anche per come lo scrivi (mai sottovalutare la forma).

    Se ad Amsterdam vai il 30 Aprile ti becchi la festa più bella del mondo. Porta un indumento arancione.

  26. Ho troppo poco sbatti per rispondere a dei commenti precedenti, quindi lo scriverò qui: accoppiati e single è indifferente, ci sono pro e contro in ogni cosa! Il post è decisamente apprezzabile per tutte le volte in cui da single ci si sente chiedere “Ma come mai? Ma perchè non ti cerchi un fidanzato?”, anche se ora la domanda è: “Eh ma che balle, da quanto ci stai assieme, ma non ti stufi?”, quindi il cagacazzo c’è sempre 😀
    (“Nulla in confronto a quando trovo uno scarafaggio in casa e devo ucciderlo da sola.” con gli spray si ammazzano meglio e senza sporcare in giro, inoltre non ci si deve nemmeno avvicinare troppo 😉 )

  27. Bho…single per vocazione pure io, secondo reggimento di quelli che non si accontentano, battaglione “io aspetto una persona per anni”, sezione speciali Amori Impossibili…situazione tra le più patetiche. Ci sono i vantaggi ovvio…mi faccio i viaggi dove-quando-perché-con cui cazzo mi pare, ho il tempo libero cucito addosso e son libero di pianificare follie individuali e lasciare la finestra del porno in streaming aperta sul pc, tutto ottimo e giusto come onorare padre, madre e santificare le feste. Poi però, a parte il discorso sessuale che è un mondo a parte, c’ho il cuore sempre con un buco quando ragiono e mi accorgo che non sono il primo pensiero di nessuno quando mi sveglio, che ho il numero 2 o 3 sul cranio quando non sto sotto il podio e che quando ti alzi e pensi a lei la cosa non è contraccambiata…ecco cosa mi manca dell’innamoramento…magari sarà la mia insicurezza a parlare, ma che cazzo ne so, però quel buco li lo sento proprio e ormai si sta trasformando in una tossina ansiogena.

  28. Mi ci ritrovo in tutto anche se sono maschietto. Con l’aggravante che per me è il nulla da 7 anni e ne ho 35. E tre anni che penso ad una persona con cui non è successo niente. Si sta bene da single, ma quando arriva “la chiamata” bisogna rispondere. non bisogna opporsi a quella che la natura ci ha riservato. E’ innaturale, dannoso, doloroso. Nel mio caso l’astinenza da qualsiasi cosa mi sta provocando turbe psichiche gravi ed è normale quando va così. Vivere bene da single può starci, ma quando non si hanno incontri per troppo tempo credo che non vada più bene. Soprattutto se si vede l’oggetto del proprio ardore tutti i giorni e non si può fare nulla. Si capisce, c’è una parte di noi che resta accartocciata, ferma. Si vede lontano un kilometro. Ti si legge in volto. Si potrebbe tamponare con una sana trom@@@@ . ma per un uomo sarebbe difficile anche solo quello ( per me sì), e poi non con la persona con cui lo vorresti fare. Si arriva alla “disperazione” che è sempre una pessima cosa. Si fa finta di stare bene ma come cantavano gli Afterhours “sai finger bene, ma so che hai fame” . O come Venditti. ” a tutti i tuoi amici tu dirai di non amarmi più ma solo io saprò a chi pensi tu” . Io vedo tante single e tanti single che se la suonano e cantano da soli, in realtà soprattutto dopo i 30 piano piano si spengono nella perenne solitudine e nei sorrisi forzati. Ce se ne fa una ragione e si va avanti ma so che la fuori c’è una persona single per ogni single proprio perchè alla fine amare è felicità e dopotutto è vero che amare e disamare mantien giovani e forti e soprattutto vivi e…perchè no, più felici.

    1. Capisco molto bene ciò di cui parli e non mi sentirei di dire che hai torto.
      So che ci si può ritrovare in questi loop, che ci si può isolare, evitare il confronto con l’altro sesso, fossilizzarsi su una persona impossibile da avere e persuadersi di amarla per mettersi al riparo dal temibile confronto adulto con un altro essere umano. Confronto adulto e sentimentale, intellettuale, sessuale, per carità.
      Tutto vero. Così com’è vero che se dura da troppo non va bene, ma non il fatto di essere single in sé, proprio questo tipo di chiusura.
      Penso anche, però, che si possa accettare il fatto che essere single capita. Che può essere una condizione esistenziale. E che sì, è vero, c’è quella casella non spuntata, cazzo. Ma la vita è fatta di tanti pezzi, che non sono intercambiabili, ma forse ciò di cui abbiamo in primis bisogno è l’affetto sincero, e la passione per qualcosa che ci faccia bene.
      Se poi una di queste due cose, o magari entrambe, le troviamo in un compagno, benissimo. Viceversa, le troveremo nei buoni amici, nella cura per noi stessi, nel coraggio di fare esperienze nuove, nella lealtà. Nell’essere, insomma, persone valide e belle.
      A prescindere dallo status sentimentale 🙂
      in bocca al lupo.

Parla con Vagina, Vagina risponde

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